Bruxelles – Si chiamano Silvano Tosti, Alessia Santucci, Fabio Borgognoni e Fabrizio Marini i ricercatori italiani dell’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che hanno vinto il premio europeo ‘Soft Innovation 2016’. Insieme ai loro colleghi ricercatori del Cea Karine Liger, Pierre Trabuc, Nicolas Ghirelli e Xavier Lefebvre, i quattro italiani si sono meritati il riconoscimento che la Commissione europea assegna ai migliori progetti di ricerca nel campo della fusione nucleare.
Il premio è stato attribuito ad un innovativo processo di recupero del trizio dai prodotti di fusione sviluppato nel Centro Ricerche Enea di Frascati in collaborazione con i ricercatori dei laboratori del Commissariat à l’énergie atomique (Cea) di Cadarache, in Francia. Tale processo si basa su un reattore a membrana, per il quale sono stati rilasciati due brevetti internazionali, che rende possibile il recupero del trizio – il cui valore di mercato supera i 30 mila euro al grammo – da acqua triziata.

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