- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 8 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Il vento anti-UE di Jeremy Corbyn tra i Labour inglesi

    Il vento anti-UE di Jeremy Corbyn tra i Labour inglesi

    [di Luigi Pandolfi] Pacifista e filo-palestinese, Corbyn si è candidato alle primarie per la leadership del partito come “portabandiera” della sua corrente.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    7 Agosto 2015
    in Non categorizzato

    di Luigi Pandolfi

    Guardando quello che sta accadendo in Europa, si può convenire che la crisi, nata dalle viscere del sistema finanziario, sta modificando in profondità anche il quadro politico di alcuni paesi. Lo testimonia la forza di movimenti e forze politiche, sia a destra che a sinistra, che mettono in discussione l’attuale governance comunitaria, ma anche le contraddizioni che attraversano i partiti cosiddetti “tradizionali”. A cominciare da quelli socialisti e socialdemocratici, nient’affatto monolitici al proprio interno, né tutti acriticamente allineati all’interno del Partito socialista europeo nella difesa del fortino a guida tedesca.

    Può succedere, ad esempio, che in Inghilterra un vecchio parlamentare della sinistra laburista, in carica dal 1983, tenace oppositore della “terza via” di Tony Blair, decida di candidarsi alle primarie per la leadership del partito come “portabandiera” della sua corrente, salvo scoprire, poi, di poterle addirittura vincere. Parliamo di Jeremy Corbyn, storico esponente del Socialist Campaign Group, la minoranza “socialista” e di sinistra del Labour Party che faceva capo un tempo a Tony Benn, dato a sorpresa in vantaggio sugli altri aspiranti alla guida partito. Secondo il tabloid Daily Mirror, il gradimento per il parlamentare di Islington Nord sarebbe al 42%, contro il 22% di Yvette Cooper ed il 20% di Andy Burnham. Solo al quarto posto si piazzerebbe Liz Kendall, 43enne ex ministro-ombra della Sanità e fedelissima di Tony Blair. Personaggio molto distante dal profilo standard del politico inglese, Corbyn ha mantenuto negli anni uno stile di vita più vicino a quello delle classi lavoratrici che a quello dei suoi colleghi politici e parlamentari. Storiche le sue battaglie per la pace, ai tempi della guerra in Afghanistan e in Iraq, e contro l’apartheid in Sudafrica, che gli costarono anche un arresto nel 1984; notorie le sue posizioni filo-palestinesi. Ingredienti che, uniti al radicamento della sua visione politica nella cultura del laburismo sindacale e di sinistra (bennismo), ne fanno certamente una figura sui generis dentro un partito che per decenni ha fatto scuola per i suoi strappi con la tradizione socialista.

    È la prima volta che il partito laburista sceglierà il suo leader con un sistema di primarie aperte e, c’è da scommettervi, saranno in molti in queste ore, tra i suoi dirigenti, a mangiarsi le mani. Non a caso, qualcuno ha già iniziato a parlare di «infiltrazione di elementi “socialisti” e “comunisti”». La regola prevede che possa votare chiunque, purché si sia registrato in tempo e abbia versato un obolo di tre sterline. Le schede dovranno essere spedite invece il 14 agosto e i risultati saranno annunciati il prossimo 12 settembre.

    Ma cosa dice Jeremy Corbyn? Qual è il suo programma? I suoi detrattori dicono che si tratti di idee «sorprendentemente retro». Ma proprio per questo, forse, sarebbe opportuno interrogarsi sulle ragioni del loro inaspettato successo. Al primo posto nell’agenda di Corbyn c’è la lotta alle politiche neoliberiste e di austerità, che anche nel Regno Unito hanno significato in questi anni tagli draconiani al welfare, meno diritti e meno servizi per i cittadini, con risultati deludenti, peraltro, dal lato dei conti pubblici, e della stessa stabilità economica. «Non mi sorprende – ha detto il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz nel corso di una conferenza a Londra – che vi sia una richiesta di un forte movimento contro l’austerità, che deriva dalla grande paura della disuguaglianza. Sfortunatamente, i partiti di centrosinistra, da questo punto di vista, si sono rammolliti». In effetti, è proprio nell’insicurezza che pervade da un capo all’altro l’Europa che va cercata la risposta alla domanda di cambiamento che, in un modo o nell’altro, è presente nella stragrande maggioranza dei paesi dell’Unione.

    L’Europa, dunque. Su questo versante, la posizione di Corbyn è, per così dire, “articolata”. Accusato dai suoi avversari di essere anti-europeista, in linea con la tradizione della sinistra interna al Labour, al Guardian ha dichiarato recentemente che una battaglia per la fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione non è da escludere in linea teorica, ma tutto dipenderà da come il paese saprà negoziare con gli altri partner su questioni cruciali come gli squilibri commerciali, i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente, i paradisi fiscali. Poi, però, intervistato dall’Observer, ha puntualizzato che la sua preferenza sarebbe per «un’Inghilterra più giusta dentro un’Europa riformata», rispondendo così anche al portavoce per l’Europa del partito, Pat McFadden, che, provocatoriamente, gli aveva rivolto questa domanda: «Forse Corbyn ha intenzione di andare a braccetto con Nigel Farage in un viaggio nostalgico-nazionalista?».

    Come in tutte le competizioni elettorali, non mancano ovviamente scambi di battute al vetriolo ed accuse reciproche tra le varie fazioni. Tony Blair, com’era prevedibile, ha stroncato la candidatura di Jeremy Corbyn, asserendo che «se il Labour vota con il cuore, è meglio che faccia un trapianto… Scegliere Corbyn significherebbe fare un favore ai Tories». La risposta di Corbyn è arrivata in queste ore, durissima: «Tony Blair dovrebbe essere chiamato a rispondere di crimini di guerra per il conflitto in Iraq. Penso che sia stata una guerra illegale e che Blair debba dare spiegazioni». Quel conflitto, secondo il candidato alle primarie, è stato «catastrofico», da lì è iniziata la deriva che ha portato all’attuale instabilità in Medio Oriente ed in Nord Africa, all’ecatombe di migranti nel Mediterraneo, al dramma dei rifugiati che l’Europa non è in grado di gestire.

    Ce la farà Jeremy Corbyn a vincere le primarie? È presto per dirlo, ancorché sembri che il vento oggi sia a suo favore. Ancora più difficile è capire cosa potrebbe accadere fra quattro anni alle prossime elezioni politiche. Certo, la sconfitta di Ed Miliband ha dimostrato che i laburisti hanno esaurito la loro capacità di proporsi come alternativa, nonostante il malcontento popolare per le politiche di rigore portate avanti dai conservatori in questi anni. Che vinca o no Corbyn, quindi, il seme è stato comunque piantato: dopo le primarie il Labour party non potrà più essere quello di prima.

    Pubblico su Linkiesta il 7 agosto 2015. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Lezione universitaria. Crediti: Dom Fou via Unsplash
    Economia

    Ricerca e sviluppo, l’UE aumenta gli investimenti: nel 2025 stanziati 130 miliardi di euro

    7 Agosto 2026
    Spagna - Italia - Schengen - Ceuta - migranti
    Politica Estera

    Ultimatum della Spagna all’Italia per la crisi migratoria a Ceuta: “Rivedere revoca Schengen”. Ma Roma non ci sta

    7 Agosto 2026
    ferragosto,
    Cultura

    La Newsletter quotidiana di Eunews va in vacanza

    7 Agosto 2026
    Visita dell'Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, al presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelenskyy, ottobre 2025. Crediti: Commissione europea
    Le Brevi

    Guerra in Ucraina, l’UE sanziona cinque individui vicini al complesso militare russo

    7 Agosto 2026
    Satellite nell'orbita terrestre [foto: imagoeconomica]
    Difesa e Sicurezza

    Spazio, ecco IRIS²: l’UE sigla l’accordo per 66 nuovi satelliti utili per la difesa

    7 Agosto 2026
    [foto: Kodyak Tisch/Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Woman_drinking_(12661070643).jpg]
    Le Brevi

    Nel 2025 diminuisce la voglia di birra, -11 per cento per l’export UE

    7 Agosto 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Lezione universitaria. Crediti: Dom Fou via Unsplash

    Ricerca e sviluppo, l’UE aumenta gli investimenti: nel 2025 stanziati 130 miliardi di euro

    di Rodolfo Fabbri @ErreFabbri
    7 Agosto 2026

    La cifra è in aumento del 2,4% rispetto ai 127,1 miliardi del 2024 e del 60,5% rispetto al 2015. Presenti...

    Spagna - Italia - Schengen - Ceuta - migranti

    Ultimatum della Spagna all’Italia per la crisi migratoria a Ceuta: “Rivedere revoca Schengen”. Ma Roma non ci sta

    di Annachiara Magenta annacmag
    7 Agosto 2026

    Il governo spagnolo aveva dato all'Italia tempo fino alla fine di domenica 9 agosto per ritirare i controlli temporanei reintrodotti...

    ferragosto,

    La Newsletter quotidiana di Eunews va in vacanza

    di Redazione eunewsit
    7 Agosto 2026

    Tornerà all'inizio di settembre

    Visita dell'Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, al presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelenskyy, ottobre 2025. Crediti: Commissione europea

    Guerra in Ucraina, l’UE sanziona cinque individui vicini al complesso militare russo

    di Iolanda Cuomo
    7 Agosto 2026

    Bruxelles -  "In risposta alla recente serie di attacchi aerei russi, l’UE ha adottato oggi un nuovo elenco di sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione