Bruxelles – L’Unione europea dovrà rispondere in modo più solido e coerente all’insostenibile situazione attuale delle relazioni commerciali e di investimento con la Cina. È il succo della discussione strategica incentrata sulle relazioni di Bruxelles con Pechino che ha tenuto, oggi (29 maggio), il collegio dei commissari europei.
“Il dibattito di orientamento di oggi ha offerto al Collegio dei Commissari l’opportunità di fare il punto sulle relazioni UE-Cina, analizzando sia le opportunità che esse presentano sia le sfide che comportano”, si legge in una nota di sintesi della riunione. “L’approccio generale della Commissione rimane quello di riduzione dei rischi, non di separazione” dal colosso asiatico. Questo perché “la Cina è un partner fondamentale e il dialogo e l’impegno proseguiranno”, precisa la Commissione. Ma, “allo stesso tempo, l’attuale stato delle relazioni commerciali e di investimento non è sostenibile. Poiché gli interessi economici e di sicurezza sono sempre più interconnessi, entrambe le dimensioni richiederanno una risposta più solida e coerente“, mette in chiaro Bruxelles.
Dalla Commissione, viene precisato anche che i risultati del dibattito tenuto oggi confluiranno nei lavori delle prossime settimane, in vista di ulteriori discussioni al G7 e al Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.
Proprio all’inizio della settimana, il 25 maggio, Italia, Spagna, Francia, Paesi Bassi e Lituania hanno inviato alla Commissione europea – che in base ai Trattati è la titolare della politica commerciale dell’intera Unione – un documento incentrato sul rafforzamento della difesa commerciale europea. Al centro delle loro preoccupazioni ci sono soprattutto gli Stati Uniti e la Cina: i primi per la politica protezionista basata sui dazi commerciali messa in piedi dal presidente Donald Trump, la seconda per aver adottato pratiche sleali come il dumping (la vendita di prodotti a prezzi inferiori a quelli di mercato), le triangolazioni commerciali e lo sfruttamento strumentale delle dipendenze strategiche dell’Europa.



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