- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 29 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » I sonnambuli europei

    I sonnambuli europei

    [di Vincenzo Comito] Il vertice di Bratislava dei capi di Stato e di governo è stato del tutto inutile rispetto alla possibilità di portare avanti in qualche modo il progetto europeo, o anche di salvaguardarne alcune delle fondamenta.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    14 Ottobre 2016
    in Non categorizzato

    di Vincenzo Comito

    Dunque il vertice di Bratislava dei capi di Stato e di governo è stato del tutto inutile rispetto alla possibilità di portare avanti in qualche modo il progetto europeo, o anche semplicemente di salvaguardare alcune delle sue fondamenta; ma si è trattato, per altro verso, soltanto dell’ultimo episodio di una lunga serie di incontri che hanno portato agli stessi inconcludenti risultati. Non mancavano certo i problemi molto seri che dovevano essere affrontati, ma i nostri rappresentanti hanno preferito parlare d’altro. Eppure prima della riunione di Bratislava Jean-Claude Juncker aveva dichiarato che l’Europa attraversa una crisi esistenziale e le dichiarazioni della Merkel («l’Europa è in una situazione critica») non sembravano molto diverse.

    In un certo senso, i governanti europei fanno pensare da tempo alle conclusioni di un testo relativamente recente di uno storico inglese, volume che, nonostante la sua mole – è lungo circa 700 pagine – ha avuto un rilevante successo in libreria in vari paesi. Si tratta de I sonnambuli di Christopher Clark, pubblicato nel 2014. Esso ricostruisce le vicende che ruotano intorno alla prima guerra mondiale e mostra come i potenti di allora erano, appunto, come dei sonnambuli, che si occupavano di cose del tutto triviali, senza riuscire a vedere, meno che mai ad evitare, l’orrore che essi stessi stavano per portare al mondo. Nessuno si accorse in particolare che stava per scoppiare una guerra devastante e nessuno fece sostanzialmente alcunché per fermarla.

    Per altro verso, un grande intellettuale, nato nel 1881 a Vienna, che ha soprattutto operato tra le due guerre, Stefan Zweig, ricorda nelle sue memorie come sotto la superficie, che nei primi anni del Novecento appariva molto serena, la nostra Europa era in realtà piena di correnti sotterranee minacciose. Egli ha visto un continente, dove la vita era prima piacevole, affondare rapidamente due volte, con la prima guerra mondiale e con l’avvento del regime nazista. Potremmo aggiungere, ad abundantiam, anche la crisi economica del 1929.

    Minacciose correnti sotterranee sembrano di nuovo percorrere di questi tempi il nostro continente. Esse hanno la faccia di Orban, di Kaczinsky, di Le Pen, di Salvini, dell’olandese Wilders. Essi portano avanti gli slogan di valori e identità nazionali, malmenano le libertà pubbliche, o minacciano di farlo, vogliono reintrodurre la pena di morte, ecc., preparando così il terreno a un quadro piuttosto spiacevole. Ma dietro questa agitazione ci sono certamente dei problemi non risolti.

    Politica monetaria e politica fiscale

    In tale quadro, l’economia non sembra avere giorni particolarmente felici davanti a se. Come è ormai ampiamente chiaro, gli esperimenti di politica monetaria accomodante portati avanti dalla BCE non sembrano aver dato grandi frutti, anche se forse essi hanno aiutato a evitare il peggio, in particolare per quanto riguarda la situazione dei paesi del Sud Europa e le prospettive dell’Unione. Nella sostanza, essi non hanno in particolare prodotto l’attesa espansione della domanda aggregata. La grande liquidità immessa sul mercato con le operazioni di quantitative easing è rimasta nelle mani di banche e di speculatori. Ma l’azione degli istituti di emissione era in ogni caso anche giustificata dalla volontà di dare tempo ai governi per agire utilizzando la leva fiscale. Ma il tempo passa e da quel lato non succede niente.

    Certamente la richiesta di un ritorno alle politiche fiscali e all’ipotesi di un aumento degli investimenti pubblici in Occidente, in particolare da parte di paesi come la Germania e gli Stati Uniti, si fa comunque abbastanza sentire negli ultimi tempi da diverse fonti.

    Spingono ora in tale direzione, con un’unanimità piuttosto insolita, il Fondo monetario internazionale, l’OCSE, la stessa recente riunione del G20; si sottolineano, tra l’altro, gli effetti moltiplicatori elevati e l’influenza favorevole sulla crescita economica di certi investimenti pubblici. L’indicazione appare sulla carta certamente condivisibile, ma quale è la probabilità che un tale tipo di politica sia applicata presto di qua e di là dell’Atlantico?

