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    Home » Politica Estera » Transatlantic Trends, gli italiani vogliono una leadership europea più forte, negativo il giudizio sull’utilizzo dell’euro

    Transatlantic Trends, gli italiani vogliono una leadership europea più forte, negativo il giudizio sull’utilizzo dell’euro

    Il 56% della popolazione vede positivamente l'adesione all'UE ma molti ritengono debba fare di più contro la crisi

    Giuseppe Vargas</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giuvar11" target="_blank">@giuvar11</a> di Giuseppe Vargas @giuvar11
    10 Settembre 2014
    in Politica Estera

    Si a leadership UE e USA, maggiore indipendenza europea in politica estera e sonora bocciatura verso la moneta unica. Sono queste le opinioni degli italiani che emergono dai sondaggi “ 2014”, promossi da “The German Marshall Fund of the United States”. Condotti durante la prima metà di giungo, hanno testato le opinioni dei cittadini europei e statunitensi sulle relazioni transatlantiche e gli affari comunitari. L’idea di Europa come luogo di incontro fra democrazie, di libera circolazione di mezzi e persone (principi alla base dei trattati fondanti della Comunità) risulta ampiamente condivisa e recepita dalla popolazione nonostante si peni che l’UE possa fare molto di più per contrastare la crisi economica.

    Le difficoltà derivanti dall’utilizzo dell’euro preoccupano non poco gli italiani. In materia economica la frattura geografica nord-sud Europa gioca un ruolo importante. Più di metà degli italiani, il 58% analogamente a spagnoli, greci e portoghesi, boccia l’utilizzo della moneta unica bollandolo come “brutta cosa per l’economia del Paese”. Percentuali ancora più alte riguardano gli italiani che si sentono colpiti dalla crisi economica (72 %), mentre alla domanda se l’Unione europea abbia fatto abbastanza per contrastare la crisi le risposte negative raggiungono l’ 87%, secondi solo alla Spagna (88%).

    Preoccupazioni che tuttavia non portano ad un giudizio negativo dell’adesione italiana all’Unione europea, vista positivamente dal 56% degli intervistati. In aumento di quattro punti percentuali rispetto al 2013 ma percentuale ancora lontana dal 69% di tre anni fa. L’ingresso nella Comunità europea, a detta degli intervistati, è stata una buona cosa poiché “è un insieme di democrazie che dovrebbe agire insieme e che permette di viaggiare, lavorare e studiare all’interno dei propri confini”. Europa che, però, secondo il 77% degli italiani (percentuale più alta dopo la Germania) dovrebbe esercitare una leadership più forte nelle relazioni internazionali.

    Un capitolo a parte riguarda la percezione degli italiani delle relazioni con gli alleati oltreoceano.
    Una buona metà della popolazione, il 55%, trova auspicabile la leadership degli USA. Riguardo alle relazioni con oltreoceano, tuttavia, è rilevante anche la quota di coloro che vorrebbero un approccio più indipendente da parte europea nel rapporto con gli Stati Uniti (58%). Indipendenza che dovrebbe caratterizzare anche i rapporti con la Russia: solo il 9% di italiani dichiara di volere lavorare a braccetto con gli Stati Uniti, per tutti gli altri sarebbe opportuno approcciarsi attraverso l’UE (49%) o in alternativa da soli (37%).

    Rimanendo sulle relazioni con l’est Europa, il 52% degli italiani pensa sia giusto il supporto economico a favore dell’Ucraina, sebbene ci sia il rischio dii acuire il conflitto con la Russia. Il 56%, vorrebbe anche aumentarne il sostegno e quasi sei italiani su 10 concordano sulle sanzioni verso il paese di Putin.
    Guai però ad un coinvolgimento militare. Dopo i tedeschi, gli italiani più di tutti gli europei (80%), dicono no all’invio di equipaggiamenti o rifornimenti militari in terra ucraina.

    Tags: bruxellesGerman Marshall Fund @itsondaggioTransatlantic Trendsueusa

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