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    Home » Politica » Europee: Per i candidati presidente la Gran Bretagna è una partita persa

    Europee: Per i candidati presidente la Gran Bretagna è una partita persa

    Degli aspiranti alla presidenza della Commissione europea solo due hanno toccato le coste britanniche per portare le loro proposte: Ska Keller per i Verdi e Guy Verhofstadt per i Liberali e democratici. Niente popolari, socialisti o sinistra, così Londra si allontana ancora di più da Bruxelles. Schulz ha viaggiato più di tutti, Tsipras ha visitato solo 12 paesi

    Valeria Strambi di Valeria Strambi
    23 Maggio 2014
    in Politica
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    Dalla Germania alla Spagna, passando per Austria, Francia e Italia. Hanno peregrinato per (quasi) tutta Europa a caccia dell’ultimo voto. I sei candidati alla presidenza della Commissione europea, dopo mesi di campagna elettorale, si sono ora fermati in attesa di vedere quale partito conquisterà il Parlamento europeo.

    Jean-Claude Juncker e Martin Schulz front men dei partiti più grandi sono stati anche i più dinamici: il leader del Ppe, il Partito popolare europeo, ha viaggiato a bordo del suo furgoncino blu in 18 dei 28 Stati membri, mentre il campione del Pse, il Partito dei socialisti europei, con 24 Stati visitati, ha sfiorato l’en plein.

    Eppure, i due ‘big’ hanno del tutto snobbato (e sono stati anche snobbati da) un grande paese che è anche il più euroscettico degli Stati membri, il Regno Unito di David Cameron che, in questo senso, può già dirsi tagliato fuori dall’Unione europea. Sia Schulz che Juncker hanno scelto di non parlare personalmente agli elettori inglesi. Il leader del Ppe si è limitato a mandare il furgoncino blu con un gruppetto di suoi giovani sostenitori, ma d’altra parte nessun partito britannico fa parte del gruppo del Ppe, si può dire a sua discolpa. I conservatori nella legislatura appena finita si sono fatti un gruppo per conto loro, anche se nella prossima potrebbero non farcela. Il Labour inglese, pur facendo parte del Pse, ha da parte sua deciso di non sostenere la candidatura di Schulz anzi l’ha pubblicamente criticata. A mettere fisicamente piede sulle coste britanniche sono stati solo la giovane candidata dei Verdi Ska Keller e il leader dei Liberali e democratici Guy Verhofstadt. Anche Alexis Tsipras, leader della Sinistra europea e l’altro candidato dei Verdi José Bové hanno ritenuto di poter trascurare i voti del regno Unito.

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    Vediamo quali sono stati i Paesi più visitati e quali invece sono stati abbandonati nel loro isolamento. Tutti e sei candidati sono andati almeno una volta in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia e Spagna. Fino alla piccola e lontana Cipro si sono spinti solo Juncker e Tsipras, in Estonia e in Ungheria solo Ska Keller e in Lituania solo Schulz.

    L’Irlanda, è stata molto visitata nelle campagne dei diversi candidati: l’unico a non esserci andato è stato Jean-Claude Juncker, che evidentemente non ama quella zona. Un’altra delle grandi escluse è stata l’ultima arrivata in Europa, la Croazia, che deve essere sembrata appetibile solo a Schulz e a Keller.

    Per quanto riguarda la presentazione della campagna elettorale il premio va ancora una volta ai due candidati del Ppe e del Pse. Sia Juncker che Schulz sono stati molto attivi su Twitter e Facebook e hanno investito su un sito che ha seguito attentamente ogni loro spostamento con tanto di mappa di tutti i luoghi visitati.

    Tornando ai numeri la vittoria va a Schulz con 24 Paesi visitati e il secondo posto a Juncker con 18. Seguono Ska Keller e Bové con 17 Stati in due e Verhofstadt con 14. Tsipras fanalino di coda con soli 12 Stati su 28. Il leader greco della Sinistra europea ha sì viaggiato meno dei suoi avversari, ma ha investito molte energie per tornare più volte negli stessi Stati chiave. In Italia, ad esempio, si è fatto vedere a Bologna, a Torino e a Palermo.

    Tags: bovécandidatielezioni europeeGran BretagnajunckerKellerparlamento europeoRegno UnitoschulzTsiprasVerhofstadt

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