- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 19 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Ecco come il Giappone sta sfatando tutti i miti sulla politica monetaria e il debito pubblico

    Ecco come il Giappone sta sfatando tutti i miti sulla politica monetaria e il debito pubblico

    Che lezioni possiamo trarre dalla politica iper-espansiva della banca centrale giapponese?

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    5 Novembre 2014
    in Non categorizzato

    Pochi giorni fa la banca centrale giapponese (BoJ) ha sorpreso tutti con l’annuncio della decisione di aumentare ulteriormente il volume di fuoco della sua aggressiva campagna di quantitative easing (QE) – acquisto di titoli, perlopiù statali – che sta portando avanti da circa due anni: dai 60-70 miliardi di oggi a 80 miliardi di yen l’anno.

    Le ragioni di questa mossa non sono ancora chiare. C’è un legame, per esempio, con la scelta della Fed, la settimana scorsa, di porre fine al suo programma di QE?

    C’è chi imputa la decisione del neo-governatore Kuroda al fatto che la sua politica espansiva sta funzionando, da cui la scelta di alzare ulteriormente il tiro. Quando Kuroda, nominato a capo della BoJ nel 2013, ha annunciato la sua politica di “quantitative and qualitative easing” (QQE) – alleggerimento quantitative e qualitativo –, ha dichiarato che il suo obiettivo era quello di riportare l’inflazione almeno al 2% e rilanciare la crescita, tirando una volta per tutte il paese fuori dalla deflazione in cui è impantanata da quindici anni. Sul fronte dell’inflazione i risultati si cominciano a vedere. L’indice dei prezzi al consumo – sebbene ancora al di sotto dell’obiettivo del 2% – ha comunque fatto un bel balzo in avanti rispetto ai primi mesi del 2013 (nonché rispetto al trend degli ultimi quattro anni).

    japan cpi

    Anche sul fronte dell’export, la svalutazione dello yen dovuta alle politiche monetarie espansive della BoJ ha dato i suoi risultati, con le esportazioni che hanno registrato una crescita significativa dall’inizio dell’anno.

    japan exports

    In base a questi dati, sembrerebbe che la medicina stia funzionando; e allora perché non aumentare la dose? Questa, secondo alcuni, sarebbe la logica alla base della decisione della BoJ.

    Secondo altri, invece, la scelta della banca centrale di tirare fuori l’artiglieria pesante è dovuta proprio al fatto che il programma QQE non sta dando i risultati sperati. Se è vero, infatti, che l’inflazione è aumentata significativamente rispetto all’anno scorso, è anche vero che a settembre 2014 l’indice dei prezzi al consumo (corretto per l’aumento dell’Iva) ha registrato l’incremento più basso da un anno a questa parte (1% rispetto all’1.1% del mese precedente).

    Anche il Pil giapponese arranca: dopo una timida ripresa all’inizio dell’anno, nel secondo trimestre del 2014 è crollato nuovamente, registrando una contrazione dell’1.8%.

    japan gdp

    E anche la bilancia commerciale, nonostante l’incremento delle esportazioni, continua a peggiorare, con un deficit che si aggira intorno ai 1.000 miliardi di yen.

    japan balance of trade

    Insomma, il quantitative easing in salsa giapponese sta funzionando o no? La verità è che è difficile dirlo. Siamo di fronte a uno degli esperimenti di politica monetaria più colossali che la storia abbia mai visto, e l’impressione è che tutti – analisti, politici, gli stessi banchieri centrali – stiano navigando un po’ a vista. Sembra che nessuno sia in grado di prevedere esattamente quali saranno gli effetti di medio-lungo termine di queste politiche. Anzi, non c’è neanche un consenso sui risultati che hanno dato finora. Basta vedere l’intenso dibattito che si è acceso negli Usa sugli effetti – positivi secondo alcuni, negativi secondo altri – del programma di quantitative easing della Fed, dopo la decisione da parte della banca centrale di porre fine all’acquisto di bond.

    Una cosa è certa, però: la politica perseguita nell’ultimo anno e mezzo dalla banca centrale giapponese sfata molti miti in materia di politica monetaria e debito pubblico. A partire dall’idea secondo cui le banche centrali dovrebbero astenersi dall’acquistare i titoli di stato emessi dai governi, pena l’apocalisse economica. Questo è ovviamente uno dei miti fondanti dell’eurozona, come la Germania non perde occasione di ricordarci. Bene, è dall’inizio del 2013 che il 70% dei nuovi titoli di stato (JGB) emessi dal governo giapponese viene acquistato dalla BoJ, come si può vedere nel seguente grafico, che mostra gli acquisti annuali di JGB da parte della banca centrale (linea blu) e del settore privato (linea blu).

    japan jgb

    Il risultato è che il 20% circa del debito pubblico giapponese è oggi in mano alla banca centrale, come mostra il seguente grafico.

    japan govt debt

    Secondo i fanatici della separazione tra governo e banca centrale, questo scenario avrebbe dovuto 1) generare iperinflazione e 2) far schizzare alle stelle i tassi d’interesse sui titoli di stato nipponici. La verità è che il tasso d’inflazione, come abbiamo visto, dopo quasi due anni di politiche monetarie iper-espansive, è al contrario ancora troppo basso (e ha ripreso addirittura a scendere). E il tasso di interesse sui bond giapponesi a dieci anni? Mai stato così basso dal 2004.

    japan bond yield

    Che lezioni possiamo trarre dall’esempio del Giappone? In primo luogo che le politiche monetarie espansive non provocano iperinflazione (e lo dimostra anche il caso statunitense); questo è ormai categoricamente smentito dall’evidenza dei fatti. In secondo luogo, che non è vero che i tassi di interesse vengono – o dovrebbero essere – decisi dai mercati; i tassi di interesse possono benissimo essere stabiliti dalle banche centrali. Infine, che il debito pubblico di uno stato può tranquillamente essere monetizzato/cancellato dalla banca centrale – acquistato direttamente da quest’ultima e tenuto in bilancio fino alla fine dei tempi – senza alcun effetto collaterale. Anzi. Come ha scritto di recente l’Economist: “Nel caso del Giappone (ma vale anche per gli Usa e per il Regno Unito), in cui la banca centrale possiede una fetta significativa del debito pubblico nazionale, arriverà il momento in cui qualcuno si renderà contro che la situazione è ridicola: quel debito non è altro che il debito di una parte del governo nei confronti di un’altra parte del governo. Basterebbe un clic per farlo scomparire. E allora perché non farlo? Vent’anni fa, una proposta del genere sarebbe stata anatema. Ma oggi, in uno scenario in cui molti paesi stanno scivolando verso la deflazione, non è più così: e quando la scelta sarà tra stagnazione prolungata e monetizzazione, saranno i molti a valutare la seconda opzione come il male minore”.

    Ti potrebbe piacere anche

    Fulco Ruffo di Calabria con il suo aereo (Foto: Aeronautica Militare Italiana)
    Cronaca

    Il principe pilota Fulco Ruffo di Calabria ricordato a Bruxelles

    19 Maggio 2026
    [Foto: EC - Audiovisual Service]
    Energia

    Von der Leyen: “Per una vera indipendenza, accelerare l’elettrificazione”

    19 Maggio 2026
    Tribunale Corte penale internazionale e crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio, 2022. Crediti: Clemente Marmorino via Imagoeconomica
    Notizie In Breve

    La Commissione sostiene la Corte penale internazionale, ma non esplicita come

    18 Maggio 2026
    [Foto: Unsplash]
    Energia

    Fossili e scarsa interconnessione, in Italia l’elettricità più cara tra i Paesi UE nel 2025

    18 Maggio 2026
    Il centro di Gjader, in Albania [Via Imagoeconomica]
    Diritti

    Per ONG e accademici, il Consiglio d’Europa distrugge l’idea di tutela universale dei diritti umani

    18 Maggio 2026
    Febbraio 2026, Juan Manuel Moreno Bonilla con il commissario europeo all'Agricoltura, Christophe Hansen. Source: EC - Audiovisual Service. Producer : CE - Service audiovisuel Photographer : Jorge Guerrero
    Politica

    Andalusia, i popolari vincono le elezioni nell’Ohio spagnolo. Ma VOX è (di nuovo) l’ago della bilancia

    18 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Fulco Ruffo di Calabria con il suo aereo (Foto: Aeronautica Militare Italiana)

    Il principe pilota Fulco Ruffo di Calabria ricordato a Bruxelles

    di Redazione eunewsit
    19 Maggio 2026

    Uno dei più grandi assi dell'Aeronautica italiana, è il nonno dell'attuale re dei Belgi perché padre dell'ex regina Paola

    [Foto: EC - Audiovisual Service]

    Von der Leyen: “Per una vera indipendenza, accelerare l’elettrificazione”

    di Valeria Schröter
    19 Maggio 2026

    Secondo la presidente bisogna "fare di più a livello europeo" e, per questo, la Commissione "presenterà un piano d’azione, con...

    Tribunale Corte penale internazionale e crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio, 2022. Crediti: Clemente Marmorino via Imagoeconomica

    La Commissione sostiene la Corte penale internazionale, ma non esplicita come

    di Iolanda Cuomo Caterina Mazzantini
    18 Maggio 2026

    Bruxelles – "Attacchi o minacce contro i funzionari eletti dalla Corte penale internazionale sono inaccettabili". L’ha dichiarato il portavoce della...

    [Foto: Unsplash]

    Fossili e scarsa interconnessione, in Italia l’elettricità più cara tra i Paesi UE nel 2025

    di Valeria Schröter
    18 Maggio 2026

    La fotografia scattata dalla Commissione UE nel suo report 'REPowerEU Four Years on: Italy'. Sul fronte dell'indipendenza dalle fonti fossili...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione