- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 16 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Quando il Parlamento si fece Consiglio

    Quando il Parlamento si fece Consiglio

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    19 Giugno 2014
    in Editoriali
    La sede del Parlamento a Strasburgo

    La sede del Parlamento a Strasburgo

    Le elezioni europee appena passate erano iniziate oramai un paio di anni fa, con una bella aspirazione: coinvolgere i cittadini nel progetto europeo, facendo sentire gli elettori parte vera delle decisioni che vengono prese a Bruxelles. Meno filtri, si pensava, possono avvicinarle. E la scelta fu quella di proporre agli elettori il nome dei candidati a presiedere la Commissione. Non più quindi una scelta fatta nelle segrete stanze del Consiglio, tra i governi, ma un processo alla luce del sole, schiettamente democratico,o almeno “più” democratico del sistema di nomina previsto dai Trattati dell’Unione, che, comunque, son considerati come adottati con processo democratico. Una vera festa della democrazia, insomma.

    I cinque partiti principali (in termini di numeri almeno) hanno deciso di partecipare dunque a questo processo ed hanno scelto i loro candidati. Nessuna sorpresa, diciamo la verità: I socialdemocratici hanno indicato Martin Schulz, presidente uscente del Parlamento europeo, che però se non avesse avuto questa chance probabilmente sarebbe finito nelle retrovie della politica, come tanti, forse tutti i suoi predecessori. Anche per questo, forse si è candidato. I liberali, non senza qualche difficoltà, hanno indicato quello che, per molti aspetti, era probabilmente il miglior candidato alla Commissione, se non altro in termini di esperienza, l’ex premier belga Guy Verhofstadt, anche lui a rischio di essere avviato sul viale del tramonto. I verdi hanno fatto delle primarie che, diciamolo, sono andate malissimo, con un pugno di migliaia di partecipanti, per sceglier poi due candidati, nel rispetto della parità di genere: una implicita ammissione di esser fuori dalla corsa. La sinistra ha scelto un candidato vincente, nuovo e credibile, il greco Alexis Tsipras, leader di un partito in grande crescita e simbolo di un’Europa diversa, che vuole l’euro ma non l’austerità. Però anche lui era un candidato simbolico, senza alcuna speranza di successo.

    Infine c’era Jean-Claude Juncker, quello che ad oggi ha più possibilità di prendere il posto di Josè Manuel Barroso. E’ il più “consumato” di tutti i candidati possibili, quello che è stato scelto perché era “sacrificabile” nel caso, previsto per un certo periodo dai sondaggi, che i socialisti sopravanzassero i popolari in termini di deputati. Convinto europeista, anche troppo secondo David Cameron, grande esperienza, buone capacità ma ormai spento, sconfitto prima come presidente dell’Eurogruppo e poi alle elezioni politiche nel suo Granducato. Era proprio il classico “ex” di prestigio. Talmente ex che neanche si è candidato alle elezioni europee, forse perché era convinto di perdere la corsa alla Commissione e fare il deputato sarebbe stata più una seccatura che altro, forse perché temeva di non farcela neanche a diventare deputato.

    Il Parlamento però si è impuntato, ha deciso che gli elettori europei avevano scelto Juncker,e forse proprio Juncker passerà. Ma è una vittoria del Parlamento, dei cittadini? No, non la è. E’ una sconfitta del Parlamento e ancor più dei cittadini, che si troveranno uno spento signore (sconosciuto ai più) che farà della Commissione europea un puro strumento di alcuni governi. I popolari hanno perso le elezioni, non le hanno vinte, hanno perso quasi il 25% dei deputati che avevano nella passata legislatura. Anche se sono rimasti il primo partito, la si può chiamare vittoria? I socialisti hanno guadagnato una manciata di seggi, ma sono restati secondi: la si può chiamare vittoria? I liberali hanno perso anche loro deputati a mazzi, come pure i verdi: sono vittorie queste? No, non lo sono, gli elettori hanno premiato solo la sinistra di Tsipras, che però resta una forza molto piccola, e gli euroscettici, che sono enormemente cresciuti e rappresentano quasi il 20% del Parlamento.

