- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 30 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » I Ventotto porcellini

    I Ventotto porcellini

    Diego Marani di Diego Marani
    20 Maggio 2014
    in Editoriali

    casa pagliaVota bene! Così suonava tanti anni fa dalle mie parti l’ultima raccomandazione prima del voto e voleva dire una sola cosa. C’era un solo voto buono. Qualsiasi altro sarebbe stato votare male. Per queste elezioni le cose si pongono specularmente al contrario. C’è solo un voto cattivo e tutti sappiamo quale. Ma se gli europei oggi sono chiamati a decidere se essere europeisti o antieuropeisti, è perché l’establishment europeo da troppo tempo ha lasciato andare avanti una costruzione politica senz’anima che poteva solo esistere in termini economici. Quello che è mancato è una visione di società, un’idea condivisa di coesistenza.

    Del resto questo è da sempre il grande problema di ogni civiltà. Come strutturare la lealtà, l’appartenenza? Come definire e delimitare il gruppo umano di cui si fa parte? Come tenere fuori gli altri e tenere dentro noi? Chi siamo noi e come distinguerci dagli altri? Conosciamo il modello dei grandi imperi e quest’anno celebriamo il centenario della guerra che celebrò il loro fallimento. La loro debole struttura statale rendeva possibili forti autonomie che erano però anche centrifughe e dispersive. Molti si stavano trasformando in monarchie costituzionali che forse sarebbero evolute in federazioni. Ma non ressero l’urto della rivoluzione industriale che richiedeva uniformità di lingua, centralizzazione territoriale, mobilitazione di masse.

    Lo stato moderno che nacque dalle ceneri degli imperi inventò l’appartenenza nazionale. La nazione parve brevemente soddisfare le aspirazioni dei popoli e coincidere con i sentimenti di appartenenza definiti dalle lingue. Almeno da certe, quelle che vinsero la battaglia della modernità. Le mitologie nazionali fecero il resto inventando tradizioni aggreganti. Ma gli stati nazionali entrarono presto in una spirale di rivalità e concorrenza per l’accaparramento delle risorse necessarie all’industrializzazione. Le due guerre che distrussero l’Europa e la sua influenza nel mondo ne furono la conseguenza. Nell’ultimo dopoguerra i paesi europei sembrarono così trovare nel progetto europeo una nuova dimensione di appartenenza che salvaguardasse la tradizione nazionale, ponendosi in una prospettiva più alta e inclusiva.

    Oggi siamo ancora in questo processo ma ci troviamo davanti a una svolta. Per andare avanti nella costruzione europea serve maggiore integrazione, diluizione dei poteri nazionali e vera cessione di sovranità a istituzioni sovranazionali. Ma gli ultimi allargamenti e poi la crisi finanziaria hanno dimostrato che questa non è una comunità di intenti. Per parti importanti delle opinioni pubbliche europee l’integrazione non è un valore di per sé, per altre, l’adesione deve corrispondere a un vantaggio, altre ancora nell’adesione hanno trovato il recupero di una sovranità perduta che ora non sono disposte a delegare. Perché questa diversità di percezione del progetto europeo venga superata o almeno attenuata, serve ora più che mai un’anima. È la vecchia storia del riconoscersi in un gruppo, in una visione di società e di votarvi la propria lealtà. L’invenzione di un’anima non si improvvisa. Scaturisce dalla frequentazione, dalla condivisione, dalla vicinanza, dalla consapevolezza dei propri interessi, dall’informazione, dall’istruzione, insomma dalla mescolanza di cui anche la migrazione interna è uno strumento.

    I partiti antieuropeisti non vogliono questo. Vogliono richiudere i cancelli e rimettere ogni popolo dentro i suoi confini. Come i tre porcellini nelle loro capanne, illudendosi in questo modo di salvarsi dal lupo. Ma la globalizzazione soffierà via ognuna delle loro capanne e forse solo il porcellino grasso tedesco riuscirà a reggere il colpo. La via non è dunque questa. Almeno per i non tedeschi. La via è votare per i partiti autenticamente europei che oggi stanno infine sorgendo e che rappresentano gruppi sociali, non stati, che hanno infine sviluppato una visione europea e in queste chiave affrontano le problematiche attuali. Solo con questo establishment politico riusciremo a sventare il dominio dell’Europa della finanza, delle lobby e delle banche che oggi impera. Votare il populismo antieuropeista vorrebbe dire invece riconsegnare l’Europa proprio a loro, a quegli interessi che loro sì non hanno frontiere e non hanno bisogno di anima. Allora gli altri 27 porcellini saranno preda facile della finanza internazionale, della delocalizzazione, della pauperizzazione, della disoccupazione e le loro bandiere nazionali sventoleranno su palazzi vuoti dove non ci sarà più nessun potere.

    Tags: anti eurodiego maranielezioni europeeeuroscetticiparlamento europeo

    Ti potrebbe piacere anche

    Il capodelegazione del PD al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti. Source: Multimedia EU Parliament
    Notizie In Breve

    Eurodeputati PD leggono la Costituzione davanti al Parlamento europeo il primo giugno

    29 Maggio 2026
    Alluvioni Grecia inondazioni UE
    Green Economy

    Inondazioni e rischi climatici combinati: l’UE deve adottare un approccio multirischio

    25 Maggio 2026
    Aeroporto di Fiumicino. Crediti:Leonardo Puccini via Imagoeconomica
    Energia

    UE: “Impatto limitato del caro carburanti sul turismo, i viaggiatori si adattano anziché cancellare”

    25 Maggio 2026
    Presidio di Non Una di Meno [Roma, 10 luglio 2021. Foto: Andrea Panegrossi/imagoeconomica]
    Cronaca

    Femminicidi, nell’UE si guarda troppo alla pena e poco alla prevenzione

    25 Maggio 2026
    Operai via Unsplash. Photo de Shivendu Shuklasur Unsplash
    Diritti

    Sì del Parlamento UE a fare dell’8 agosto la Giornata europea per le vittime degli incidenti sul lavoro

    21 Maggio 2026
    Hantavirus - Tzitzikostas
    Salute

    Hantavirus, l’UE chiarisce: “Rischio di diffusione molto basso ma non escludiamo altri casi”

    21 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    caro carburanti- source: Imagoeconomica

    In UE a fine maggio benzina salita a 1,85 euro al litro e diesel a 1,87 euro

    di Ambrogio Sanelli
    29 Maggio 2026

    Secondo i dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, i prezzi dei carburanti nell'Unione hanno registrato un forte aumento...

    Francia Strasburgo Corte Europea dei Diritti Umani Istituzioni Esterni. Fonte: Imagoeconomica

    La CEDU riceve due ricorsi contro l’Italia per il mancato arresto di Elmasry

    di Iolanda Cuomo
    29 Maggio 2026

    L'uomo era stato accusato di crimini contro l'umanità dalla Corte penale internazionale. Arrestato in Italia, è stato rilasciato quasi immediatamente...

    FAO G20 GREEN GARDEN AL PARCO DELLA CAFFARELLA GENDER EQUALITY UGUAGLIANZA DI GENERE. Caregiver Foto: [Imago economica]

    Più donne che uomini in tecnologia e scienza, ma la parità è lontana nel lavoro di cura

    di Caterina Mazzantini
    29 Maggio 2026

    Eurostat registra un boom di lavoratrici nel settore scientifico, ma certifica una impietosa disparità nel ricorso al part-time per conciliare...

    difesa

    Cinque Paesi hanno firmato per i prestiti di SAFE per la spesa in difesa, non l’Italia

    di Giulia Torbidoni
    29 Maggio 2026

    La Polonia ha ricevuto oggi, 29 maggio, il primo pagamento di 6,6 miliardi di euro nell'ambito di questo strumento, pari...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione