“Dichiarazioni assolutamente inaccettabili”, cosi l’eurodeputato sloveno del gruppo Alde (liberali) Ivo Vajgl commenta quanto dichiarato da Socialisti, Popolari e Verdi in favore della designazione di Tanja Fajon (S&D) come sostituta di Alenka Bratusek, la cui bocciatura del Parlamento l’ha portata a ritirare la sua designazione alla Commissione europea.
Secondo Vajgl, che non entra nel merito della bocciatura della concittadina Bratusek e nemmeno la cita, “è solo il Governo sloveno, democraticamente eletto, a poter intervenire nel processo di selezione dei commissari proponendo un nuovo nome”. Ogni altra pressione proveniente dai Gruppi parlamentari è “una chiara sfida alla sovranità della Slovenia”. “Il trattato di Lisbona”, continua il liberale, “dice chiaramente che gli Stati membri propongono un commissario, mentre il Parlamento ne verifica l’adeguatezza”.
In mattinata il Gruppo dei Popolari e quello dei Socialisti avevano esplicitamente fatto riferimento a Tanja Fajon, che era nella rosa di nomi proposta dal governo sloveno a fine luglio, insieme alla stessa Bratusek e Karl Erjavec. Secondo i popolari ci vuole una nuova commissaria donna con esperienza e Fajon “soddisfa queste esigenze”, mentre per il capogruppo S&D Gianni Pittella “Fajon è conosciutissima in Parlamento e passerebbe sicuramente le audizioni”.



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