Bruxelles – Ha subito una pesante sconfitta in Parlamento sulla Brexit, Theresa May, proprio alla vigilia del Vertice che a Bruxelles dovrà discutere del divorzio tra Unione europea e Regno Unito. Ieri sera, approvando un emendamento non voluto dal governo, i deputati hanno deciso che ci sarà un voto obbligatorio in Parlamento sul futuro accordo raggiunto con Bruxelles sui termini della Brexit. Con uno stretto margine di quattro voti (da 309 a 305), i partiti di opposizione sono riusciti a far passare il testo grazie all’appoggio di un gruppo di conservatori dissidenti (11 conservatori che si sono letteralmente ammutinati, come scrivono stamane i quotidiani britannici). L’emendamento impedisce al governo di iniziare a dare esecuzione all’accordo sull’uscita dall’Ue senza il permesso del Parlamento, vincolandolo così alla sua volontà.
Il voto ha avuto un grande risalto sulla stampa del Paese: il Guardian parla di una “sconfitta umiliante”, il Times di “vendetta dei ribelli”, il Telegraph non esita a definirlo “un ammutinamento ai Comuni” e l’Express pensa che la sconfitta sia stata “oltraggiosa”. A guidare la rivolta, Dominic Grieve, che era schierato per il ‘Remain’ prima del referendum del 2016.


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