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    Home » Politica » Catasto, energia, evasione fiscale e lavoro: le raccomandazioni dell’UE all’Italia (vecchie di oltre 10 anni)

    Catasto, energia, evasione fiscale e lavoro: le raccomandazioni dell’UE all’Italia (vecchie di oltre 10 anni)

    La Commissione europea pubblica il documento con le indicazioni di riforme richieste da ogni Paese: per l'Italia gli stessi richiami del 2012

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    3 Giugno 2026
    in Politica

    Bruxelles – Garantire e mantenere “sostenibilità” di bilancio pubblico, impegnarsi a spendere di più in difesa, e poi promuovere ricerca e innovazione. Ancora, velocizzare una riforma del mix energetico nazionale riducendo le dipendenze dal gas e accelerando il passaggio a energia elettrica da fonti rinnovabili. Le raccomandazioni specifiche per Paese che la Commissione europea rivolge all’Italia sono qui. Almeno, per ciò che riguarda le novità di un dossier che anche nel 2026 contiene indicazioni di politiche e misure identiche a quelle di oltre un decennio.

    Dalla lotta all’evasione al catasto, le stesse raccomandazioni dal 2012

    Le richieste di riforme che arrivano da Bruxelles, a scorrerle tutte in dettaglio, ripropongono una lista di interventi riscontrabile già nelle raccomandazioni specifiche prodotte nel 2012. Allora come adesso si chiedono interventi in materia di lotta all’evasione fiscale (raccomandazione 1 del 2026, e raccomandazione 5 del 2012), contrasto al lavoro sommerso (raccomandazione 6 di quest’anno, raccomandazione 5 di allora), così come si torna a chiedere di garantire maggiore concorrenza, specie nei settori trasporti ed elettrico (raccomandazione 4 e raccomandazione 6, rispettivamente). Ancora, si chiede di “aumentare ulteriormente l’efficacia della pubblica amministrazione e rafforzare ulteriormente la capacità amministrativa”, così come si chiedeva già nel 2012 (raccomandazione 7 di allora). Si chiede poi la riforma del mercato del lavoro (raccomandazioni 6 del 2026 e 4 del 2012), e questa volta si pone l’accento sulla necessità di “rafforzamento della contrattazione collettiva, anche a sostegno di salari adeguati”. 

    Ancora, si chiede la riforma della giustizia (raccomandazione 4 e 7), con un’attenzione alla lotta ai processi lenti e la richiesta esplicita di “ridurre ulteriormente l’arretrato e i tempi di risoluzione dei casi nel sistema giudiziario. Dulcis in fundo, il catasto. Nonostante si chieda di aggiornarlo dal 2013, a oggi “i valori catastali non sono ancora stati sistematicamente adeguati ai valori di mercato”, rileva la Commissione europea, che chiede (raccomandazione 2 del 2026) di “aggiornare i valori catastali, sulla base degli impegni assunti nel piano fiscale-strutturale a medio termine, nell’ambito di una più ampia revisione delle politiche abitative”.

    Le raccomandazioni specifiche per Paese tratteggiano il ritratto di un’Italia alle prese con problemi strutturali e sistemici, e l’incapacità di un’intera classe politica – da sinistra a destra – di fare riforme che ora la Commissione europea torna a chiedere con rinnovato vigore. “La competitività dell’Europa inizia con le riforme“, scandisce Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la Strategia industriale. Per il governo Meloni giunge la richiesta quanto mai esplicita a un cambio di passo reale: “Modernizzando le nostre economie ed eliminando gli ostacoli di lunga data, gli Stati membri possono creare lo spazio di bilancio necessario per investire nelle industrie, nelle tecnologie e nelle competenze del futuro”.

    Meno debito, meno energia fossile e avanti con il Pnrr: le raccomandazioni Ue per l’Italia

    La politica energetica nazionale, il nuovo nodo da sciogliere

    A guardare tra le raccomandazioni nuove, quelle non legate a un’eredità mai superata, c’è l’invito a riconsiderare le scelte di politica energetica e di mix energetico nazionale. L’Italia risulta troppo dipendente dal gas, e anche alla luce del caro-bollette prodotto dalla guerra in Iran, si invita il Paese ad “accelerare l’elettrificazione e intensificare gli sforzi per la diffusione delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo, anche attraverso la piena attuazione delle riforme in materia di autorizzazioni, in particolare a livello sub-nazionale”. Il tutto, “investendo nella rete elettrica”.

    Clima, i nuovi aspetti di problemi di lunga data

    La raccomandazione che chiede all’Italia di cambiare il proprio mix energetico è la stessa che chiede di “affrontare i rischi legati al clima e mitigarne l’impatto economico, anche attraverso un maggiore coordinamento istituzionale, soluzioni basate sulla natura e coperture assicurative climatiche“. Si introduce un elemento nuovo, quello di presa di coscienza di fenomeni meteorologici sempre più estremi e il loro impatto sull’economia reale. Ma, qui, viene anche aggiunto di “affrontare le inefficienze residue nella gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, riducendo le carenze infrastrutturali, in particolare nelle regioni meridionali”. Sono queste altre due problematiche storiche dell’Italia: per i rifiuti al Paese è stato intimato in modo perentorio già nel 2017 di agire, e porre fine a un fenomeno che costa centinaia di milioni di euro. Mentre sulle acque reflue la Penisola è stata condannata a multe salate per non aver mai attuato una direttiva del 2014. Le raccomandazioni specifiche di oggi vedono un’Italia ferma da oltre un decennio.

    Riforma delle pensioni

    C’è infine una riforma che torna a essere chiesta: quella delle pensioni. Una richiesta che appare imprescindibile, visto che, rileva la Commissione UE, “l’Italia è uno degli Stati membri con la popolazione più anziana, il tasso di natalità più basso e un’età media delle donne al primo parto superiore alla media”. Inoltre “la fuga di cervelli persiste, con molti giovani residenti altamente qualificati che cercano migliori opportunità all’estero, mentre l’Italia fatica ad attrarre e trattenere i talenti”. Di fronte a questo scenario si chiede (raccomandazione 1), di “affrontare le sfide demografiche per mitigarne gli effetti sulla crescita potenziale e sulla sostenibilità del sistema pensionistico, anche attirando e trattenendo una forza lavoro qualificata e incoraggiando la partecipazione al mercato del lavoro degli anziani, soprattutto nei Paesi del Sud” Italia.
    Tags: evasione fiscalefiscogiustiziagoverno meloniitalialavoropensionipubblica amministrazioneRaccomandazioni specificheriformeStephane sejourneue

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