Approvando la relazione annuale sull’attività della Bce, i deputati hanno chiesto che l’istituto si adatti ai tempi e preveda interventi concreti in favore delle piccole e medie imprese
Le azioni messe in campo oggi non bastano. Sono quelle di un’istituzione nata “in un mondo totalmente diverso da quello odierno e che deve adattarsi”. Il Parlamento europeo non è soddisfatto della Banca centrale europea: nel corso dell’annuale dibattito sull’attività della Bce, in presenza del Presidente Mario Draghi, l’Aula di Strasburgo non risparmia le critiche.
I deputati hanno apprezzato gli sforzi recentemente compiuti per arginare la crisi, riassume il relatore della risoluzione sul tema, Gianni Pittella (S&D) ma ora servono nuove azioni per aiutare l’economia reale, le piccole e medie imprese e il settore manifatturiero in generale. “La Banca centrale europea è nata in un mondo totalmente diverso da quello odierno e deve adattarsi” ha detto Pittella, invitando Draghi a non avere paura di prendere in considerazione azioni di sostegno, assumendo un ruolo più interventista per quanto riguarda il tasso di cambio dell’euro e lo sviluppo di iniziative specifiche per le Pmi.
Nella risoluzione (approvata con 265 voti favorevoli, 79 contrari e 37 astensioni) il Parlamento esprime ampio consenso alle azioni di sostegno adottate dalla Banca centrale europea ma evidenzia il rischio che le banche e i governi ne diventino dipendenti. Viene poi richiamata l’attenzione sulle disparità dei tassi di interesse e sull’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese in tutta la zona euro, chiedendo che la Bce affronti questo problema direttamente, ad esempio con acquisti diretti di prestiti per le Pmi cartolarizzati di alta qualità o sviluppando un programma specifico per facilitarne l’accesso al credito.
Dal canto suo Draghi ha sottolineato che, per quanto la Bce possa intraprendere diverse azioni, non è in grado do farsi carico del ruolo essenziale svolto dai governi o dalle banche. La Banca centrale europea, ha assicurato, continuerà nelle attuali politiche di sostengo all’economia ma è necessario proseguire con le riforme del sistema bancario. Il numero uno dell’Eurotower è anche tornato a parlare di unione bancaria: “Confido che tutte le componenti dell’unione bancaria siano approvate entro aprile”, ha detto mettendo anche in guardia
Un intervento, quello del presidente Draghi, che non soddisfa la Gue. Da questi dibattiti, sottolinea l’eurodeputata Marisa Matias, spesso tralasciamo che “usare i tassi di interesse per combattere la crisi, è un modo per la Bce di portare giù i salari nei paesi coperti dai programmi della Troika. In questo modo – aggiunge – non si fa altro che peggiorare il problema essenziale: la mancanza di domanda interna a causa dell’austerità”.
“La Bce è stata concepita e attrezzata per intervenire su determinate problematiche che non sono più quelle attuali” commenta l’eurodeputato del Ppe, Antonio Cancian: “E’ quindi necessario che si evolva e ristrutturi per essere pronta ad affrontare in maniera efficace le attuali criticità, e quindi essere più vicina all’economia reale, alle famiglie ed alle imprese. Il tempo è poco – conclude – e bisogna fare presto”. I popolari si sono detti soddisfatti delleuito a stabilizzare il sistema bancario e a portare più credito all’economia reale. “Nonosante questo – commenta il relatore ombra della relazione per il Ppe, Ildikó Gáll-Pelcz, dobbiamo ricordare che queste misure non convenziolia, che la Bce ha usato dall’inizio della crisi, devono essere considerate come temporanee e la Banca centrale deve sperimentare ulteriori strumenti per potere prevedere in futuro specifici programmi per aiutare meglio le piccole e medie imprese europee ad accedere al credito”.
Letizia Pascale

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