Bruxelles – Il Parlamento europeo approva a larga maggioranza la sua linea sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ma mentre a Strasburgo il testo passa con 545 voti a favore, 47 contrari e 75 astensioni, per la commissione per la sanità pubblica (SANT) a Bruxelles si apre il caso del piano europeo contro il cancro, il cosiddetto Europe’s Beating Cancer Plan (BECA): la bozza che sarà votata in commissione parlamentare il 28 settembre contiene un’impostazione diversa su alcuni dei principali fattori di rischio, dal cibo al tabacco, passando per l’alcol. Una discrepanza che non è passata inosservata e che ha già fatto scattare l’allarme all’interno del Partito popolare europeo (PPE).
La relazione sulla strategia europea per le malattie cardiovascolari, il dossier CVD, approvata ieri (16 settembre), punta con decisione sulla prevenzione, chiedendo alla Commissione UE di “rafforzare l’azione sui principali fattori di rischio per le malattie non trasmissibili“: tabacco e nuovi prodotti alla nicotina, alcol, alimentazione, obesità e sedentarietà. Il testo chiede una revisione delle norme sul tabacco, anche per quanto riguarda la promozione sui social, migliori informazioni nutrizionali, una definizione europea degli alimenti ultra-processati e maggiori controlli cardiovascolari per le persone più a rischio.
“Il messaggio più importante è che l’Europa deve smettere di concentrarsi soltanto sulla cura delle malattie cardiovascolari e fare molto di più per prevenirle“, ha spiegato a Eunews la relatrice del testo, la socialista croata Romana Jerković. Un’impostazione che, secondo la deputata, deve intervenire “non soltanto sulle scelte individuali, ma anche sull’ambiente nel quale quelle scelte vengono compiute, dai prezzi alla disponibilità fino al marketing”.
Anche il relatore ombra di Fratelli d’Italia, afferente al gruppo dei Conservatori e riformisti europei (ECR), Michele Picaro, legge il voto come una conferma di un approccio basato sulla prevenzione e sulla proporzionalità. “Prevenzione, evidenze scientifiche e corretti stili di vita, senza trasformare le politiche sanitarie europee in uno strumento di divieti ideologici e penalizzazioni indiscriminate“, ha dichiarato, rivendicando in particolare la distinzione tra consumo responsabile e consumo nocivo di alcol.
Ma è proprio qui che emerge il nodo BECA. Eunews ha preso visione della bozza del rapporto sul piano europeo contro il cancro discusso nella riunione degli shadow rapporteur e ha riscontrato forti differenze di linguaggio e di approccio rispetto al testo CVD appena approvato dall’Aula. Differenze che riguardano in particolare il modo in cui vengono trattati alcol, tabacco e principio della riduzione del rischio.
Secondo quanto apprende Eunews da fonti interne vicine al dossier, proprio questa discrepanza avrebbe fatto scattare l’allarme nel PPE, che ieri ha convocato una riunione d’urgenza dei propri membri della commissione SANT. Durante l’incontro, diversi eurodeputati hanno espresso preoccupazione per un testo BECA che, nella formulazione attuale, non rifletterebbe l’impostazione appena avallata dall’Aula con il voto sul CVD.
La richiesta, secondo le stesse fonti, sarebbe quella di lavorare per riportare BECA verso l’impostazione emersa sulla strategia cardiovascolare, considerata più pragmatica e coerente con quella che le fonti definiscono la difesa dell’“European way of life”. Il voto resta previsto per il 28 settembre, ma non è escluso un ulteriore confronto interno al PPE prima dell’appuntamento in SANT.
Una preoccupazione analoga è espressa da Pietro Fiocchi (FdI-ECR), relatore ombra per ECR sul dossier BECA, che in un colloquio con Eunews ha parlato apertamente di una “battaglia in corso molto importante” sul testo. Il punto, per Fiocchi, è soprattutto la differenza di approccio tra i due dossier. “Il testo sulla strategia cardiovascolare era molto moderato da un certo punto di vista, ma pragmatico“, ha spiegato. Su BECA, invece, “è partita una serie di discussioni molto forti” su misure che, nella sua lettura, rischiano di trasformare la prevenzione in un approccio più restrittivo.
Al centro c’è il principio della riduzione del rischio, che secondo Fiocchi era centrale nella revisione di BECA della scorsa legislatura. “Nel testo originale, quello discusso nella scorsa legislatura, c’era il concetto di utilizzo moderato o eccessivo di alcol, che è una distinzione molto importante“, ha osservato l’eurodeputato. Nella versione attuale, invece, quella distinzione rischierebbe di essere superata. Il confronto con il voto sul CVD è quindi diretto. “Il testo sulla strategia cardiovascolare era molto moderato da un certo punto di vista, ma pragmatico“, ha ribadito Fiocchi, secondo cui su BECA si starebbe discutendo di nuovo anche della differenziazione tra prodotti sulla base del rischio.
La questione riguarda anche il tabacco. “Dal punto di vista scientifico è abbastanza provato che alcune alternative al fumo tradizionale sono meno pericolose del fumo tradizionale“, ha sostenuto Fiocchi, chiedendo che questo elemento venga considerato anche nell’impostazione regolatoria del piano contro il cancro. Il testo, però, non è ancora definitivo. “Qualcosina può cambiare“, ammette Fiocchi, ricordando che la formulazione finale dipenderà dagli emendamenti e dal voto in commissione.
Ed è proprio questo il punto politico del 28 settembre: dopo aver approvato una linea sulla prevenzione cardiovascolare con una maggioranza larghissima, il Parlamento dovrà ora decidere se applicare lo stesso approccio anche alla prevenzione del cancro. Due dossier diversi, ma molti fattori di rischio in comune. E una domanda ormai aperta dentro l’Eurocamera: perché la linea appena approvata sull’uno non dovrebbe valere anche per l’altro?

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