    Nonostante le esortazioni, in effetti solo il Giappone prevede per il 2017 il ricorso a tale arma: ma sappiamo quanto la situazione del paese sia disperata, almeno a livello di crescita economica. Negli Stati Uniti ambedue i candidati alla presidenza promettono un aumento degli investimenti, ma in realtà chiunque vinca si dovrà poi misurare con un Congresso presumibilmente ostile, come per il passato; è abbastanza facile prevedere che non se ne farà niente. Nella zona euro non c’è comunque ad oggi segno della volontà di cambiare politica. Se forse il sentimento prevalente e la riflessione sono cambiati, la pratica resta quella di sempre ed essa ha il volto della Merkel e del suo scudiero Schäuble. Come abbiamo già indicato in un precedente articolo, Wolfgang Münchau, dalle colonne del Financial Times, ritiene che solo un’altra crisi potrebbe riuscire a mettere con le spalle al muro i sonnambuli. Ma, secondo noi, forse neanche quella.

    Anche Draghi, in un agitato incontro con i parlamentari tedeschi della fine di settembre, ha ricordato per l’ennesima volta la necessità di fare di più per la crescita in Europa. Ma, nello stesso incontro, egli si è invece dovuto difendere dalle accuse di molti parlamentari che lo ritenevano, con la sua politica di bassi tassi di interesse, responsabile almeno in parte delle attuali difficoltà delle banche tedesche, Deutsche e Commerzbank in primis.

    Non sembra essere valsa a molto l’affermazione dell’italiano che i problemi di tali istituti derivavano invece probabilmente dal loro modello sbagliato di sviluppo (ha evitato di ricordare loro, per buona educazione, lo scandalo americano della Deutsche, che costerà alla banca almeno 5 miliardi di dollari – se non molto di più – di penalità, né quelli precedenti, negli Stati Uniti ed altrove), né l’aver sottolineato che con la politica dei bassi tassi di interesse la Germania ha risparmiato in questi anni circa 30 miliardi di euro di minori costi. 

    Quos deus vult perdere ementat.

    Pubblicato su Sbilanciamoci! il 7 ottobre 2016. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Frutta. Crediti: Jonas Kakaroto via Unsplash
    Le Brevi

    UE, cresce il surplus commerciale agroalimentare nei primi sei mesi del 2026

    28 Agosto 2026
    Trattore in un campo di riso. Crediti: Commissione europea
    Agrifood

    Dall’UE 285 milioni in aiuti di Stato all’Italia per l’agricoltura e la pesca

    28 Agosto 2026
    Soldati. Crediti: Mostafa Meraji via Unsplash
    Difesa e Sicurezza

    Cercasi riservisti: l’Unione europea tenta di sedurre i giovani con il servizio militare volontario

    28 Agosto 2026
    António Costa, presidente del Consiglio europeo [Foto: Imagoeconomica]
    Le Brevi

    Costa prosegue il “Tour des Capitales”, con tappa a Cernobbio

    28 Agosto 2026
    DHL, spedizione di merci tramite trasporto aereo [foto: Robert Schmiegelt/imagoeconomica]
    Le Brevi

    Merci, l’Ue torna ai livelli pre-Covid: nel 2025 6,9 milioni di voli commerciali

    28 Agosto 2026
    Harald V, re di Norvegia
    Politica Estera

    È morto Harald V, il re di Norvegia aveva 89 anni. Gli succede il figlio Haakon

    28 Agosto 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Frutta. Crediti: Jonas Kakaroto via Unsplash

    UE, cresce il surplus commerciale agroalimentare nei primi sei mesi del 2026

    di Iolanda Cuomo
    28 Agosto 2026

    Bruxelles - Sale il surplus commerciale del settore agroalimentare dell’Unione europea: l'industria ha ampliato la propria bilancia positiva nei primi...

    Trattore in un campo di riso. Crediti: Commissione europea

    Dall’UE 285 milioni in aiuti di Stato all’Italia per l’agricoltura e la pesca

    di Iolanda Cuomo
    28 Agosto 2026

    Il regime è stato approvato nell'ambito del Quadro temporaneo di aiuti di Stato per la crisi mediorientale (METSAF), uno strumento...

    Soldati. Crediti: Mostafa Meraji via Unsplash

    Cercasi riservisti: l’Unione europea tenta di sedurre i giovani con il servizio militare volontario

    di Iolanda Cuomo
    28 Agosto 2026

    Alcuni governi (di destra e non solo) l'hanno introdotto per far fronte a un contesto geopolitico instabile.

    António Costa, presidente del Consiglio europeo [Foto: Imagoeconomica]

    Costa prosegue il “Tour des Capitales”, con tappa a Cernobbio

    di Redazione eunewsit
    28 Agosto 2026

    Il presidente del Consiglio europeo terrà un discorso sull'Europa nel mondo al Forum Ambrosetti

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione