- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 1 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Open Europe: Se Londra si sforzasse a far funzionare l’Ue ne guadagrebbe di più che con la Brexit

    Open Europe: Se Londra si sforzasse a far funzionare l’Ue ne guadagrebbe di più che con la Brexit

    Uno studo del think tank sostiene che in 12 anni il Regno Unito rischia di perdere il 2,2 per cento del Pil

    Lena Pavese di Lena Pavese
    23 Marzo 2015
    in Non categorizzato
    Brexit

    David Cameron

    Bruxelles – “Se il Regno Unito mettesse nello sforzo di riforma dell’Unione europea tanti sforzi quanti ne dovrebbe mettere per far sì che la ‘Brexit’ diventasse un successo sia il Regno Unito sia l’Unione europea ne guadagnerebbero molto di più”. E’ il commento conclusivo di Lord Leach of Fairfort presidente europeo di Open Europe, al corposo studio condotto per l’organizzazione da Mats Persson, Raoul Ruparel, Pawel Swidlicki, Stephen Booth e Christopher Howarth sullo scenario che si aprirebbe per Londra se davvero dal primo gennaio 2018 lasciasse l’Unione europea.

    Primo punto in esame è il Pil. Secondo le proiezioni dello studio il Regno Unito potrebbe trovarsi nel 2030, cioè dodici anni dopo l’abbandono, con un Prodotto interno lordo del 2,2 per cento più basso di oggi, nel caso peggiore. Nel migliore potrebbe invece accrescerlo dell’1,6 per cento. “In una forchetta più realistica la situazione potrebbe essere quella di una perdita permanente dello 0,8 per cento o di un guadagno dello 0,6 per cento”. Naturalmente, avvertono gli studiosi, benché le previsioni siano state fatte su modelli economici molto precisi, molto “dipenderà da una serie di gravi decisioni in Gran Bretagna e Europa”.

    Un abbandono dell’Unione “non sarebbe comunque il cataclisma che molti paventano, tuttavia trasformare il regno in un’economia di libero mercato, con regolamentazioni leggere sembra facile in teoria, ma in pratica potrebbe trovare molte resistenze all’interno stesso del paese”. Secondo l’analisi “il Regno Unito potrà prosperare fuori dall’Ue solo se è pronta ad usare la sua nuova libertà per adottare misure decise verso la liberalizzazione del mercato e la deregulation, il che la porta ad una serie di scelte difficili”. Ad esempio aprirsi alla concorrenza commerciale con il resto del Mondo “sarebbe essenziale ma questo vorrebbe dire esporre le aziende e i lavoratori a un livello di competizione del tutto nuovo da parte di paesi dove la produzione è a basso costo, e sarebbe dunque politicamente molto sensibile”.

    Secondo lo studio di Open Europe “per competere fuori dall’Ue il Regno Unito dovrebbe adottare una politica liberale per i lavoratori stranieri, ma tra gli elettori che vogliono l’asciare l’Ue una maggioranza ha dichiarato di avere come motivazione proprio la limitazione del libero movimento dei lavoratori e dell’immigrazione, e dunque Londra dovrebbe muoversi, in realtà, nella direzione opposta”. Sul fronte delle regole interne oramai la Gran Bretagna ha accolto nel suo sistema un gran numero di regole dell’Unione, che resteranno in vigore finché il Parlamento non le cambierà. Potrebbe farlo, ovviamente ma il costo sarebbe attorno al’1 per cento del Pil, secondo lo studio, “e dunque ne manterrebbe a gran parte, ad esempio quelle sul cambiamento climatico dove Londra è andata già al di là degli standard dell’Unione”.

    Dal punto di vista dei rapporti legali con l’Unione lo studio ricorda che l’articolo 50 dei trattati, quello che regola l’abbandono dell’Ue, “esclude il Regno Unito da ogni decisione chiave, come anche dl voto finale, e lascerebbe solo nella mani dell’Unione l’agenda durante i due anni di negoziati previsti per l’uscita, al termine dei quali alla Gran Bretagna potrebbe essere presentata una proposta ‘prendere o lasciare’”. Ad esempio se non ci fosse un accordo commerciale preferenziale “il Pil della Gran Bretagna sarebbe pesantemente colpito”.

    Dunque, di fatto, Londra se anche decidesse di lasciare Bruxelles dovrebbe scendere a patti con l’Unione, perché per avere rapporti commerciali con l’Ue bisogna aderire ai suoi alti standard regolatori. Inoltre, secondo lo studio, “benché alcuni standard sono definiti a livello globale, molti settori soffrirebbero della perdita del diritto di voto del Regno unito nell’Unione europea, in particolare quello dei servizi finanziari”.

    Londra non può lasciare l’Unione europea come se niente fosse, per ragioni legali ed economiche, e “anzi dovrebbe negoziare accordi fatti apposta per lei”, come un Accordo di libero scambio. Certo, ammettono i ricercatori, il Regno Unito può anche decidere di far da solo “decidendo unilateralmente liberalizzazioni che avrebbero un minimo impatto in negoziati con l’Ue, ma costringerebbe a difficili decisioni interne.

    “Data la difficoltà nel lasciare l’Ue e l’estensione delle sfide politiche ed economiche che il Regno Unito si troverà a dover affrontare se vorrà che la Brexit sia un successo nei suoi interessi di lungo termine, sarebbe avventato lasciare prima di aver verificato i limiti delle riforme dell’Unione – concludono gli studiosi -. Limitare le aree di interferenza dell’Ue e spingere sulle liberalizzazioni del mercato sarebbe l’opzione più vantaggiosa per l’Ue e per il Regno Unito”.

    brexit

    Tags: brexitlondra bruxellesopen europe

    Ti potrebbe piacere anche

    Proteste per la brexit [Foto: Unsplash]
    Politica Estera

    Regno Unito, ‘il decennio del rimpianto’: la maggioranza dei britannici ora voterebbe per il rientro nell’UE

    23 Giugno 2026
    UE Regno Unito Brexit- Erasmus (fonte: iStock)
    Politica Estera

    Dieci anni dalla Brexit: crescita frenata, sei premier e un sondaggio scoraggiante

    23 Giugno 2026
    Da sinistra: il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron [Londra, 7 giugno 2026. Foto: Lauren Hurley / No 10 Downing Street, via imagoeconomica]
    Politica

    Regno Unito, Starmer si dimette. Burnham pronto per guidare il Paese e i laburisti

    22 Giugno 2026
    25 Churchill Place, Canary Wharf, la vecchia sede dell'EMA a Londra [foto: Alex McGregor/Wikimedia Commons, rielaborazione Eunews]
    Politica Estera

    La Brexit continua a costare (caro): l’UE paga ancora 12,5 milioni all’anno per la vecchia sede dell’EMA

    10 Aprile 2026
    Sadiq Khan mobilità
    Politica Estera

    Il sindaco di Londra Khan preme su Starmer per rientrare nell’UE

    19 Marzo 2026
    Brexit, Gibilterra
    Politica Estera

    Via libera UE alle proposte per l’accordo con Londra su Gibilterra. Commissione: “Garanzia di benessere per i cittadini”

    17 Febbraio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il tavolo delle trattative di Alessandro Bergonzoni [Foto: Eunews]

    ‘Il tavolo delle trattative’ di Bergonzoni al Parlamento europeo di Bruxelles

    di Valeria Schröter
    30 Giugno 2026

    Bruxelles - “Stiamo vivendo il tempo della rilegittimazione della guerra come strumento della politica”. Così l'europarlamentare Marco Tarquinio, membro del...

    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al Vertice sull'energia nucleare a Parigi il 10 marzo 2026. Source: EC - Audiovisual Service

    Le acque incerte di Bruxelles

    di Roberto Zangrandi
    30 Giugno 2026

    Non sono soltanto quelle del Golfo, ma anche quelle del Green Deal. L'Unione, per la prima volta dal 2019, sembra...

    [Foto: Unsplash]

    La Danimarca porta a casa il 10 e lode: primo Stato UE a completare le riforme del PNRR

    di Valeria Schröter
    30 Giugno 2026

    La Commissione ha dato il via libera alla quinta e ultima richiesta di pagamento di Copenaghen, del valore di 359...

    Studio dentistico [foto: imagoeconomica]

    Concorrenza sleale, l’UE avvia la prima indagine di sempre sui dispositivi medici

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    30 Giugno 2026

    Nel mirino di Bruxelles la statunitense Align Technology, su cui aleggia il sospetto di abuso di posizione dominante

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione