Bruxelles – La Commissione europea accoglie con favore la luce verde formale degli Stati membri dell’Ue per nuove norme per risolvere meglio le controversie fiscali. La decisione adottata dai ministri delle finanze dell’Ue alla riunione del Consiglio Ecofin di Lussemburgo garantirà che le imprese e i cittadini possano risolvere in modo più rapido ed efficace le controversie legate all’interpretazione dei trattati fiscali. Esso coprirà anche questioni relative alla doppia imposizione un grave ostacolo per le imprese, che crea incertezze, costi inutili e problemi di cash-flow.
La doppia imposizione si riferisce a casi in cui due o più paesi pretendono il diritto di tassare gli stessi redditi o profitti di una società o una persona. Può accadere, ad esempio, a causa di una mancata corrispondenza delle norme nazionali o di interpretazioni diverse di un trattato fiscale bilaterale per quanto riguarda le modalità di trasferimento dei prezzi.
Pierre Moscovici, commissario per la Fiscalità ha spiegato che “abbiamo proposto questo nuovo sistema per migliorare la certezza del diritto e la competitività dell’Ue, creando un obbligo vincolante per le autorità degli Stati membri per risolvere tempestivamente le controversie fiscali. Un passo importante per permettere ai cittadini e alle imprese dell’Ue di avere un trattamento fiscale equo”.
I miglioramenti delle regole correnti approvati dai ministri delle Finanze a Lussemburgo offriranno ai contribuenti maggiore sicurezza quando si tratta di risolvere la loro interpretazione dei trattati fiscali o dei problemi di doppia imposizione. In particolare, sarà coperto un più ampio numero di casi e gli Stati membri avranno ora delle chiare scadenze per concordare una soluzione vincolante, dando ai cittadini e alle imprese decisioni più tempestive. Ora gli Stati membri hanno il dovere giuridico di adottare decisioni conclusive ed esecutive nell’ambito del migliorato meccanismo di risoluzione delle controversie. In caso contrario, i tribunali nazionali lo faranno per loro.
L’accordo di oggi garantirà che i contribuenti coinvolti in controversie fiscali possano avviare una procedura in cui gli Stati membri in questione devono tentare di risolvere in modo amichevole la controversia entro due anni. Se alla fine di questo periodo non è stata trovata alcuna soluzione, gli Stati membri devono istituire una commissione consultiva per l’arbitrato. Se gli Stati membri non lo fanno, il contribuente può presentare un ricorso dinanzi al giudice nazionale per farlo. La Commissione consultiva sarà composta da 3 membri indipendenti e rappresentanti delle autorità competenti in questione. Avrà 6 mesi per dare una decisione definitiva e vincolante. Questa decisione sarà immediatamente esecutiva e deve risolvere la controversia.
Le stime mostrano che oggi esistono circa 900 controversie sulla doppia imposizione nell’Ue, stimate per un valore di 10,5 miliardi di euro.

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