Bruxelles – “Fiducia reciproca e volontà di migliorare la qualità di vita” sono due valori che uniscono l’Unione Europea e il Benin, il Paese nel centro-ovest del continente africano che si affaccia sul Golfo di Guinea. A sottolinearlo è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che oggi (24 giugno) ha incontrato il presidente della Repubblica del Benin, Romuald Wadagni. Una cooperazione duratura, che va avanti da oltre sessant’anni: la capa di Palazzo Berlaymont ha colto l’occasione per confermare l’impegno dell’UE ad “assistere il Benin nella sua ambizione di diventare un polo regionale di crescita sostenibile, connettività e investimenti a beneficio dell’intera popolazione“.
Anche il presidente Wadagni è intenzionato ad approfondire il partenariato con l’UE, una cooperazione che cresce anche grazie alla strategia del Global Gateway, il progetto dell’Unione europea lanciato nel 2021 con l’obiettivo di sviluppare nuove infrastrutture nei paesi in via di sviluppo.
Il lavoro che l’UE sta svolgendo in Benin si inserisce perfettamente all’interno del Global Gateway. Durante l’incontro, tra i temi di discussione e di scambio, von der Leyen e Wadagni hanno concordato su tre priorità principali per portare avanti una cooperazione “solida, basata sulla fiducia reciproca, sulla prevedibilità e su investimenti economici a lungo termine”.
Per primo, la trasformazione dell’economia e l’innovazione per sostenere la crescita, l’industrializzazione e la creazione di posti di lavoro in Benin, visto che la base della cooperazione tra le due parti si fonda sullo sviluppo di corridoi economici intorno al porto di Cotonou, sul sostegno agricolo e sul rafforzamento della formazione professionale per i giovani. In secondo luogo, lo sviluppo della zona a nord del Benin, il territorio che più risente del forte divario rispetto al sud costiero. Lì, dove la povertà si concentra e dove mancano investimenti governativi, l’UE andrà a investire su infrastrutture locali, nell’accesso ai servizi di base, nella creazione di opportunità economiche per le comunità locali. Infine, continuare a puntare sul Global Green Bond, l’iniziativa globale dell’UE sulle obbligazioni green globali che è già in azione e che contribuirà a facilitare il finanziamento di progetti green, in particolare nei settori delle energie rinnovabili, dei trasporti e dell’agricoltura sostenibile. Un’iniziativa che mira a mobilitare fino a 20 miliardi di euro di capitale e su cui entrambi i vertici sono stati concordi nel dire che sta portando a “grandi progressi”.



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