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Nel primo anno del centro Ue di lotta al cybercrime “scoperta solo la punta dell'iceberg”

Nel primo anno del centro Ue di lotta al cybercrime “scoperta solo la punta dell'iceberg”

Malmström: “Il comportamento criminale si evolve velocemente, dobbiamo stare al passo”. L'ultima frontiera è il 'Police Ransomware', un virus che blocca il computer e lo libera dopo il pagamento di un riscatto

La commissaria agli Affari interni Malmström: “Il comportamento criminale si evolve velocemente, dobbiamo stare al passo”. L’ultima frontiera è il ‘Police Ransomware’, un virus che blocca il computer e lo libera dopo il pagamento di un riscatto

Police Ransomware
una schermata che appare quando il computer viene infettato con il virus ‘Police Ransomware’

Si va dalla classica clonazione della carta di credito a frodi più sofisticate, come il blocco del computer che può essere ‘liberato’ solo in seguito al pagamento di una sorta di riscatto. I crimini informatici con cui European Cybercrime Center (EC3) si è dovuto confrontare nel suo primo anno di attività sono i più disparati e hanno causato danni di milioni di euro ai cittadini e all’economia dell’Unione europea. “Il comportamento criminale sta cambiando velocemente, sfruttando i nuovi sviluppi tecnologici e diversi cavilli legali e noi dobbiamo essere in grado di tenere il passo” ha affermato il commissario per gli Affari interni, Cecilia Malmström, nel presentare i risultati del lavoro del primo anno del centro che, ha aggiunto “ha già guadagnato una meritata fama tra le forze dell’ordine”. Certo l’EC3 “non ha risolto tutti i problemi”, ha ammesso Malmström, ma è comunque “una parte della risposta e un aiuto per gli Stati membri”.

Troels Örting, capo dell'European Cybercrime Centre
Troels Örting, capo dell’European Cybercrime Centre

Grazie al suo lavoro di coordinazione delle diverse polizie postali comunitarie sono state messe a segno diverse grosse operazioni negli scorsi 12 mesi. 29 persone sono state arrestate per un giro di affari di 9 milioni di euro nato dalla clonazione di 30mila carte di credito. È stata smantellata una rete di 59 persone attiva in 16 Stati membri che produceva e commercializzava apparecchi elettronici per violare i terminali degli istituti finanziari e rubare i soldi dei risparmiatori. Altre due diverse operazioni, che hanno portato all’arresto di 117 criminali, hanno invece scoperto una banda che commercializzava biglietti aerei acquistati con numeri di carta rubati. Molti di questi viaggi venivano utilizzati per spostamenti legati ad altre attività illegali. Nove sono state le operazioni legate invece alla pedo pornografia e un’altra indagine ha permesso di scoprire una nuova frontiera del cyber crime: il cosiddetto Police Ransomware. Si tratta di un Malware, un virus, che blocca il computer accusando la vittima di aver visitato siti pedopornografici illegali. In cambio dello sblocco della macchina il virus, che si finge una forza dell’ordine, chiede il pagamento di una multa di 100 euro che le ignare vittime spesso pagano per evitare quelli che ritengono problemi più grandi con la giustizia. 13 persone, per lo più in Spagna, sono state arrestate in seguito a questa operazione.

“Sono orgoglioso e soddisfatto per i risultati raggiunti finora” ha dichiarato Troels Örting, capo dell’unità EC3, “ma non dobbiamo adagiarci sugli allori” perché “abbiamo solo scoperto la punta dell’iceberg”.

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