- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 30 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Brexit: perché la UE se l’è cercata

    Brexit: perché la UE se l’è cercata

    [di Tim Parks] L’élite americana ed europea, anziché mettere in discussione la fiducia cieca in un progetto che sta fallendo tutti i propri obiettivi dichiarati, preferisce insultare la classe lavoratrice britannica che ha osato rovinargli la festa.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    15 Luglio 2016
    in Non categorizzato

    di Tim Parks 

    Non è stato il risultato del voto sulla Brexit a sorprendermi. Mi hanno sorpreso quelli che sono rimasti sorpresi. Non è forse vero che i sondaggi avevano mostrato per settimane una sostanziale parità? O che gli inglesi parlavano di questa prospettiva da decenni? Non sono rimasto sorpreso e meno che mai scandalizzato. Se avessi avuto il diritto di votare, che ho invece perso dopo aver vissuto per trent’anni in Italia, avrei preferito rimanere nell’Unione europea. Ma non ritengo uno scandalo che altri possano pensarla diversamente. Se votare “Leave” è uno scandalo, allora sicuramente è stato uno scandalo indire il referendum. E se è uno scandalo indire un referendum su una questione fondamentale per il destino di una nazione e molto sentita dalle persone, vorrà dire che sono io ad aver male inteso il significato di libertà e democrazia nel mondo occidentale.

    Da dove arriva allora tutta questa incredulità e indignazione? Perché questo senso di tradimento? Perché molti non riescono ad accettare il risultato? Sembra che negli ultimi 30-40 anni si sia cristallizzata l’idea che non ci possa essere un futuro pacifico e produttivo per l’Europa senza l’Unione europea. Quindi, chiunque abbia votato per uscire da questa istituzione deve essere denigrato come pericoloso o ignorante, carnefice o vittima di un qualche sinistro populismo. Negli USA, questa dannosa reazione ha preso la forma del collegamento tra i leader del “Leave” e Donald J. Trump. Ma l’Inghilterra non è l’America e queste non erano elezioni presidenziali. Certo l’immigrazione ha pesato, ma nessun componente della campagna per il “Leave” ha mai suggerito che i mussulmani vadano banditi dall’Inghilterra. Al contrario, alcuni mussulmani si sono schierati per la Brexit. Interpretare i dibattiti di altri paesi nei termini della propria politica interna è un pessimo esercizio di fantasia.

    Tutto questo shock, orrore e denigrazione impulsiva sarebbero comprensibili se l’UE stesse inanellando importanti successi e risolvendo i molti problemi dei suoi Stati membri o, volendo volare più basso, avesse una figura di spicco con cui i cittadini europei potessero identificarsi, qualcuno di cui poter dire: «Per quanto le cose stiano andando male, abbiamo fiducia in questo e in questo, crediamo che lui/lei abbia davvero a cuore gli interessi del mio paese, e sia davvero preoccupato per la disoccupazione che colpisce la mia città», che si tratti di Newcastle piuttosto che di Napoli.

    Possiamo onestamente sostenere questo di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, il braccio esecutivo dell’UE? O di Angela Merkel? Anche se sulla carta l’UE è una comunità di nazioni, sappiamo perfettamente che chi esercita più potere è il cancelliere tedesco. E solo i tedeschi votano per eleggere il cancelliere tedesco. I suoi obblighi sono anzitutto verso i tedeschi. Nessuno di noi ha votato l’austero signor Juncker, che viene nominato dal Consiglio europeo e approvato dal Parlamento europeo. Attualmente le nostre cosiddette elezioni parlamentari seguono una logica puramente locale e nazionale, con una affluenza ridicola e pochissima consapevolezza di cosa faccia davvero questa istituzione. Nel 2014 hanno votato solo il 18% dei cechi, il 13% degli slovacchi e il 24% dei polacchi.

    Si tratta di un fallimento enorme. Dopo 17 anni di euro, vedere le economie di Francia, Spagna, Italia e Grecia (che ha adottato la moneta comune nel 2001) in una stagnazione di lungo termine è un fallimento devastante. La disoccupazione giovanile in Spagna è intorno al 45%, in Italia intorno al 37%. E meglio non dire nulla della Grecia.

    Ma il più grande fallimento dell’Unione è che, dopo decenni di regolamenti su qualsiasi cosa possibile, non è riuscita a rendere le nazioni del continente più vicine tra loro. Quotidianamente gli italiani si sentono dire se la politica economica dei loro governi è stata accettata o rifiutata da Berlino, ma gli italiani sanno poco o nulla di quanto fanno i tedeschi. In tutti i paesi, seguiamo i nostri media nazionali e le agende sono incentrate sui nostri sistemi politici. Siamo nazioni separate ma non sovrane. Obbediamo ai diktat di Bruxelles e leggiamo Jonathan Franzen e Harry Potter. Vediamo i film americani e seguiamo le elezioni americane molto più da vicino di quanto facciamo con quelle delle altre nazioni dell’UE. Vi sembra una comunità?

    La classe media, l’élite culturale, ama pensare di essere parte di un progetto storico che porterà pace e prosperità al continente, metterà fine alle guerre, si impegnerà nella difesa dell’ambiente, proteggerà gli europei dalle ambizioni delle superpotenze e dai saccheggi delle multinazionali, ecc. Anche a me piace questa prospettiva. Come molti altri, mi conforta questa nobile impresa. Ma nel momento in cui il progetto non porta prosperità, non fa abbastanza per proteggere l’ambiente, quando le sue strategie protezioniste danneggiano sistematicamente le economie del terzo mondo, io, come chiunque altro, preferisco non pensarci; preferiamo girarci dall’altra parte. Non è questa la storia di cui ci piace far parte.

    Per lo meno, negli anni ’90, sotto la leadership di François Mitterrand, Helmut Kohl e Jacques Delors, esisteva un vero progetto di unità politica in Europa. L’idealismo era ovunque. L’introduzione dell’euro è stato un momento chiave nel processo di una sovranità condivisa. Ma le difficoltà di gestire economie separate e molto diverse con la stessa moneta, mentre l’economia mondiale entrava in crisi, ha di fatto aumentato le tensioni tra i paesi membri, al punto che ormai c’è un ben piccolo spiraglio per la prospettiva del tipo di unione che avrebbe potuto rendere più gestibile la moneta comune, e non esiste l’idea di smantellarla. Semplicemente l’Europa è incapace di completare la trasformazione che essa stessa ha avviato; anziché guadare il torrente, sta affondando nel fango. Nel frattempo, l’incanto della “buona comunità” fa da ostacolo ai cambiamenti. Perché mai Bruxelles dovrebbe riformarsi se nessun paese oserebbe mai andarsene?

    Con la Brexit, questo sortilegio vecchio di decenni si è spezzato. E come reagisce a questo allarme assordante l’élite liberale, da entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico? Dicono che non vale e insultano gli stupidi lavoratori inglesi che gli hanno rovinato la festa. Sarebbe più saggio riconsiderare la nostra fede in una narrazione che non ci sta portando da nessuna parte.

    Pubblicato sul New York Times il 9 luglio 2017. Traduzione di Voci dall’Estero rivista da Thomas Fazi. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Frutta. Crediti: Jonas Kakaroto via Unsplash
    Le Brevi

    UE, cresce il surplus commerciale agroalimentare nei primi sei mesi del 2026

    28 Agosto 2026
    Trattore in un campo di riso. Crediti: Commissione europea
    Agrifood

    Dall’UE 285 milioni in aiuti di Stato all’Italia per l’agricoltura e la pesca

    28 Agosto 2026
    Soldati. Crediti: Mostafa Meraji via Unsplash
    Difesa e Sicurezza

    Cercasi riservisti: l’Unione europea tenta di sedurre i giovani con il servizio militare volontario

    28 Agosto 2026
    António Costa, presidente del Consiglio europeo [Foto: Imagoeconomica]
    Le Brevi

    Costa prosegue il “Tour des Capitales”, con tappa a Cernobbio

    28 Agosto 2026
    DHL, spedizione di merci tramite trasporto aereo [foto: Robert Schmiegelt/imagoeconomica]
    Le Brevi

    Merci, l’Ue torna ai livelli pre-Covid: nel 2025 6,9 milioni di voli commerciali

    28 Agosto 2026
    Harald V, re di Norvegia
    Politica Estera

    È morto Harald V, il re di Norvegia aveva 89 anni. Gli succede il figlio Haakon

    28 Agosto 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Frutta. Crediti: Jonas Kakaroto via Unsplash

    UE, cresce il surplus commerciale agroalimentare nei primi sei mesi del 2026

    di Iolanda Cuomo
    28 Agosto 2026

    Bruxelles - Sale il surplus commerciale del settore agroalimentare dell’Unione europea: l'industria ha ampliato la propria bilancia positiva nei primi...

    Trattore in un campo di riso. Crediti: Commissione europea

    Dall’UE 285 milioni in aiuti di Stato all’Italia per l’agricoltura e la pesca

    di Iolanda Cuomo
    28 Agosto 2026

    Il regime è stato approvato nell'ambito del Quadro temporaneo di aiuti di Stato per la crisi mediorientale (METSAF), uno strumento...

    Soldati. Crediti: Mostafa Meraji via Unsplash

    Cercasi riservisti: l’Unione europea tenta di sedurre i giovani con il servizio militare volontario

    di Iolanda Cuomo
    28 Agosto 2026

    Alcuni governi (di destra e non solo) l'hanno introdotto per far fronte a un contesto geopolitico instabile.

    António Costa, presidente del Consiglio europeo [Foto: Imagoeconomica]

    Costa prosegue il “Tour des Capitales”, con tappa a Cernobbio

    di Redazione eunewsit
    28 Agosto 2026

    Il presidente del Consiglio europeo terrà un discorso sull'Europa nel mondo al Forum Ambrosetti

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione