Rossi lancia una raccolta di firme per chiedere alle istituzioni di costringere la Bce a intervenire contro le speculazioni: “Tutelare famiglie e imprese modificando se serve le norme vigenti”

Mettere in primo piano il sostegno ai lavoratori e solo dopo i profitti; tentare di impedire ad altri imprenditori di suicidarsi, allentando la stretta creditizia: se le banche non lo fanno di loro iniziativa, allora siano le istituzioni ad obbligarle a farlo. È quanto chiede una petizione, indirizzata al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, da parte dell’eurodeputato italiano, Oreste Rossi (Efd).
Il credito insufficiente concesso dalle banche alle imprese è un tema caro a Rossi, che già il 17 aprile, nel corso dell’ultima plenaria a Strasburgo, aveva indirizzato al Presidente della Bce, Mario Draghi parole dure, denunciando le “banche che utilizzano il denaro che gli viene dato al tasso dello 0,75%, anziché per dare credito alle imprese, per comprare titoli di stato o per prestarlo a tassi che raggiungono anche il 10%”. Perché di fronte a questo, aveva chiesto l’Eurodeputato a Draghi, la Bce non interviene? “Ha valutato che forse, come fanno gli altri Stati, è meglio stampare denaro anche a discapito del valore dell’euro?”. Infine Rossi aveva rivolto al Presidente della Banca centrale europea un invito chiaro: “Se ritiene che la Bce non abbia il potere di intervenire direttamente a favore di famiglie ed imprese a causa del trattato abbia il coraggio di chiederne la modifica alle istituzioni”.
In poco tempo l’intervento di Rossi ha cominciato a rimbalzare sui social network. Così l’eurodeputato si è convinto: passare dalle parole ai fatti con una petizione che chiede alle istituzioni europee di costringere “la Bce ad intervenire contro le speculazioni bancarie a tutela delle famiglie e delle imprese, modificando, ove necessario, le norme vigenti”. La petizione, lanciata da poche ore, si avvicina alle 200 firme, in costante aumento.
L’obiettivo, si legge sul sito internet su cui è possibile firmare online, è che si arrivi a “emanare provvedimenti urgenti e concreti per allentare e risolvere la stretta creditizia sulle imprese europee, causa del grave fenomeno dei suicidi per motivi economici”. Secondo la petizione il Parlamento europeo dovrebbe anche “elaborare un piano d’emergenza a sostegno delle persone fortemente provate psicologicamente dalla crisi” e “obbligare la Bce a mettere in primo piano la tutela e il sostegno del lavoro”, proibendo alle banche “di impiegare i fondi pubblici nelle loro speculazioni ma utilizzarli esclusivamente per finanziare le imprese e le famiglie europee”.
Letizia Pascale
Per saperne di più:
– Link alla petizione
– Video dell’intervento di Rossi in plenaria
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