Previste dal calendario, spariscono poi dagli appuntamenti settimanali. Perché non c’è più, al momento, un’Aula per farle.

Si guarda il calendario dei lavori, poi si confronta l’agenda: qualcosa non torna. In teoria in Parlamento europeo dovrebbe esserci attività da lunedì a giovedì prossii, così almeno secondo il calendario istituzionale rivisto a gennaio. Ma in pratica l’agenda settimanale racconta di attività limitate solo ai giorni di lunedì e martedì. Un fatto molto strano per gli osservatori esterni, per nulla sorprendente per gli addetti ai lavori. L’Aula di Bruxelles la prossima settimana (mercoledì e giovedì) dovrebbe ospitare la sessione mini-plenaria, (la plenaria a pieno titolo, che poi è uguale a questa, è quella mensile di Strasburgo) ma gli spazi non ci sono. La zona con l’Emiciclo è inagibile per via dei lavori per la messa in sicurezza del soffitto dopo alcuni cedimenti strutturali, e quindi sedute saltate. Non male, dato che il tutto si verifica proprio a ridosso della Pasqua. Qualcuno potrebbe obiettare: perché non spostarla a Strasburgo? Rompere una complessa programmazione per due giorni probabilmente non ne varrebbe la pena, e poi comunque ha i suoi problemi anche la sede francese, che tanti (tutti meno i francesi) vorrebbero veder chiusa, e dunque certo non le si vuol dar la soddisfazione di diventare “utile” in questa emergenza.




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