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    Home » Politica Estera » La bandiera della Palestina batte tra le istituzioni Ue

    La bandiera della Palestina batte tra le istituzioni Ue

    Secondo un sondaggio europei favorevoli al riconoscimento dello Stato palestinese all'Onu. Il Consiglio Affari Esteri: "Immediato cessate il fuoco, basta vittime innocenti"

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    19 Novembre 2012
    in Politica Estera

    Secondo un sondaggio europei favorevoli al riconoscimento dello Stato palestinese all’Onu
    Il Consiglio Affari Esteri: “Immediato cessate il fuoco, basta vittime innocenti”

    Una bandiera della Palestina gigante sventola tra le istituzioni europee. A pochi passi dalla Commissione e dal Consiglio Ue un messaggio che chiede di riconoscere lo Stato palestinese all’Onu. Una richiesta che, secondo un sondaggio fatto congiuntamente da tre istituti, (Ifop , YouGov e Metroscopia), vedrebbe d’accordo la maggioranza dei cittadini di Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania. E il giorno per l’istallazione non è stato scelto a caso, non solo perché a Gaza il bilancio dei morti e dei feriti continua ad aggravarsi: secondo le ultime, tragiche stime, le vittime palestinesi avrebbero raggiunto quota 100, tra questi si contano 24 bambini e 10 donne, e tre sono i morti israeliani. Ma anche perché proprio oggi a Bruxelles si è riunito il Consiglio Affari esteri, con i ministri dei Ventisette che hanno discusso con l’Alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Ue, Catherine Ashton, la situazione mediorientale.

    Nelle conclusioni del Consiglio si legge che “l’Ue esprime profonda preoccupazione per la situazione a Gaza e in Israele e si rammarica profondamente per la perdita di vite umane da entrambe le parti” e per questo chiede che “tutti gli attacchi devono cessare immediatamente perché causano sofferenze ingiustificate di civili innocenti”. Nel sottolineare che Israele ha diritto a difendersi l’Europa afferma che “la situazione attuale evidenzia ancora una volta l’urgente necessità di procedere verso una soluzione a due Stati che consenta entrambe le parti a vivere fianco a fianco in pace e sicurezza”. Su questo tema Ashton è attesa mercoledì in aula a Strasburgo per discutere con il Parlamento europeo.

    Gli Stati Uniti di Barack Obama si sono già dichiarati contrari alla volontà del presidente palestinese, Mahmoum Abbas, che ha chiesto all’Onu l’adesione della Palestina come Stato non membro, la decisione del Palazzo di vetro è attesa per il prossimo 29 novembre. La proposta, rigettata da Israele, ha anche lo scopo di far riacquistare ad Abbas il ruolo di leader della causa palestinese nello scenario mondiale. Ruolo che nel suo paese sta perdendo sempre più, non solo perché ormai dal 2007, in seguito a un feroce scontro interno ha perso il controllo di Gaza, ormai saldamente nelle mani del Governo di Hamas, ma anche perché nella stessa Cisgiordania gli scandali legati alla corruzione del partito di Al-Fatah, lo stanno mettendo in cattiva luce agli occhi del suo stesso popolo. I palestinesi non hanno poi apprezzato le sue recenti dichiarazioni, in cui si è detto disposto a rinunciare al diritto al ritorno dei profughi in Israele in una eventuale soluzione di pace. Resta il fatto che la presenza della Palestina all’Onu, seppur come osservatore, riporterebbe al centro la politica rispetto all’opzione militare.

     Per supportare questa richiesta in parallelo all’azione di oggi con la bandiera palestinese a Bruxelles l’organizzazione Avaaz, associazione che organizza campagne internazionali, ha lanciato anche una petizione online che ha già raccolto oltre 350mila firme. Tra i sostenitori della richiesta anche Ron Pundak, ex direttore del Centro Peres per la Pace, che ha avuto un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli accordi di Oslo del 1993. Secondo Pundak: “La possibilità per una soluzione a due Stati sta svanendo. Questa richiesta potrebbe servire a sostenere un cammino reale verso un accordo basato sui confini del 1967. Sarebbe una vittoria per entrambe le parti e deve essere sostenuta”.

    Alfonso Bianchi

    Tags: ashtononupalestina

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