- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 14 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Vorrei un Parlamento diviso

    Vorrei un Parlamento diviso

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    27 Ottobre 2013
    in Editoriali
    Alexis Tsipras e Martin Schulz
    Alexis Tsipras e Martin Schulz

    Non è vero che il Parlamento europeo è l’unico organo che rappresenta direttamente i cittadini europei. Naturalmente non si può negare che siano gli elettori a indicarne i membri, ma questi, una volta entrati nell’Eurocamera, perdono la fondamentale caratteristica in base alla quale sono stati scelti: l’appartenenza a schieramenti politici alternativi. Di norma, in tutti i paesi europei, si vota, si contano le preferenze, e chi ne ha di più governa. Ci sono casi nei quali schieramenti alternativi si trovano costretti a stare insieme, ed è vero che sono casi sempre meno rari (vedi Germania e Italia, e anche il minuscolo Lussemburgo sta sperimentando qualcosa di simile), ma il presupposto è sempre chiaro: si tratta di un periodo, restiamo forze alternative e tali saremo alle prossime elezioni. Ecco, vorrei vedere una maggioranza ed una minoranza anche nel Parlamento europeo. Vorrei che ci fosse un’opposizione, come in ogni Parlamento che si rispetti, ed una maggioranza che fa la voce grossa e si assume delle responsabilità.

    Questo “accordo istituzionale” che governa i deputati non fa crescere l’Europa e non fa crescere il Parlamento. Che senso ha che le due maggiori forze politiche, popolari e socialisti, sempre, si accordino sulla scelta del presidente? Metà mandato a me e metà a te. Ridicolo, credo che sia la carica istituzionale che dura di meno al Mondo, escluso San Marino, che ha dimensioni inferiori e che, comunque, nell’Ue neanche ci vuole entrare. Non ci si divide nella scelta del presidente della Commissione, magari non tutti lo votano, ma non si arriva mai a una conta: si lascia passare quello che ha scelto la forza politica più grande, ma non necessariamente la maggioranza parlamentare.

    Così il risultato è che nessuno ha una vera responsabilità di governo, tutti (tra le grandi forze) sono coinvolti, ma nel contempo tutti sono meno liberi. Sì, perché i deputati tranne uno o due casi di vera rottura durante una legislatura, non hanno la possibilità di andare contro la volontà dei governi dei loro Paesi, altrimenti rischiano la candidature, e tra popolari, socialisti e liberali più o meno si dividono tutti i governi del Ventotto. Dunque serve una copertura politica, una protezione istituzionale, che dia la libertà ai deputati di votare secondo coscienza, potendo opporre ai loro governi la divisione inevitabile tra maggioranza ed opposizione, che costringe, non necessariamente ma spesso, a contarsi.

    Questo non è previsto dalla prassi istituzionale europea, ma c’è una via per uscirne: l’elezione “diretta” del presidente della Commissione, chiesta a larghissima maggioranza dallo stesso Parlamento. I deputati devono sentirsi vincolati alle proposte che i loro partiti offriranno agli elettori e difenderle, immaginando solo alleanze coerenti, e tentando di evitare le “grandi coalizioni”, a meno che i numeri non le impongano. Ora ad esempio c’è in Parlamento una sorta di “grande coalizione”, ma non è imposta dai numeri, è una scelta di quieto vivere, un malinteso senso democratico per cui i due o tre partiti più forti si dividono il potere parlamentare e non segnano una vera autonomia dai governi.

    Dunque i socialdemocratici candidano Schulz, la sinistra ha indicato il greco Tsipras, gli altri ancora non sappiamo, ma avranno i loro campioni. Questo è il primo passo, poi si dovrà votare, in Aula, per un presidente, e non vorrei vedere i socialisti votare per il candidato liberale insieme ai popolari. Magari senza i popolari sì, ma non insieme, ed anche viceversa. Il centrosinistra e la sinistra potrebbero, se i numeri lo consentiranno, votare un candidato di mediazione, magari un verde, certamente più vicino di un popolare. O popolari e liberali votare un esponente del Ppe senza i voti (o il tacito appoggio) dei socialisti. Mi si dirà che il Consiglio, che ha il suo potere di indicare il presidente al Parlamento potrebbe insistere su un suo candidato. E’ vero, e allora vedremo un bel braccio di ferro, avremo uno scontro, che in qualche modo finirà, perché a nessuno conviene restare senza un presidente della Commissione (e di conseguenza senza commissari), e secondo me finirebbe con la vittoria del Parlamento, se saprà dividersi.

    Lorenzo Robustelli

    Tags: commissioneelezionimaggioranzaopposizioneparlamento europeopresidenteschulzTsipras

    Ti potrebbe piacere anche

    [foto: imagoeconomica]
    Green Economy

    UE, è scontro sull’eolico. I sovranisti: “Microplastiche dalle turbine”. La Commissione: “Molte meno di altre fonti”

    13 Agosto 2026
    Minatori che lavorano in Belgio. La foto è parte della mostra permanente del museo del Bois du Cazier. Crediti: Matteo Banchi
    Cultura

    Marcinelle, 70 anni dopo: la storia della migrazione italiana in Belgio raccontata da un ex-minatore

    7 Agosto 2026
    Persone migranti a Ceuta [foto: imagoeconomica]
    Politica

    Ceuta, la riunione straordinaria in Parlamento UE sull’immigrazione finisce in una rissa tra destra e sinistra

    6 Agosto 2026
    Riunione della Commissione LIBE. Crediti: Parlamento europeo
    Le Brevi

    Ceuta, il 6 agosto riunione straordinaria della Commissione LIBE del Parlamento europeo

    5 Agosto 2026
    Emergenza caldo a Roma. Crediti: Sara Minelli via Imagoeconomica
    Cronaca

    Caldo, i Verdi europei insistono: convocare un vertice d’emergenza

    31 Luglio 2026
    Donald Trump
    Politica

    L’UE teme le interferenze degli Stati Uniti nelle elezioni europee

    29 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Migranti entrano a nuoto nella citta' di Ceuta, enclave della Spagna in nord Africa [foto: imagoeconomica]

    Nel 2026 gli ingressi irregolari calano, e la crisi migranti non c’è: Frontex sbugiarda i Paesi UE

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Agosto 2026

    I dati preliminari di Frontex mostrano che tra gennaio e luglio gli attraversamenti contrari alle registrano complessivamente un 37 per...

    Emissioni Gas serra UE Eurostat

    Emissioni di gas serra, nell’UE aumentano dello 0,3 per cento nel primo trimestre 2026

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    Bruxelles - Le emissioni di gas serra dell’economia dell’Unione europea tornano a crescere nel primo trimestre del 2026, ma a...

    ASILO EUROSTAT

    Domande d’asilo di maggio 2026 in calo del 22 per cento nell’UE; l’Italia prima per richieste

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    I dati di Eurostat rilevano che ci sono state 9,4 prime richieste di asilo ogni 100.000 abitanti, un numero in...

    Carbone fossile Eurostat UE

    Uso del carbone ai minimi storici nell’UE: nel 2025 copre appena il 9,2 per cento dell’elettricità

    di Annachiara Magenta annacmag
    13 Agosto 2026

    Come rilevato dai dati di Eurostat, c'è una tendenza di lungo periodo che ha portato il carbone a passare da...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione