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Il Festival di Ventotene chiude la sesta edizione con un dialogo tra Paolo Rumiz e i ragazzi europei

Il Festival di Ventotene chiude la sesta edizione con un dialogo tra Paolo Rumiz e i ragazzi europei

Una settimana di incontri sul filo del "Progetto per la Pace", nella manifestazione ideata e promossa dall'Associazione La Nuova Europa. Interventi di Prodi, Draghi, Di Maio e tanti altri

Ventotene – “Sento che in questo momento c’è nel nostro mondo democratico una volontà di non ascoltare la diversità che proprio non mi aspetterei. Non dobbiamo avere paura di vedere gli altri punti di vista e giocare il ruolo di mediatori equivale a esprimere la nostra essenza europea”. Lo dice Paolo Rumiz, scrittore e viaggiatore, in un dialogo con i ragazzi di Berlino, Parigi, Varese e Roma, nell’incontro conclusivo del Ventotene Europa Festival, organizzato dall’Associazione La Nuova Europa nell’anno europeo dei giovani.

Nell’intervista i ragazzi gli hanno chiesto se il suo “Requiem per l’Europa”, il grido d’allarme che l’autore del poema Canto per Europa sta lanciando a proposito della guerra sia solo una provocazione o esprima un pessimismo nei confronti del raggiungimento della pace. “È il momento di lottare per l’Europa”, ha risposto. “Sono pessimista ma bisogna crederci, e soprattutto non dobbiamo trasformare il nemico in un demone. Durante i miei viaggi attraverso i confini ho sempre saputo che la Russia è Europa, anche se è un’altra Europa. Nell’ovest dell’Ucraina, che ho raccontato nel viaggio di Trans Europa Express, ho sentito emanare anche dalle pietre il melange di influenze del mondo slavo, ebreo, tedesco e latino. In questo momento dovremmo ricordarci di quanto accaduto prima della Grande guerra, quando fu creata una zona cuscinetto fra le due Europe proprio per evitare il conflitto”. E poi, ancora, l’autore de Il filo infinito, il secondo libro della trilogia sull’Europa pubblicata da Feltrinelli, ricorda Benedetto da Norcia, il santo patrono d’Europa, la cui statua rimasta intatta in mezzo alle macerie del terremoto del 2017 sembrava indicargli la necessità di passare dalla distruzione per ritrovare la capacità di costruire qualcosa di nuovo, una coincidenza straordinariamente attuale per il suo implicito messaggio di pace.

E su un “Progetto per la pace” hanno lavorato i ragazzi riuniti a Ventotene durante la sesta edizione del Festival. I ragazzi chiedono la creazione di più scuole europee, l’introduzione di ore dedicate alla formazione in ambito economico e legislativo europeo, la possibilità di scambi Erasmus a partire dai primi anni di scuola e infine l’avviamento di uno “European basic income” che sia in grado di supportare, anche solo in minima parte, i cittadini dei vari Stati dell’Unione. Il documento, risultato dei laboratori di gruppo e votato in Assemblea plenaria, verrà trasmesso alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, insignita nel 2021 del Premio La Chiave d’Europa dell’Associazione La Nuova Europa e del Comune di Ventotene.

Ventotene Europa Festival è una manifestazione ideata, curata e organizzata dall’Associazione La Nuova Europa sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo con il patrocinio del Dipartimento Politiche Europee, della Regione Lazio, del Comune di Ventotene, realizzata in collaborazione con la Rappresentanza Ue in Italia e l’ACRI, Associazione delle Fondazioni e Casse di Risparmio, di Aiccre Lazio. All’edizione che si chiude oggi hanno partecipato Romano Prodi, già Presidente del Consiglio italiano e Presidente della Commissione europea, Paola Severino, co-Presidente del Comitato scientifico della Conferenza sul futuro dell’Europa, Silvia Costa, Commissaria straordinaria del Governo per il recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano, Vito Borrelli, vice capo Rappresentanza Ue in Italia, Piero Graglia, Silvana Boccanfuso e Federica Di Sarcina, storico e storiche, Andrea Patroni Griffi, costituzionalista, Martina Ciai, assistente al Parlamento europeo, Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, Stefano Polli, vicedirettore Ansa, Eleonora Belviso, giornalista Rai Radio Uno, Eric Joszef, giornalista di Libération, Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Elisabetta Stefanelli, caporedattrice Ansa, Roberto Sommella, direttore di MF-Milano Finanza e presidente de La Nuova Europa. Messaggi per gli studenti e auguri di buon lavoro sono arrivati dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, da Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, da Enzo Amendola, Sottosegretario agli Affari Europei.

Dal 2017, anno della prima edizione del festival e della Scuola d’Europa, hanno partecipato oltre 800 studenti europei di nazionalità italiana, francese, tedesca, portoghese, greca, inglese, romena, polacca, ungherese, belga, lettone, danese, austriaca, irlandese.

L’isola di Ventotene ha ricevuto nel 2022 il Marchio del Patrimonio europeo, riconoscimento ufficiale della sua importanza nella creazione dell’Europa odierna, per l’impegno profuso nel sostenere i valori e i princìpi democratici veicolati dal Manifesto.

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