- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 25 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Theresa May: orgogliosa, ma tanto preoccupata

    Theresa May: orgogliosa, ma tanto preoccupata

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    29 Marzo 2017
    in Editoriali
    Theresa May

    Theresa May

    Sfoggia sicurezza ma è preoccupata. La premier britannica Theresa May oggi alla Camera dei Comuni ha promesso un futuro radioso, ha assicurato che “i giorni migliori per la Gran Bretagna devono ancora venire”, ma leggendo la lettera che ha inviato al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk alcune certezze sembrano mancarle.

    Intanto May mette subito, già alla seconda riga della sua lettera, le mani avanti, riaffermando che il Regno unito “condivide” i valori con gli europei e che “vuole che l’Unione europea abbia successo e sia prospera”. Sempre meglio non inimicarsi la controparte, in particolare se si è quella che ha più da perdere. Continuamente nel testo poi si ripetono il concetto e le parole di “una relazione profonda e speciale” con l’Ue, come anche quello di “dare più certezze possibili” ai cittadini, sì, ma sembra, soprattutto, alle imprese, quelle imprese che sempre più spesso annunciano di essere alla ricerca di una nuova casa in Europa, ma anche quelle che con la Gran Bretagna vogliono continuare a fare affari.

    La premier spiega poi che il Governo sta lavorando a preparare una nuova legislazione, che cancelli l’Atto parlamentare del 1972 con il quale il regno accettò di introdurre le norme dell’Unione, ma che “se pratiche ad appropriate” alcune leggi derivate dall’appartenenza all’Unione potrebbero restare in vigore. Ma, assicura, non ci saranno strappi “la legislazione che proporremo non entrerà in vigore finché non avremo lasciato” l’Ue.

    L’idea espressa tempo fa dalla stessa May che “è meglio un non accordo che un cattivo accordo” non sembra in realtà essere più tanto convincente per la premier, che dedica un paragrafo della sua lettera a spiegare che un non accordo indebolirebbe tutti, “dobbiamo dunque lavorare duro – scrive – per evitare questo risultato”.

    Passando poi per qualche altro riferimento alla “profonda e speciale relazione” che Uk e Ue dovranno stabilire, Theresa May alza le mani sul “cherry picking”, la scelta di ciò che si preferisce, a proprio gradimento, senza considerare le condizioni poste dall’Unione. Dunque Londra resterà fuori dal Mercato unico, tema chiuso. Si pone comunque il problema della libera circolazione per i cittadini Ue in Gran Bretagna e per quelli Uk in Ue. Non sembra, May non lo dice, che ci saranno penalizzazioni per chi arriverà da oggi in poi (in verità non garantisce neanche sul contrario) ma pone in cima alla lista delle priorità la risoluzione della questione dello status di queste persone, che è tema di grande preoccupazione per l’Unione europea.

    E’ verso la fine di pagina quattro (ma già in realtà era stato introdotto alla due e alla tre)  il tema grosso, che sarà posto poi anche nelle conclusioni, a pagina sei: il dopo. E qui May sembra preoccupata davvero. Secondo la premier “è necessario concordare i termini delle future relazioni parallelamente a quelli per la separazione dall’Unione europea”. Questo è un tema di grande delicatezza, perché sino ad oggi i leader dell’Ue hanno sempre detto che non se ne parla nemmeno di trattare le condizioni dei nuovi rapporti finché il Regno unito è ancora nell’Unione, potrebbe anche sembrare una sorta di “Europa à la carte”, dove già da dentro si possono cambiare le condizioni. Si aprirebbe un vaso di Pandora con altri Paesi, sarebbe esiziale per la tenuta di tutta l’Unione.

    E’ però anche vero che avere una vacanza di regolamentazione nella quale la Gran Bretagna fosse uno Stato “estraneo”, più lontano del Brasile o della Serbia, sarebbe una condizione ben difficile per tutti, in particolare, però per i britannici, che si ritroverebbero senza alcun accordo commerciale, doganale, finanziario con l’Unione. Diventerebbero un’isola in ogni senso. Questo terrorizza May.

    Una sponda, inattesa forse, le è però arrivata dall’Europarlamento, la cui maggioranza, in una bozza di relazione che sarà votata la prossima settimana, dice che se si saranno raggiunti “importanti” accordi in questa fase negoziale ad un certo punto si potrà iniziare a discutere di come “dar forma” alle prossime relazioni, però, come sottolinea il leader socialdemocratico Gianni Pittella, “è logico finalizzare i termini del divorzio prima di decidere sulla nostra futura relazione”. Dunque, sembra, nessuna intesa definitiva sul dopo prima di aver terminato il processo Brexit.

    Non sarà per niente facile per May costruire la “forte e orgogliosa” Gran Bretagna del futuro, e lei lo sa bene.

    Tags: brexitnegoziatoTheresa May

    Ti potrebbe piacere anche

    25 Churchill Place, Canary Wharf, la vecchia sede dell'EMA a Londra [foto: Alex McGregor/Wikimedia Commons, rielaborazione Eunews]
    Politica Estera

    La Brexit continua a costare (caro): l’UE paga ancora 12,5 milioni all’anno per la vecchia sede dell’EMA

    10 Aprile 2026
    Sadiq Khan mobilità
    Politica Estera

    Il sindaco di Londra Khan preme su Starmer per rientrare nell’UE

    19 Marzo 2026
    Brexit, Gibilterra
    Politica Estera

    Via libera UE alle proposte per l’accordo con Londra su Gibilterra. Commissione: “Garanzia di benessere per i cittadini”

    17 Febbraio 2026
    Veduta aerea di Gibilterra [foto: Adam Cli/Wikimedia Commons]
    Politica Estera

    Ue e Regno Unito trovano l’intesa post-Brexit su Gibilterra

    12 Giugno 2025
    ue regno unito
    Politica Estera

    Ue-Uk, il riavvicinamento dopo la Brexit. Dalla difesa agli Erasmus, si apre un “nuovo capitolo”

    19 Maggio 2025
    Sadiq Khan mobilità
    Politica

    Khan: “La Brexit è stata un errore”. Il sindaco di Londra vuole riavviare la mobilità per gli studenti

    18 Febbraio 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    di Giulia Torbidoni
    24 Aprile 2026

    I leader UE constatano che la sicurezza dell'Europa è "strettamente legata" a quella della regione in fiamme e oltre a...

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    di Iolanda Cuomo
    24 Aprile 2026

    Una persona su quattro i 16 e 29 anni va sul web per esprimere un'opinione o a voti. Gli italiani...

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    24 Aprile 2026

    Sul budget settennale (MFF 2028-2034) il vertice informale dei capi di Stato e di governo registra posizioni distanti e inconciliabili....

    L'aula del Parlamento europeo nella sede di Strasburgo. Fonte: Copyright: © European Union 2021 - Source : Parlamento europeo

    Bilancio UE, crisi energetica e Ucraina: i temi alla plenaria dell’Eurocamera

    di Giorgio Dell'Omodarme
    24 Aprile 2026

    La proposta di PPE, S&D e Renew Europe sul prossimo QFP propone di portare all'1,27 per cento del PIL il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione