Bruxelles – Commissione europea e lobbisti del tabacco, il difensore civico avvia un’indagine sul modo in cui il direzione generale per il Commercio dell’esecutivo comunitario (DG TRADE) gestisce le interazioni con i rappresentanti dell’industria del settore. L’inchiesta, fa sapere lo stesso ufficio del mediatore europeo, è stata aperta a seguito di denunce presentate dall’organizzazione Contre-Feu, secondo cui la DG TRADE si sarebbe impegnata in interazioni regolari, non necessarie e non trasparenti con l’industria del tabacco. Queste interazioni potrebbero “compromettere”, secondo i denuncianti, gli sforzi di controllo del tabacco e le politiche di sanità pubblica nei paesi terzi, in particolare nei paesi a basso e medio reddito.
L’apertura dell’indagine, fanno sapere fonti dell’ufficio del difensore civico, “fa seguito” alle conclusioni della relazione prodotta dall’organizzazione e che documentava questi contatti, e sollevando preoccupazioni circa la loro trasparenza. Si tratta dunque di un atto dovuto alla luce di informazioni che non potevano essere ignorate da Teresa Anjinho, la responsabile delle indagini sulle denunce di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi dell’Unione europea. Come primo passo dell’indagine, la Mediatrice ha chiesto di esaminare vari documenti della Commissione riguardanti le sue interazioni con l’industria del tabacco.
Il filone di indagini è appena aperto e tutto è ancora da dimostrare, Contre-Feu però esulta: “
Questa inchiesta assume un’importanza ancora maggiore in quanto l’UE sta negoziando una legislazione fondamentale in materia di tabacco e nicotina”, ossia la proposta per prodotti, pubblicità e sponsorizzazione del tabacco attesa entro la fine del 2026. “Le pressioni delle lobby industriali non sono mai state così forti per bloccare le misure che potrebbero danneggiare i loro affari”, denuncia sui social l’organizzazione all’origine dell’inchiesta.Per l’Unione europea l’avvio dell’inchiesta è un ritorno al passato, nel senso meno virtuoso dei termini. Quando si parla UE e tabacco non va dimenticato il ‘Dalli gate’, il caso che coinvolse e travolse l’allora commissario per la Salute, il maltese John Dalli, costretto a dimettersi proprio per le relazioni con rappresentanti dell’industria del settore.
Dalli lasciò tra non poche polemiche a ottobre 2012, perché accusato di essere al corrente di tentate frodi senza aver denunciato né preso le misure del caso. Lui accusò l’allora presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, di essere stato ‘licenziato’, dando avvio ad un
contenzioso in Corte di giustizia dell’UE che è durato quasi dieci anni.
Insomma, l’industria del tabacco ha lasciato una macchia nella credibilità delle istituzioni comunitarie, e la possibilità di un nuovo ‘Dalli gate’ rischia di incrinare ancora di più la fiducia nell’Unione europea in un momento storico tutt’altro che all’insegna dell’euro-entusiasmo.