C’è tensione in Commissione qui a Bruxelles. C’è una coppia che ha preso il potere assoluto nel collegio europeo: Jose Manuel Barroso e il suo pupillo Olli Rehn fanno il bello e cattivo tempo, hanno deciso di abolire la collegialità (sulle cose che li riguardano) e i loro progetti arrivano alla riunione settimanale senza che nessuno li abbia visti prima. E devono essere approvati così come sono, senza discutere, senza, ovviamente, portare alcuna modifica. Pena, per chi tenta di fare un’osservazione, il blocco delle attività. Tra i più arrabbiati pare ci sia il francese Michel Barnier, ma anche l’italiano Antonio Tajani sta mordendo il freno. In linea con il potere dominante è invece l’olandese Neelie Kroes. Si racconta che alla riunione dei capi di gabinetto del lunedì, quella che precede e prepara l’incontro dei commissari del mercoledì, il capo di gabinetto di Rehn arriva con le sue proposte e non è ammessa discussione. Appena qualcuno prova a chiedere un chiarimento scatta subito la telefonata al suo commissario con la minaccia: “Tu hai cose da passare nei prossimi mesi? Se vuoi che vadano bene, dì al tuo capo di gabinetto di non disturbare”. Non è un bel clima. E non è nemmeno un bella cosa.
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