- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 16 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Pronti Francia e altri quattro Paesi Ue, gli Stati che riconoscono la Palestina ora sono quasi 160

    Pronti Francia e altri quattro Paesi Ue, gli Stati che riconoscono la Palestina ora sono quasi 160

    Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo hanno annunciato formalmente il riconoscimento. In occasione dell'Assemblea generale Onu lo faranno anche Francia, Belgio, Lussemburgo, Malta, Lichtenstein e Nuova Zelanda. Netanyahu: "Ricompensa al terrorismo, non si realizzerà"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    22 Settembre 2025
    in Politica Estera
    palestina

    (Photo by Jerome Gilles/NurPhoto) (Photo by Jerome Gilles / NurPhoto via AFP)

    Bruxelles – Nella giornata di ieri (21 settembre) Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo hanno formalmente riconosciuto lo Stato di Palestina. Oggi è atteso lo stesso annuncio da parte di altri 6 Paesi, in occasione della conferenza che si terrà a New York, per restituire vigore ad una soluzione a due Stati ormai sepolta sotto le macerie di Gaza. A fine giornata, dei 193 Stati membri delle Nazioni Unite, ben 157 riconosceranno il diritto dei palestinesi di esistere come entità geografica e politica.

    Regno Unito e Canada sono i primi Paesi del G7 a farlo. Insieme al Portogallo, sono pronti a dare seguito alla Dichiarazione adottata dall’Assemblea generale dell’Onu pochi giorni fa altri 4 Stati membri dell’Unione europea: Francia, Belgio, Lussemburgo e Malta. Lo stesso faranno Lichtenstein e Nuova Zelanda. A livello Ue cambiano gli equilibri, proprio ora che gli Stati membri dovranno discutere le sanzioni a Israele proposte dalla Commissione europea: fino ad oggi, erano solo 12 Paesi su 27 a riconoscere la Palestina. Da domani, potrebbero essere 17. All’appello mancano ancora Germania e Italia.

    La parentesi scelta da questi 10 governi è significativa: oltre alla conferenza organizzata dal presidente francese Emmanuel Macron e dall’Arabia Saudita, al Palazzo di vetro parleranno il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas. Il primo in presenza – nonostante un mandato di cattura emesso dalla Corte Penale Internazionale -, il secondo in videomessaggio: gli Stati Uniti gli hanno infatti negato il visto per entrare nel Paese.

    Benjamin Netanyahu israele
    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’Onu nel settembre 2024 (foto: Charly Triballeau/Afp)

    Il premier israeliano ha ribadito che “non accadrà, non si realizzerà, non verrà istituito uno Stato palestinese a ovest del fiume Giordano”, e ha accusato “quei leader che riconoscono uno Stato palestinese dopo l’orribile massacro del 7 ottobre” di offrire “un’enorme ricompensa al terrorismo”. Washington, che continua a garantire supporto incondizionato a Tel Aviv, ha bollato come meramente “performativa” la mossa dei 10 governi occidentali.

    Una mossa con un alto valore politico, ma che concretamente – nella prospettiva cioè della creazione di uno Stato sovrano palestinese – rischia di non sortire alcun effetto. Lo stesso Netanyahu ha rivendicato che sotto la sua leadership Israele “ha raddoppiato gli insediamenti ebraici in Giudea e Samaria e continueremo su questa strada”. Giudea e Samaria sono i nomi con cui Israele indica i territori palestinesi occupati della Cisgiordania. Il riconoscimento dello Stato palestinese non allevierà, quanto meno nel breve periodo, nemmeno le sofferenze della popolazione di Gaza: nel bel mezzo di questo sforzo diplomatico, nelle ultime 24 ore, 61 persone sarebbero rimaste uccise e 220 ferite nei bombardamenti israeliani sulla Striscia.

    D’altra parte, di fronte al genocidio in corso a Gaza e ai continui tentativi del governo israeliano di rendere impossibile nella pratica l’attuazione della soluzione dei due Stati sostenuta dalla comunità internazionale – per ultimo il piano per nuovi insediamenti nel corridoio E1, che dividerebbero il territorio palestinese in due isolando Gerusalemme Est -, si tratta di una mossa già troppe volte rimandata e dovuta.

    Mahmoud Abbas e Emmanuel Macron a New York nel settembre 2024 (Photo by Ludovic MARIN / AFP)

    “Il riconoscimento dello Stato palestinese è la realizzazione di una linea fondamentale, costante e basilare della politica estera portoghese”, ha affermato Paulo Rangel, ministro degli Affari esteri di Lisbona. Per il primo ministro australiano, Anthony Albanese, Canberra riconosce così “le aspirazioni legittime e di lunga data del popolo palestinese ad avere uno Stato proprio”. Il premier britannico, Keir Starmer, ha dichiarato: “Di fronte ai crescenti orrori in Medio Oriente, stiamo agendo per mantenere viva la possibilità di pace e di una soluzione a due Stati. Ciò significa un Israele sicuro e protetto, insieme a uno Stato palestinese vitale. Al momento non abbiamo né l’uno né l’altro”.

