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Giustizia sociale, l'Italia nei bassifondi della classifica europea

Giustizia sociale, l'Italia nei bassifondi della classifica europea

Sono i risultati di uno studio della fondazione tedesca Bertelsmann Stiftung che prende in considerazione sei dimensioni: povertà, istruzione, occupazione, salute, giustizia generazionale, coesione sociale e non discriminazione. Il nostro Paese siamo sotto la media Ue in quasi tutte

Il livello di giustizia sociale durante la crisi degli ultimi anni è diminuito nella maggior parte degli Stati membri dell’Unione europea. Ma mentre il sistema ha retto nei Stati del nord come Svezia, Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi, in quello del Sud come Grecia, Spagna e Italia c’è stato il calo più marcato con il nostro Paese che tra i 28 membri dell’Ue arriva addirittura a piazzarsi 23esimo. Sono i risultati di una ricerca della fondazione tedesca di base a Bruxelles, Bertelsmann Stiftung, che nel sui studio ha preso in considerazione sei diverse dimensioni della giustizia sociale, sulla base di 35 criteri: povertà, istruzione, occupazione, salute, giustizia generazionale nonché coesione sociale e non discriminazione.

Quando si parla di giustizia sociale, l’Italia mostra una tendenza preoccupante. Nella stragrande maggioranza dei 35 indicatori misurati lo Stivale è al di sotto della media comunitaria. La crisi degli ultimi anni ha portato ad un aumento significativo del numero di persone minacciate dalla povertà o di esclusione sociale (ormai quasi al 30 per cento) e il numero di persone affette da gravi privazioni materiali è quasi raddoppiato nel periodo 2007-2013 passando dal 6,8 al 12,4 per cento.

Questi sviluppi negativi sono stati alimentati da tassi di occupazione molto bassi e tassi di disoccupazione giovanile particolarmente elevati, intorno al 40 per cento. Ancora più preoccupante, secondo lo studio, è la percentuale dei giovani italiani di età compresa tra i 20 e i 24 che non lavorano né studiano. Qui l’Italia si piazza addirittura in ultima posizione in Europa, con una percentuale del 32 per cento. L’unico barlume di speranza è nel fatto che il collegamento tra origine sociale e il successo accademico è poco marcato, segno che il sistema scolastico assicura pari opportunità ai suoi cittadini, indipendentemente dal ceto da cui provengano (che poi nella vita lavorativa questo successo accademico abbia un prezzo è però un altro discorso). Comunque in questo indicatore il Paese si piazza al terzo posto della classifica europea.

Il divario tra Paesi con buona giustizia sociale e quello con una giustizia sociale scarsa è chiaramente influenzato dalla ricchezza dal Paese ma questo fattore non determinante. Ne è una prova il fatto che ad esempio, pur avendo l’Irlanda un Pil pro capite paragonabile a quello della Svezia, si colloca nettamente sotto la media quando si parla di giustizia sociale. Al contrario, Paesi non certo famosi per le loro performance economiche come Repubblica Ceca (grado 5), Slovenia (9) ed Estonia (10) riescono ad assicurare un buon livello di giustizia sociale ai loro cittadini.