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    Home » Politica Estera » Unione europea, Lega araba e 85 Paesi ONU condannano “l’espansione illegale” di Israele in Cisgiordania

    Unione europea, Lega araba e 85 Paesi ONU condannano “l’espansione illegale” di Israele in Cisgiordania

    “Tali decisioni sono contrarie agli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e devono essere immediatamente revocate”, recita la dichiarazione. Tra i 27 UE, mancano solo Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria e Romania. Firmano anche Russia e Cina, assenti gli Stati Uniti

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    18 Febbraio 2026
    in Politica Estera
    Benjamin Netanyahu davanti ad un cantiere per la costruzione di un insediamento in Cisgiordania, nel 2017

    Benjamin Netanyahu davanti ad un cantiere per la costruzione di un insediamento in Cisgiordania, nel 2017

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    Bruxelles – Israele, forte dell’ombrello statunitense, prosegue a testa bassa la sua politica di occupazione coatta dei territori palestinesi. La stretta varata in questi giorni dal governo di Benjamin Netanyahu rischia di portare a un’annessione de facto della Cisgiordania. La comunità internazionale guarda, attonita, e condanna, immobile: 85 Paesi ONU, insieme all’Unione europea e alla Lega Araba, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui affermano che “tali decisioni sono contrarie agli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e devono essere immediatamente revocate“.

    Una dichiarazione dura, e non è certo la prima. Quel che manca è, ancora una volta, la volontà politica – dei Paesi occidentali così come di quelli arabi – di dare un seguito alle ripetute condanne di violazioni del diritto internazionale commesse dallo Stato ebraico nei confronti del popolo palestinese. Le sanzioni economiche proposte dalla Commissione europea lo scorso settembre sono state rapidamente chiuse in un cassetto non appena si è raggiunto il cessate il fuoco a Gaza. Eppure l’UE, insieme agli altri firmatari, “condanna fermamente le decisioni e le misure unilaterali di Israele volte ad espandere la presenza illegale di Israele in Cisgiordania”, recita la dichiarazione. E aggiunge: “Sottolineiamo a questo proposito la nostra forte opposizione a qualsiasi forma di annessione”.

    In pochi giorni, il gabinetto di sicurezza del governo israeliano ha approvato prima una serie di misure per facilitare l’acquisizione di terre palestinesi da parte dei coloni e per permettere all’esercito di condurre operazioni di controllo e demolizioni nelle aree amministrate dall’Autorità nazionale palestinese, poi – domenica scorsa – ha aperto il processo di registrazione dei terreni in Cisgiordania come ‘proprietà dello Stato’. In spregio agli accordi di Oslo del 1993, a molteplici risoluzioni ONU che riportano i confini legittimi di Israele a quelli del 1967, e per ultimo all’accordo per la risoluzione del conflitto a Gaza, che prevede un nuovo orizzonte per la soluzione dei due Stati.

    Senza contare Gerusalemme Est, circa tre milioni di palestinesi vivono in Cisgiordania, insieme a più di 700 mila israeliani che vivono in insediamenti o avamposti illegali in base al diritto internazionale. “Ribadiamo il nostro rifiuto di tutte le misure volte a modificare la composizione demografica, il carattere e lo status dei territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme Est”, hanno insistito ancora gli 85 firmatari. Perché “tali misure violano il diritto internazionale, minano gli sforzi in corso per la pace e la stabilità nella regione, sono in contrasto con il Piano globale e compromettono la prospettiva di raggiungere un accordo di pace che ponga fine al conflitto”.

    La dichiarazione è stata firmata anche da Cina e Russia, mentre mancano all’appello gli Stati Uniti. Oltre all’Unione europea, 22 dei 27 Paesi membri hanno aderito alla condanna. I cinque assenti sono Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia, Bulgaria, Romania.

    Tags: cisgiordaniainsediamentiisraelelega arabanazioni uniteoccupazioneonuue

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