    In sostanza, la conseguenza più diretta del riconoscimento di uno Stato come tale è lo scambio di rappresentanze diplomatiche, ovvero l’apertura di ambasciate e consolati e l’invio di personale diplomatico. In linea teorica, uno Stato dovrebbe rispettare quattro criteri minimi: avere una popolazione permanente, un territorio definito, un governo e la capacità di intrattenere relazioni con gli altri Stati. Non esattamente la situazione attuale della Palestina, il cui territorio riconosciuto a livello internazionale – con i confini che risalgono al 1967 – è in larga parte sotto occupazione israeliana, ed il cui governo – l’Autorità nazionale palestinese – controlla solo una parte di esso.

    Lo stesso Macron ha posto alcune condizioni all’effettivo riconoscimento: lo scambio di rappresentanze diplomatiche, ad esempio, si farà solo una volta che tutti gli ostaggi israeliani saranno stati restituiti da Hamas. Quest’ultima “non può avere alcuna forma di controllo a Gaza o al di fuori di essa”, ha messo in chiaro il ministro degli Esteri portoghese Rangel. Nel progetto di Parigi, sposato anche da Riyad, il riconoscimento dell’entità statale è inserito in un processo più ampio, che include un’Autorità Palestinese riformata ed eletta democraticamente, in grado di sostituire Hamas nell’amministrazione della Striscia di Gaza.

    Tags: Autorita nazionale palestineseBenjamin NetanyahuEmmanuel Macrongazaisraeleonupalestina

    Ti potrebbe piacere anche

    israele
    Politica Estera

    Israele, l’Ue propone sanzioni a due ministri e dazi su merci per 6 miliardi. Ora dipende dagli Stati membri

    17 Settembre 2025
    gaza city israele
    Politica Estera

    Israele entra a Gaza City, per l’Onu “è genocidio”. Ue, domani le prime sanzioni economiche

    16 Settembre 2025
    Benjamin Netanyahu
    Politica Estera

    Netanyahu ammette: “Israele è isolata”. E accusa Cina e Qatar di propaganda in Occidente

    15 Settembre 2025
    gaza
    Politica Estera

    L’Eurocamera trova un denominatore comune (minimo) su Gaza. Il Ppe si spacca, esultano i socialisti

    11 Settembre 2025
    scuderi gaza flotilla
    Politica Estera

    Salpano verso Gaza le navi italiane della Global Sumud Flotilla. Scuderi: “La popolazione ci ringrazia, i governi si attivino”

    11 Settembre 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Bulgaria Rumen Radev

    La Bulgaria torna alle urne: il favorito è Rumen Radev, tra proclami anti-corruzione e accuse di ‘filo-putinismo’

    di Giorgio Dell'Omodarme
    16 Aprile 2026

    In quelle che saranno le ottave elezioni in cinque anni, la coalizione guidata dall'ex Presidente della Repubblica guida i sondaggi...

    Tabacco, mercato illecito, Parlamento europeo

    Scontro al Parlamento europeo sul mercato illecito del tabacco: reale problema o esagerazione?

    di Annachiara Magenta annacmag
    16 Aprile 2026

    Gli esperti Hana Ross Kristijan Fidanovski sostengono che "le uniche stime annuali dei tassi illeciti di cui disponiamo sono commissionate...

    I vigili del fuoco lavorano tra le macerie di una sezione di un condominio di nove piani nel quartiere di Sviatoshynskyi, distrutto dall'attacco missilistico e con droni russi a Kiev, il 31 luglio 2025. Sei persone sono morte nella capitale, tra cui un bambino di sei anni e sua madre, e decine sono rimaste ferite. Fonte: Ipa Agency (Foto di Danylo Antoniuk/Ukrinform) (Foto di Ukrinform/Ukrinform/Sipa USA)

    L’UE dopo gli attacchi russi alle città ucraine: “Aumenteremo la pressione su Mosca”

    di Giulia Torbidoni
    16 Aprile 2026

    Domani una delegazione di funzionari della Commissione europea a Budapest per trattare di varie questioni con il prossimo governo post-Orban....

    Christine Lagarde arrives at the Governing Council meeting prior to the ECB press conference on 19 March 2026 in Frankfurt. [credits: Dirk Claus/ECB]

    La BCE: “Tassi invariati a marzo scelta di calma e responsabilità”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Aprile 2026

    Nel resoconto dell'ultima seduta il Consiglio direttivo della Banca centrale europea rivendica il proprio ruolo serio nel decidere dopo lo...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione