- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 28 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Brexit: perché la UE se l’è cercata

    Brexit: perché la UE se l’è cercata

    [di Tim Parks] L’élite americana ed europea, anziché mettere in discussione la fiducia cieca in un progetto che sta fallendo tutti i propri obiettivi dichiarati, preferisce insultare la classe lavoratrice britannica che ha osato rovinargli la festa.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    15 Luglio 2016
    in Non categorizzato

    di Tim Parks 

    Non è stato il risultato del voto sulla Brexit a sorprendermi. Mi hanno sorpreso quelli che sono rimasti sorpresi. Non è forse vero che i sondaggi avevano mostrato per settimane una sostanziale parità? O che gli inglesi parlavano di questa prospettiva da decenni? Non sono rimasto sorpreso e meno che mai scandalizzato. Se avessi avuto il diritto di votare, che ho invece perso dopo aver vissuto per trent’anni in Italia, avrei preferito rimanere nell’Unione europea. Ma non ritengo uno scandalo che altri possano pensarla diversamente. Se votare “Leave” è uno scandalo, allora sicuramente è stato uno scandalo indire il referendum. E se è uno scandalo indire un referendum su una questione fondamentale per il destino di una nazione e molto sentita dalle persone, vorrà dire che sono io ad aver male inteso il significato di libertà e democrazia nel mondo occidentale.

    Da dove arriva allora tutta questa incredulità e indignazione? Perché questo senso di tradimento? Perché molti non riescono ad accettare il risultato? Sembra che negli ultimi 30-40 anni si sia cristallizzata l’idea che non ci possa essere un futuro pacifico e produttivo per l’Europa senza l’Unione europea. Quindi, chiunque abbia votato per uscire da questa istituzione deve essere denigrato come pericoloso o ignorante, carnefice o vittima di un qualche sinistro populismo. Negli USA, questa dannosa reazione ha preso la forma del collegamento tra i leader del “Leave” e Donald J. Trump. Ma l’Inghilterra non è l’America e queste non erano elezioni presidenziali. Certo l’immigrazione ha pesato, ma nessun componente della campagna per il “Leave” ha mai suggerito che i mussulmani vadano banditi dall’Inghilterra. Al contrario, alcuni mussulmani si sono schierati per la Brexit. Interpretare i dibattiti di altri paesi nei termini della propria politica interna è un pessimo esercizio di fantasia.

    Tutto questo shock, orrore e denigrazione impulsiva sarebbero comprensibili se l’UE stesse inanellando importanti successi e risolvendo i molti problemi dei suoi Stati membri o, volendo volare più basso, avesse una figura di spicco con cui i cittadini europei potessero identificarsi, qualcuno di cui poter dire: «Per quanto le cose stiano andando male, abbiamo fiducia in questo e in questo, crediamo che lui/lei abbia davvero a cuore gli interessi del mio paese, e sia davvero preoccupato per la disoccupazione che colpisce la mia città», che si tratti di Newcastle piuttosto che di Napoli.

    Possiamo onestamente sostenere questo di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, il braccio esecutivo dell’UE? O di Angela Merkel? Anche se sulla carta l’UE è una comunità di nazioni, sappiamo perfettamente che chi esercita più potere è il cancelliere tedesco. E solo i tedeschi votano per eleggere il cancelliere tedesco. I suoi obblighi sono anzitutto verso i tedeschi. Nessuno di noi ha votato l’austero signor Juncker, che viene nominato dal Consiglio europeo e approvato dal Parlamento europeo. Attualmente le nostre cosiddette elezioni parlamentari seguono una logica puramente locale e nazionale, con una affluenza ridicola e pochissima consapevolezza di cosa faccia davvero questa istituzione. Nel 2014 hanno votato solo il 18% dei cechi, il 13% degli slovacchi e il 24% dei polacchi.

    Si tratta di un fallimento enorme. Dopo 17 anni di euro, vedere le economie di Francia, Spagna, Italia e Grecia (che ha adottato la moneta comune nel 2001) in una stagnazione di lungo termine è un fallimento devastante. La disoccupazione giovanile in Spagna è intorno al 45%, in Italia intorno al 37%. E meglio non dire nulla della Grecia.

    Ma il più grande fallimento dell’Unione è che, dopo decenni di regolamenti su qualsiasi cosa possibile, non è riuscita a rendere le nazioni del continente più vicine tra loro. Quotidianamente gli italiani si sentono dire se la politica economica dei loro governi è stata accettata o rifiutata da Berlino, ma gli italiani sanno poco o nulla di quanto fanno i tedeschi. In tutti i paesi, seguiamo i nostri media nazionali e le agende sono incentrate sui nostri sistemi politici. Siamo nazioni separate ma non sovrane. Obbediamo ai diktat di Bruxelles e leggiamo Jonathan Franzen e Harry Potter. Vediamo i film americani e seguiamo le elezioni americane molto più da vicino di quanto facciamo con quelle delle altre nazioni dell’UE. Vi sembra una comunità?

