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    Home » Non categorizzato » Gli italiani in Germania: ancora un Reservarmee per il mercato del lavoro tedesco?

    Gli italiani in Germania: ancora un Reservarmee per il mercato del lavoro tedesco?

    [di Edith Pichler] In molti casi i nuovi immigrati italiani contribuiscono a soddisfare la richiesta di manodopera che non viene coperta dalla popolazione tedesca.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    20 Luglio 2017
    in Non categorizzato

    di Edith Pichler

    Con la crisi finanziaria ed economica, è ripresa l’emigrazione verso la Germania di tanti giovani e meno giovani cosi come di interi nuclei famigliari da Grecia, Spagna, Italia e Portogallo. L’aumento degli arrivi dall’Italia è passato da 24.502 persone nel 2010 (di cui 23.898 italiani) a 70.339 persone nel 2015 (di cui 57.191 italiani) (Statistisches Bundesamt 2017, 2012). Comparando gli arrivi con le partenze si può osservare una certa volatilità che potrebbe confermare la mobilità di queste persone, ma che potrebbe anche segnalare situazioni di precarietà che spingono a muoversi verso altri paesi.

    Questi processi, assieme alla prosperità economica tedesca, hanno contribuito a far aumentare l’occupazione fra gli immigrati dalla UE: nel periodo 2010-2015 è aumentato il numero delle persone con cittadinanza spagnola (più 80,4%), greca (più 44,4%) o italiana (più 28,6%) che sono occupate in un posto di lavoro con obbligo assicurativo (Beauftragte der Bundesregierung, 2016). Dal marzo 2015 al marzo 2016 il tasso di occupazione delle persone provenienti da Grecia, Italia, Portogallo e Spagna (GIPS) è aumentato del 5,2% (6,1% per gli italiani) (Bundesagentur für Arbeit, 2016a)

    Confrontando i dati del 2015 con quelli del 2014, la maggior parte degli immigrati hanno trovato impiego presso le agenzie interinali (22,5%), nel comparto della logistica (17,9%), nell’edilizia (16,1%) e nel settore della ristorazione (14,2%), tutti settori caratterizzati da un’elevata incidenza del part-time, da una certa precarietà e da salari bassi. (Bundesagentur für Arbeit, 2016). E infatti se nel marzo 2017 il tasso di disoccupazione fra i tedeschi era del 5,9% fra gli stranieri era del 15,5% (Bundesagentur für Arbeit, 2017).

    Pur essendo più presente nei settori dell´istruzione, delle attività professionali, scientifiche e tecniche e dell´informazione e della comunicazione, anche la manodopera italiana è spesso occupata in settori dove non è richiesta alcuna qualifica e dove non di rado è impiegata sotto la qualifica: per esempio, nei call-centers, nel ramo delle pulizie, in alcuni segmenti della ristorazione e nel settore assistenziale. Cosi, per esempio, sono attive anche fra la Germania e l’Italia agenzie per il reclutamento di personale infermieristico diplomato, ma che viene in molti casi impiegato come addetto all´assistenza di base nel settore geriatrico, prevalentemente nelle case di riposo private. Un settore che per via della bassa remunerazione e del poco prestigio ha difficolta a trovare personale sul luogo.

    La popolazione italiana in Germania è ormai prevalentemente occupata nel settore del terziario: fra i 237.675 italiani che erano occupati al 31 marzo del 2016 con assicurazione obbligatoria, il 30,5% era occupato nel settore manifatturiero e il 69,3% nel settore dei servizi dove dominano la ristorazione con il 15,7% ed il commercio con il 14,1 (Bundesagentur für Arbeit, 2016).

    In molti casi, come nel passato per i Gastarbeiter, anche i nuovi immigrati italiani contribuiscono a soddisfare la richiesta di manodopera che non viene coperta dalla popolazione locale. In questo contesto ci si può chiedere se anche questi nuovi lavoratori europei “mobili” svolgono la funzione di Reservarmee o di cuscinetto (Pufferfunktion) avuta nel passato dalla manodopera straniera in Germania.

    Pubblicato su cambiailmondo.org l’11 luglio 2017.

    Bibliografia

    Beauftragte für Migration, Flüchtlinge und Integration, 2016, 11. Bericht der Beauftragten der Bundesregierung für Migration, Flüchtlinge und Integration –Teilhabe, Chancengleichheit und Rechtsentwicklung in der Einwanderungsgesellschaft Deutschland.

    Bundesagentur für Arbeit, 2016, Arbeitsmarkt in Zahlen – Beschäftigungsstatistik Beschäftigte nach Staatsangehörigkeiten in Deutschland, 31.März 2016, Nürnberg.

    Bundesagentur für Arbeit, 2016a, Statistik, Hintergrundinformation Auswirkungen der Migration auf den deutschen Arbeitsmarkt, Nürnberg, April 2016.

    Bundesagentur für Arbeit, 2017, Statistik, Hintergrundinformation Auswirkungen der Migration auf den deutschen Arbeitsmarkt, Nürnberg, Mai 2017.

    Bundesamtes für Migration und Flüchtlinge, 2015, Migrationsbericht des Bundesamtes für Migration und Flüchtlinge im Auftrag der Bundesregierung (Migrationsbericht 2014).

    Bundesamtes Für Migration und Flüchtlinge, 2016, Migrationsbericht des Bundesamtes für Migration und Flüchtlinge im Auftrag der Bundesregierung (Migrationsbericht 2015).

    Pichler, Edith, 2017, Double emigration: geographical and cultural? The participation of Italian women in the German labour market, in: International Review of Sociology 1/2017.

    Statistisches Bundesamt, Bevölkerung und Erwerbstätigkeit. Wanderung, Wiesbaden 2017, 2012.

    Tags: germaniaoccupazioneoneuro

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