Pressing dell’Ue su Monti: “Questione di urgenza, serve per la sostenibilità dei conti pubblici”
Il commissario ha sentito il professore, promettendo l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo

Pressing di Rehn su Monti per il saldo dei debiti della pubblica amministrazione. L’Italia lavora a un decreto legge per pagare in tempi rapidi le imprese, e la Commissione europea fa pressione perché possa avvenire in maniera sostenibile. Ci sono debiti da onorare, ma anche regole da rispettare. Ieri in Italia il consiglio dei ministri dedicato al dl è saltato (posticipato a data da destinarsi), e il presidente del Consiglio si è sentito al telefono con il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn. Il testo necessita di approfondimenti, e a Roma come a Bruxelles si vuole essere certi che le carte (e i conti) siano a posto. “È importante pagare, ma è importante anche rispettare le regole esistenti in termini di finanze pubbliche”, ricorda Rehn, oggi che la Commissione Ue ha reso nota la telefonata con Monti.
È vero che i debiti della pubblica amministrazione non incidono direttamente sul deficit, ma è anche vero – ricordano a palazzo Berlaymont – che la procedura per deficit eccessivo a carico dell’Italia contempla vari paramentri, tra cui il livello di debito. E un pagamento, ha detto Rehn a Monti, potrebbe assicurare “l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo”. Si tratterebbe di un avvenimento rilevante, che lancerebbe un messaggio di affidabilità a mercati e investitori, benefico per l’Italia quanto per l’Eurozona. Rehn non he ha fatto mistero: in Commissione europea “consideriamo il decreto come un questione di urgenza”, quindi “non vediamo l’ora” che sia varato il decreto. Monti è dunque avvisato.
Secondo il commissario il pagamento della pubblica amministrazione di tutti i debiti pregressi “non è la soluzione ottimale” per i problemi dell’Italia, ma “è importante per la sostenibilità delle finanze pubbliche del Paese” e allo stesso tempo “sarebbe di grande aiuto per alleviare la difficile situazione” in cui vive il mondo imprenditoriale italiano. I problemi dell’Italia, ha ricordato Rehn, “sono legati alla perdita di competitività a lungo termine e alle difficili condizioni di finanziamento per imprese e famiglie”. A giudizio del commissario il pagamento da parte dell’amministrazione pubblica dei debiti con le imprese “sarebbe di grande aiuto per alleviare lo loro difficile situazione”. È per questo che, dice, “consideriamo il decreto come un questione di urgenza”. C’è quindi da parte di Rehn e della Commissione Ue “fiducia” nelle capacità delle autorità italiane di sciogliere il nodo “in maniera urgente e conforme” alle normative comunitarie. Fare presto e bene, il messaggio di Rehn a Monti. Bruxelles adesso aspetta.
Renato Giannetti


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