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    Home » Greenpeace all’Italia: “Spinga su una presidenza Verde”

    Greenpeace all’Italia: “Spinga su una presidenza Verde”

    L’associazione ambientalista chiede all’Italia di guidare il semestre europeo spostando la discussione sui temi dell’energia, del clima e della salute alimentare. Sì alle rinnovabili, no a Ogm e alla proposta Usa di rivedere gli standard europei di sicurezza alimentare

    Valeria Strambi di Valeria Strambi
    6 Giugno 2014
    in Senza categoria

    Dal prossimo mese toccherà all’Italia guidare il semestre di presidenza europea e ad attenderla ci saranno sfide e responsabilità importanti. Energia, clima e Ogm sono i temi su cui occorrerà insistere e lavorare di più secondo Greenpeace, che ribadisce il suo no ai piani di trivellazione per estrarre petrolio e gas nel Mediterraneo, la sua opposizione agli Ogm e la sua lotta per ridurre i consumi di energia di almeno il 40% entro il 2030.

    “La battaglia dell’energia è in una fase cruciale – ha detto il direttore dell’Ufficio europeo di Greenpeace Jorgo Riss – l’Italia guiderà la discussione nei dibattiti che dovranno portare a un accordo tra i governi sulle politiche energetiche e climatiche fino al 2030 e ci si aspettano decisioni concrete al prossimo summit dell’Ue a ottobre”. Secondo Riss gli Stati membri hanno ancora visioni diametralmente opposte sugli obiettivi da raggiungere nel 2030. Se Germania, Danimarca, Portogallo, Austria e altri sono d’accordo sullo sviluppare una politica orientata al raggiungimento di tre obiettivi (riduzione di gas serra, crescita delle fonti di energia rinnovabili, aumento dell’efficienza energetica), il Regno Unito, ad esempio, è ancora fermo sul portare avanti l’unico obiettivo della riduzione di gas serra.

    “Il nostro Paese non ha ancora preso una posizione chiara – ha dichiarato Luca Iacoboni, responsabile Campagna clima ed energia di Greenpeace Italia – il viceministro De Vincenti davanti alle Commissioni Ambiente e attività produttive della Camera ha espresso il favore del Governo per un singolo target europeo, ma questo non basta e nessuna misura di protezione del clima può ritenersi efficace senza impegni vincolanti per la crescita delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica”. Secondo Iacoboni è inoltre “scandaloso che l’Italia tenda a mettersi nella stessa posizione della Polonia che difende le proprie miniere di carbone, piuttosto che in quella più sostenibile della Germania”.

    Greenpeace ha espresso anche profonda delusione per la proposta sulle politiche ambientali da sviluppare entro il 2030 pubblicata dalla Commissione europea lo scorso gennaio. “Finora le istituzioni europee non sono state pronte a fronteggiare una forte azione di lobby anti-rinnovabili condotta da alcune delle maggiori multinazionali energetiche – sostiene Greenpeace – aziende come Edf, Rwe, Eon, Shell, Enel ed Eni hanno investito in carbone, gas e nucleare e vorrebbero continuare a vendere energia prodotta da tecnologie inquinanti”.

    L’altro tema su cui l’Italia può fare molto durante la sua presidenza, secondo Greenpeace, è quello degli Ogm, gli organismi geneticamente modificati. Nel Consiglio ambiente del 13 giugno sarà votata la proposta di legge che dovrebbe permettere agli Stati membri dell’Ue di vietare la coltivazione di Ogm sul territorio nazionale. “Il dibattito sull’impatto che gli Ogm possono avere su sanità, ambiente e sistema socioeconomico va avanti da anni – ha affermato Marco Contiero, direttore delle politiche agricole europee per Greenpeace Europa – ma ora la discussione torna sul tavolo e abbiamo l’opportunità di imboccare la giusta direzione”.

    Starà all’Italia nel prossimo semestre guidare i negoziati con il Parlamento e la Commissione europea per poter raggiungere un accordo finale sulla legge. Quello che chiedono molti Stati membri è che venga riconosciuto loro il diritto legale a vietare la coltivazione degli organismi geneticamente modificati entro i propri confini senza che le autorità nazionali siano esposte a denunce da parte delle industrie degli Ogm.

    Gli organismi geneticamente modificati sono tornati al centro del dibattito anche per quanto riguarda i negoziati tra Europa e Stati Uniti nell’ambito del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip). Secondo Greenpeace il rischio è che con la firma del Trattato venga ammorbidito il sistema europeo dei test sulla sicurezza degli Ogm. “La presidenza italiana dovrebbe impedire alla Commissione europea di indebolire i nostri standard di sicurezza alimentare – ha concluso Contiero – siamo molto preoccupati e convinti che i benefici economici del trattatto non giustifichino quella che potrebbe essere una minaccia per i cittadini”.

    Tags: bruxellesClimaclimagreenpeaceIT2014EUitaliaogmsemestre presidenza

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