    Dunque nessun moto popolare verso “l’elezione diretta del presidente della Commissione”, considerando anche che gli elettori pur non calando, dopo decenni, sono comunque solo rimasti stabili. Cosa è dunque successo? E’ successo che si sta negoziando su dei nomi, anche tra i deputati, cercando di piazzare Juncker ma pure Schulz, in un dialogo dal quale i cittadini sono lontani, del quale non si capiscono i termini, con il lussemburghese che tace da due settimane e lascia che altri negozino per lui. Dovrebbe invece lui uscire fuori, farsi intervistare, farsi vedere, creare un’opinione pubblica che lo sostenga, fare promesse, illustrare programmi. Invece no, tace e lascia che altri negozino per lui. Forse lavora nell’ombra, come fanno tutti i candidati che devono essere scelti in consessi che non sono “aperti al pubblico”, come avviene nel Consiglio europeo, dove si va avanti a rumors finché non esce il nome scelto, che spesso è una sorpresa. E va bene che sia così, i governi sono i nostri legittimi rappresentanti e la procedura, tra l’altro, prevede che sia così.

    Dal Parlamento, dopo tutto quel baccano, ci si aspettava qualcosa di più, più apertura, meno “trucchi”, come Schulz che si fa eleggere capogruppo del Pse a termine per poter negoziare sul suo posto in Commissione.

    No, no, era iniziata bene, ma è finita male. Peccato.

    Tags: junckernomineparlamento europeoppepresidente commissione europeaPseschulz

    Ti potrebbe piacere anche

    Parlamento europeo di Strasburgo, lavori in corso [Foto: Imagoeconomica]
    Politica

    Plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo: sul tavolo rimpatri, dazi USA e tanto altro. Ma manca Gaza

    12 Giugno 2026
    [Foto: Unsplash]
    Diritti

    Internazionalismo in tempo di guerra, la società civile “deve essere in prima linea”

    10 Giugno 2026
    Gli attivisti del Network giovani davanti al Parlamento europeo
    Cronaca

    Ucraina, Conte (M5S): “Follia continuare a scommettere sulla vittoria militare”

    10 Giugno 2026
    [Foto: Unsplash]
    Politica

    Il Patto per la migrazione e l’asilo entra in vigore, ma “nessun Paese UE è pronto”

    10 Giugno 2026
    La premiazione alla Camera dei Deputati.
    Cultura

    Povertà educativa e relazionale, 1 studente su 3 vive in comuni senza scuole superiori e senza presìdi culturali

    4 Giugno 2026
    L'eurodeputato Nicola Zingaretti durante la presentazione del patto del Mediterraneo alla stampa, 3 giugno 2026. Crediti: Staff del PD al Parlamento europeo
    Politica Estera

    Zingaretti (S&D): “Bisogna riaccendere il dialogo nel Mediterraneo, mettendo al centro le persone”

    3 Giugno 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa durante la conferenza stampa del G7 ad Evian, in Francia. Crediti: Commissione europea

    Il deficit commerciale con la Cina, le guerre in Ucraina e Medio Oriente: l’UE ribadisce le sue priorità al G7 di Evian

    di Iolanda Cuomo
    15 Giugno 2026

    Von der Leyen: “Il nostro obiettivo principale è affrontare le sfide strutturali dell'economia globale, ma anche concentrarci sulle crisi che...

    Source: Photo by Sergio Oliverio via Imagoeconomica

    Risarcimento con tre ore di ritardo: Consiglio e Parlamento aggiornano le norme sui diritti dei passeggeri aerei

    di Giulia Torbidoni
    15 Giugno 2026

    Tra gli elementi principali, la soglia di 3 ore di ritardo per ottenere il rimborso; istruzioni chiare per i passeggeri...

    Source: Imagoeconomica

    La revisione sui prodotti del tabacco mobilita l’UE: oltre 80mila feedback alla Commissione europea

    di Annachiara Magenta annacmag
    15 Giugno 2026

    La revisione delle norme UE accende lo scontro tra industria, associazioni e mondo della salute pubblica, tra accuse di influenza...

    La sala riunioni del consiglio di associazione UE-Egitto [Lussemburgo, 15 giugno 2026. Foto: European Council]

    L’UE cerca la collaborazione dell’Egitto contro la Russia, il Cairo pensa agli investimenti

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    15 Giugno 2026

    A Lussemburgo l'11esimo consiglio di associazione tra le due parti. Kallas chiede la stretta contro le navi fantasma di Mosca...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione