Bruxelles – Oggi, 1° settembre, scade il termine entro cui i Paesi dell’Unione europea devono presentare le bozze dei rispettivi Piani nazionali di ripristino nell’ambito della Nature Restoration Law. Lo rende noto un comunicato della coalizione #RestoreNature, di cui fanno parte organizzazioni ambientaliste come WWF, BirdLife International, European Environmental Bureau e ClientEarth, che invita i governi ad andare oltre il semplice adempimento burocratico e a presentare piani credibili e basati su basi scientifiche solide, capaci di tradursi in interventi concreti sul territorio.
Secondo la nota, con l’intensificarsi in Europa di incendi, siccità, ondate di calore e altri disastri legati al cambiamento climatico, il ripristino della natura è più urgente che mai: ripristinare ecosistemi sani è ritenuto essenziale per rafforzare la resilienza dell’Europa, proteggere le persone e ridurre l’impatto dei disastri climatici, generando al contempo benefici per le comunità e le economie locali. Con oltre l’80 per cento degli habitat europei in condizioni precarie, la coalizione sottolinea inoltre come il ripristino degli ecosistemi sia necessario per fermare la perdita di biodiversità, condizione indispensabile anche per la produzione alimentare.
I Piani nazionali di ripristino vengono definiti dal comunicato lo strumento chiave per tradurre la Nature Restoration Law in azioni concrete. Nel testo, la coalizione #RestoreNature dichiara: “I Piani nazionali di ripristino devono tradurre la Nature Restoration Law in azioni concrete sul territorio. L’Europa non ha bisogno di ulteriori adempimenti burocratici. I governi devono presentare piani solidi e adeguatamente finanziati, capaci di aumentare su larga scala il ripristino e rafforzare la resilienza dell’Europa.”
I piani, si legge ancora nella nota, devono essere inclusivi, fondati su basi scientifiche e sostenuti politicamente, indicando dove avverrà il ripristino, quali misure saranno adottate, chi ne sarà responsabile e come verrà finanziato. La coalizione annuncia che esaminerà attentamente le bozze presentate dagli Stati membri, collaborando con le coalizioni di ONG nazionali e altri portatori di interesse per individuare le pratiche più efficaci e segnalare le aree in cui i piani dovranno essere rafforzati prima della loro versione definitiva.
Un ruolo cruciale, secondo il comunicato, spetterà anche alla Commissione europea, chiamata a garantire che i piani siano credibili, coerenti e allineati agli obiettivi della Nature Restoration Law. Allo stesso tempo, gli Stati membri dovranno indicare con chiarezza fabbisogni e fonti di finanziamento, mentre il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea dovrà a sua volta garantire un sostegno adeguato al ripristino della natura.
Articolo composto con l’assistenza della IA.
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