A Bruxelles il responsabile del bilancio afferma che il Mediterraneo è un “banco di prova” per tutti. E sui fondi agli enti locali dice: “Lo Stato non li usi per coprire i tagli”
La gestione dei flussi migratori è una sfida anche per le regioni, ma l’Europa non abbandoni i Paesi del Mediterraneo. È quanto chiede l’assessore al Bilancio della Regione Veneto, Roberto Ciambetti, a Bruxelles per partecipare al seminario “L’acqua come risorsa cruciale” organizzato presso la sede di rappresentanza della Galizia, nell’ambito degli Open Days. “Da anni – ha ricordato Ciambetti – Italia, Spagna e Grecia, sono costrette ad affrontare un’emergenza che non è solo umanitaria: l’Europa non può permettersi di lasciare soli questi Paesi”. L’assessore ha anche sottolineato che “il traffico dei migranti è gestito da violente organizzazioni criminali neoschiaviste”: da questo punto di vista, ha detto, “il Mediterraneo è un grande banco di prova, una sfida anche per le regioni dell’Unione europea”.
Parlando di politica marittima, l’assessore ha sottolineato l’importanza di una precisa strategia dell’Unione europea per facilitare la transizione verso lo sviluppo del settore marittimo nel suo insieme. “L’idea – ha spiegato Ciambetti – è quella di permettere alle industrie, ma anche agli enti locali, di cogliere nuove opportunità e creare nuovi posti di lavoro in un’ottica di crescita sostenibile e duratura”. Per l’amministratore veneto potrebbe essere ampliata anche la strategia marittima per l’Adriatico e lo Ionio, volta alla creazione di una macroregione composta dai paesi che si affacciano su tali bacini. “Questa strategia – sostiene Ciambetti – potrebbe costituire il punto di partenza di una più ampia strategia macroregionale” che comprenda “non solo le aree bagnate dal mare Adriatico e dal mar Ionio che sono disposte a sviluppare”.
Da Bruxelles, l’assessore ha parlato anche di risorse comunitarie destinate agli Enti locali, avvisando il governo di non pensare di utilizzarli per coprire le politiche di austerità. “I fondi regionali sono fondi regionali, lo dice il nome stesso” ha sottolineato: “Non bisogna pensare che lo Stato debba mettere i cerotti sui tagli fatti con i fondi europei”. Il tema non è ancora stato affrontato con il commissario europeo per le politiche regionali, Johannes Hahn, spiega Ciambetti, ma “abbiamo qualche perplessità sulle idee all’interno del governo per l’utilizzo dei fondi”.

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