Il Corporate Social Responsibility (CSR) Award Scheme consegnato da Tajani per aver dimostrato che un certo tipo di rotazione delle culture e di pianificazione riduce l’impatto ambientale
La Barilla è tra i vincitori del primo European Corporate Social Responsibility (CSR) Award Scheme, premio consegnato a Bruxelles dal vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani. Oltre 740 progetti da tutta Europa sono stati valutati per l’impatto positivo su business e società e tra questo sono stati dati dei riconoscimenti a 63 rappresentanti di 30 Paesi europei, tra cui l’azienda italiana di pasta.
A guadagnare il riconoscimento è stata la ricerca Barilla sulla qualità e sostenibilità della coltivazione del grano duro realizzata con Horta (Spin Off dell’Università Cattolica di Piacenza) e Life Cycle Engineering. Questo studio ha dimostrato che l’avvicendamento colturale, con rotazioni che alternano i cereali con le leguminose (pisello, favino, cece, lenticchia), le proteoleaginose (colza, girasole, soia) o le colture ortofrutticole, consente di produrre un grano duro di alta qualità, migliorando allo stesso tempo la fertilità del terreno e consentendo di ottimizzare i trattamenti necessari per la protezione della coltura e di migliorare l’efficienza dei fertilizzanti impiegati. Ha provato inoltre che attraverso la valutazione di condizioni meteorologiche e delle specificità del territorio, ottenute grazie a strumenti di supporto alle decisioni come il servizio web interattivo granoduro.net, consentono di ottenere risultati di alta qualità ottimizzando i mezzi tecnici e riducendo gli impatti ambientali.
“Attraverso l’analisi del ciclo di vita del prodotto abbiamo visto che oltre il 60% dell’impronta ecologica della pasta deriva proprio dalla coltivazione del grano duro – ha spiegato Luca Ruini, Direttore People, Safety and Environment di Barilla, che ha ritirato il premio – Ci siamo così impegnati nella ricerca sul grano per garantire una materia prima ottima per la nostra pasta con un minore impatto ambientale, e abbiamo scoperto che le tecniche tradizionali, affiancate da nuove tecnologie, consentono anche di ottimizzare i costi di produzione con un potenziale vantaggio per gli agricoltori. Il progetto integra perfettamente i principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.


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