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    Home » Economia » Andor: La Garanzia giovani si ferma a 25 anni perché non abbiamo più soldi

    Andor: La Garanzia giovani si ferma a 25 anni perché non abbiamo più soldi

    Il commissario al Lavoro ha parlato del piano contro disoccupazione ai deputati di Bruxelles. “Manca ancora una decisione finale sulla sua applicazione e questo rallenta la messa in opera”.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    25 Settembre 2013
    in Economia

    Il commissario al Lavoro ha parlato del piano contro disoccupazione ai deputati di Bruxelles
    “Manca ancora una decisione finale sulla sua applicazione e questo rallenta la messa in opera”

    Laszlo Andor
    Laszlo Andor

    Se il piano Garanzia giovani si applicherà soltanto ai ragazzi fino ai 25 è perché “non ci sono i fondi per destinarlo anche a cittadini fino ai 30”. È quanto ha spiegato László Andor durante un’audizione al Parlamento di Bruxelles. Il commissario europeo al Lavoro e agli Affari sociali è stato subissato di domande dai deputati sul piano europeo da circa 8 miliardi che mira a fare in modo che in ogni Stato membro si possa offrire ai giovani sotto i 25 anni un lavoro o una formazione di qualità entro 4 mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione.

    “Al momento sul tema c’è meno visibilità rispetto a quando c’è stato il summit ospitato in Germania da Angela Merkel” ha scherzato Andor parlando con i parlamentari ai quali ha ammesso che rispetto al provvedimento l’Europa è ancora in alto mare: “Il fatto che non ci sia ancora una decisione finale rallenta l’applicazione pratica, spero ci sarà programmazione più chiara a breve per permettere alle regioni di partire col programma”. Uno dei limiti di questo provvedimento è sicuramente la sua vaghezza, il summit in Germania citato da Andor aveva proprio lo scopo di far sedere i capi di Stato e di Governo attorno a un tavolo per scambiare opinioni su come i centri per l’impiego dei diversi Paesi intendono applicare questo nuovo schema europeo. E il lavoro a livello tecnico sul tema continua tuttora. “Tra poche settimane ci sarà un incontro di esperti del settore. Finora gli Stati membri avevano nominato un responsabile mentre Paesi come Italia o Portogallo hanno avuto una assistenza diretta della Commissione direttamente” ha continuato il commissario lasciando intendere quanto il nostro Paesi sia in difficoltà sul tema. I tecnici delle diverse nazioni dovranno mettere nero su bianco al più presto un piano operativo perché “i 20 Paesi che godono di questa iniziativa giovanile dovranno avere pronti i piani di lavoro entro la fine di novembre” ha avvertito Andor.

    Il commissario ha affrontato poi l’altra criticità che è stata più volte sollevata sull’argomento, ovvero il fatto che l’intervento di Bruxelles si concentrerà soltanto sui giovani fino a 25 anni, lasciando scoperta un’ampia fascia di disoccupazione giovanile, soprattutto in Paesi come l’Italia.

    “Sul limite età abbiamo detto 25 perché il concetto è aiutare il passaggio dalla scuola verso il lavoro e accompagnare questa transizione”. È vero, ha però riconosciuto Andor, “ che in alcuni Paesi la scuola dura più a lungo e i giovani lasciano l’istruzione più tardi, magari perché interrompono gli studi per lavorare” ma comunque di più “non si poteva fare” perché “ci sarebbero voluti più soldi”. Avendo più fondi a disposizione “il programma avrebbe potuto essere indirizzato anche ai giovani fino ai 30 anni”.

    Alfonso Bianchi

    Leggi anche:
    – Disoccupazione giovanile: il Parlamento europeo chiede nuove misure
    – Un Consiglio europeo con molti annunci, da concretizzare
    – Vertice Ue, con la flessibilità i miliardi per l’occupazione giovanile diventano 8
    – Letta: dall’Europa 1.5 miliardi per l’occupazione giovanile

    Tags: Andorgaranzia giovanilavoroue

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