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    Home » Politica Estera » Studio Parlamento UE: Bilancio 2028-2034 insufficiente per la ricostruzione dell’Ucraina

    Studio Parlamento UE: Bilancio 2028-2034 insufficiente per la ricostruzione dell’Ucraina

    Uno studio realizzato per conto della commissione Bilanci mette in luce le pecche a dodici stelle: pochi fondi e troppi prestiti difficili da risarcire. Il suggerimento di garanzie e più risorse

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    6 Maggio 2026
    in Politica Estera
    Abitazione civile bombardata in Ucraina [credits: Marco Cremonesi/imagoeconomica]

    Abitazione civile bombardata in Ucraina [credits: Marco Cremonesi/imagoeconomica]

    Bruxelles – Sostegno finanziario per l’Ucraina, dall’Unione europea tanta buona volontà e ancor più approssimazione. Perché gli impegni assunti non coincidono con quello di cui Kiev avrà bisogno. A fare i conti e lanciare l’allarme è il centro studi del Parlamento europeo, in un documento di lavoro realizzato per conto della commissione Bilanci del’Eurocamera. Qui si chiarisce innanzitutto che “la stima del fabbisogno di finanziamenti pubblici per dieci anni di ripresa e ricostruzione post-bellica ammonta a 196,5 miliardi di euro, ovvero 19,7 miliardi di euro all’anno“. Per tutta risposta gli stanziamenti di bilancio proposti (88,9 miliardi di euro per il periodo 2028-2034, pari a 13,5 miliardi di euro all’anno, entrambi a prezzi del 2025) “sono insufficienti, considerato il ruolo chiave degli aiuti dell’UE a sostegno dell’Ucraina”.

    Qui c’è, dunque, il primo grande errore di calcolo dell’Unione europea, a cui se ne aggiunge almeno un altro, e non di poco conto. Dai dati emerge che lo stanziamento proposto per l’Ucraina nel prossimo bilancio pluriennale dell’UE (MFF 2028-2034) “è inferiore agli aiuti UE erogati nel periodo 2022-2025 (193 miliardi di euro, ndr) e dichiarati per il biennio 2026-2027″ (il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro). Ancora, rileva il documento di lavoro del Parlamento UE, la scelta economico-finanziaria dell’Unione europea “non tiene conto di tutte le conseguenze di una riduzione degli aiuti statunitensi sotto la seconda amministrazione Trump e del ruolo limitato degli altri donatori ufficiali”.

    Riforme, adesione e 50 miliardi al 2027 per la ricostruzione. Il futuro dell’Ucraina nell’Ue secondo von der Leyen

    Nel suo aiuto a Kiev dunque la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE sembrano fare i conti senza l’oste. Per di più, c’è un’impostazione troppo all’insegna dell’austerità, per un approccio di prestiti che si considera come difficile da praticare. “Il ruolo predominante dei prestiti ignora l’attuale elevato livello del debito sovrano ucraino, che supera il 100 per cento del Prodotto interno lordo” dell’Ucraina. Si rischia in sostanza di strozzare l’economia del Paese, già alle prese con un rapporto debito/PIL di dimensioni enormi e le difficoltà del caso per ridurlo. Ecco perché “le sovvenzioni dovrebbero svolgere un ruolo maggiore“, suggerisce il documento. Tradotto: sostegno a fondo perduto, per una strategia difficile da far digerire a chi, nell’UE, vuole evitare sprechi di denaro. Però, viene sottolineato, “le garanzie di bilancio possono incoraggiare il coinvolgimento del settore privato nel processo di ripresa e ricostruzione”.

    Insomma, il finanziamento della ripresa e della ricostruzione dell’Ucraina attraverso il quadro finanziario pluriennale 2028-2034 appare poco probabile e ancor meno sostenibile. Il suggerimento principale è quello di “aumentare l’entità dello stanziamento di riserva per l’Ucraina, privilegiando fin dalla fase di pianificazione le sovvenzioni rispetto ai prestiti“. Questo, a detta degli esperti del Parlamento europeo, “contribuirà a ridurre la probabilità di una revisione del Quadro finanziario pluriennale, considerati tutti i vincoli istituzionali intra-UE, compresi i requisiti di unanimità per l’adozione e la revisione del bilancio comune”.

    Tags: aiuti all'ucrainamff 2028-2034parlamento-europeoricostruzionesostegno finanziarioucrainaue

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