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    Home » Economia » La BCE lascia invariati i tassi, la decisione sul rialzo è rinviata a settembre

    La BCE lascia invariati i tassi, la decisione sul rialzo è rinviata a settembre

    La Banca centrale europea non rivede il costo del denaro, ma Lagarde avverte : "L’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Alcuni governatori si sono chiesti se non fosse giusto aumentare i tassi"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    23 Luglio 2026
    in Economia
    La presidente della BCE, Christine Lagarde [Francoforte, 23 luglio 2026. Foto: Felix Schmidt/ECB]

    La presidente della BCE, Christine Lagarde [Francoforte, 23 luglio 2026. Foto: Felix Schmidt/ECB]

    Bruxelles – La situazione non è delle migliori perché ancora trainata da forte incertezza che appare lontana dall’essere dissipata, ma al netto di ciò le condizioni macro-economiche restano all’interno delle prospettive di riferimento e “su livelli prossimi allo scenario di base” prodotto a giugno. Per questo motivo il Consiglio direttivo della Banca centrale europea sceglie di lasciare invariati i tassi. Una scelta di prudenza, che non risponde alla nuove tensioni geopolitiche – con la guerra in Iran che ha ripreso con nuovo impeto – né si lascia andare a trionfalismi per una situazione nel complesso considerata come gestibile. “Con la decisione di oggi il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto”, assicura la presidente della BCE, Christine Lagarde.

    Dunque il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale resta dunque al 2,25 per cento, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali rimane al 2,40 per cento, e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale è confermato al 2,65 per cento. Per l’avvenire resta ferma l’ormai consolidata linea dell’Eurotower per cui le decisioni di politica monetaria, e quindi se e come mettere mano ai tassi di interesse, seguirà un approccio guidato dai dati e decisioni volta per volta. In particolare, ribadisce Lagarde, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse “saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

    Allo stato attuale la situazione fa sì che “le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente”, rileva la presidente della BCE. Tradotto: “l’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno“.  È per questo che il Consiglio direttivo “segue con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto”.

    La decisione su nuovi aumenti rimandata a settembre

    Viene nei fatti ribadito che la BCE resta pronta ad aumentare ancora i tassi di interesse se un eventuale caro-energia dovesse produrre una spirale inflazionistica. Perché alla fine l’istituzione resta decisa a “definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine”, incluso l’aumento dei tassi.

    La BCE: “Caro energia in estate e inflazione sopra obiettivi fino a metà 2027”

    “Alcuni governatori si sono domandati se non fosse giusto considerare l’ipotesi di nuovi rialzi, e quindi un aumento dei tre tassi di interesse”, ammette Lagarde nel corso della conferenza stampa di fine seduta. “Alle fine all’unanimità abbiamo ritenuto di lasciare i tassi invariati”. Il dibattito però lascia intendere che ci sono già intenzioni di rendere ancor più restrittiva la politica monetaria, e non è da escludere che la BCE abbia deciso di mandare tutti quanti in vacanza tranquilli e spostare alla riunione del 10 settembre la scelta su un eventuale nuovo inasprimento delle condizioni di prestito del denaro.

    “Siamo preoccupati, e se dovessimo basarci solo sulla preoccupazione avremmo aumentati i tassi”, ammette ancora Lagarde, ribadendo così la natura delle decisioni basate sui dati, ma anche riconoscendo che la situazione non è poi così rosea. Cita espressamente – ma perché incalzata dalla stampa – i nuovi attacchi nel mar Rosso da parte degli Houti, il gruppo armato yemenita che potrebbe aggiungere tensioni e incertezze ai fattori di rischio già presenti. Settembre sarà dunque il momento dei bilanci.

    Il caro-energia continua a rappresentare un problema

    Il vero nodo da sciogliere è la guerra in Iran, che “rimane una grande fonte di incertezza”, e questo fa sì che ancora una volta “i rischi per la crescita sono al ribasso e i rischi per l’inflazione sono al rialzo“. Non a caso, continua Lagarde, “gli indicatori previsionali suggeriscono che la crescita economica rimarrà modesta nel breve termine, appesantita dallo shock energetico e dalle relative incertezze”.

    La presidente della BCE non ci gira troppo attorno: “Lo shock energetico continua a far aumentare i prezzi“, e questo è il principale fattore di rischio. “Per le imprese sta diventando più costoso reperire le materie prime e, di conseguenza, prevedono di incrementare i prezzi di vendita”. Aumentare i prezzi di vendita vorrebbe dire alimentare l’inflazione, ma al contempo scoraggiare la domanda, con le ripercussioni su crescita e produttività. Come BCE “stiamo quindi monitorando attentamente l’entità e la persistenza dell’aumento dei prezzi dell’energia, e il modo in cui questo si ripercuote sulla determinazione dei prezzi e dei salari, sulle aspettative di inflazione e sulle dinamiche economiche generali”.
    Tags: Banca Centrale europeabceChristine LagardeeurozonainflazioneLagardetassi di interesse

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