    La classe media, l’élite culturale, ama pensare di essere parte di un progetto storico che porterà pace e prosperità al continente, metterà fine alle guerre, si impegnerà nella difesa dell’ambiente, proteggerà gli europei dalle ambizioni delle superpotenze e dai saccheggi delle multinazionali, ecc. Anche a me piace questa prospettiva. Come molti altri, mi conforta questa nobile impresa. Ma nel momento in cui il progetto non porta prosperità, non fa abbastanza per proteggere l’ambiente, quando le sue strategie protezioniste danneggiano sistematicamente le economie del terzo mondo, io, come chiunque altro, preferisco non pensarci; preferiamo girarci dall’altra parte. Non è questa la storia di cui ci piace far parte.

    Per lo meno, negli anni ’90, sotto la leadership di François Mitterrand, Helmut Kohl e Jacques Delors, esisteva un vero progetto di unità politica in Europa. L’idealismo era ovunque. L’introduzione dell’euro è stato un momento chiave nel processo di una sovranità condivisa. Ma le difficoltà di gestire economie separate e molto diverse con la stessa moneta, mentre l’economia mondiale entrava in crisi, ha di fatto aumentato le tensioni tra i paesi membri, al punto che ormai c’è un ben piccolo spiraglio per la prospettiva del tipo di unione che avrebbe potuto rendere più gestibile la moneta comune, e non esiste l’idea di smantellarla. Semplicemente l’Europa è incapace di completare la trasformazione che essa stessa ha avviato; anziché guadare il torrente, sta affondando nel fango. Nel frattempo, l’incanto della “buona comunità” fa da ostacolo ai cambiamenti. Perché mai Bruxelles dovrebbe riformarsi se nessun paese oserebbe mai andarsene?

    Con la Brexit, questo sortilegio vecchio di decenni si è spezzato. E come reagisce a questo allarme assordante l’élite liberale, da entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico? Dicono che non vale e insultano gli stupidi lavoratori inglesi che gli hanno rovinato la festa. Sarebbe più saggio riconsiderare la nostra fede in una narrazione che non ci sta portando da nessuna parte.

    Pubblicato sul New York Times il 9 luglio 2017. Traduzione di Voci dall’Estero rivista da Thomas Fazi. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Il commissario europeo per l'Economia, Valdis Dombrovskis al Parlamento europeo di Strasburgo. Fonte: Servizio audiovisivo dell'Unione europea
    Politica

    La Commissione UE intende modernizzare l’iter legislativo europeo: “Leggi più chiare e semplici”

    28 Aprile 2026
    Photo: Imagoeconomica
    Diritti

    “Solo sì è sì”: il Parlamento UE approva la risoluzione per una legge comune sullo stupro

    28 Aprile 2026
    Source: IPA agency Roma - Iratxe García Pérez durante il Congresso del Partito Socialista Europeo (PES)
    Politica Estera

    Scontro all’Eurocamera. Pérez (S&D): “Il PPE si oppone ad una discussione sulle atrocità di Netanyahu”

    28 Aprile 2026
    [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Cronaca

    Microchip obbligatorio e divieti per riproduzione, Strasburgo approva le norme per il benessere di cani e gatti

    28 Aprile 2026
    Politica

    Sul bilancio UE la maggioranza di governo si frantuma: Fdi, Lega e FI divisi in tre posizioni antagoniste

    28 Aprile 2026
    Cultura

    Ventotene Europa Festival. Ritorna la Spring School of Europe sul processo d’integrazione europea

    28 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il commissario europeo per l'Economia, Valdis Dombrovskis al Parlamento europeo di Strasburgo. Fonte: Servizio audiovisivo dell'Unione europea

    La Commissione UE intende modernizzare l’iter legislativo europeo: “Leggi più chiare e semplici”

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Aprile 2026

    Il piano presentato oggi è in linea con gli orientamenti politici di von der Leyen per il periodo 2024-2029 e...

    Photo: Imagoeconomica

    “Solo sì è sì”: il Parlamento UE approva la risoluzione per una legge comune sullo stupro

    di Giorgio Dell'Omodarme
    28 Aprile 2026

    Il testo invita la Commissione Europea a elaborare una proposta legislativa sul reato di stupro basata sull'assenza di consenso. L'obiettivo...

    Source: IPA agency Roma - Iratxe García Pérez durante il Congresso del Partito Socialista Europeo (PES)

    Scontro all’Eurocamera. Pérez (S&D): “Il PPE si oppone ad una discussione sulle atrocità di Netanyahu”

    di Caterina Mazzantini
    28 Aprile 2026

    I Socialisti e La Sinistra all’attacco: “Sanzioni e sospensione dell’accordo UE-Israele”: critiche anche per l’assenza di un confronto in plenaria

    [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Microchip obbligatorio e divieti per riproduzione, Strasburgo approva le norme per il benessere di cani e gatti

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Aprile 2026

    Via libero definitivo del Parlamento europeo alle regole di tutela per gli amici a quattro zampe. Ora serve solo il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione