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Parlamento europeo vota ancora contro la doppia sede (ma la Francia se ne infischia)
Le due Aule del parlamento europeo: Strasburgo e Bruxelles

Parlamento europeo vota ancora contro la doppia sede (ma la Francia se ne infischia)

L’Assemblea di Strasburgo si è espressa ancora una vota a favore dell’adozione di una unica sede per il Parlamento europeo, ma la Francia, sempre impegnata a difendere la sede nel suo territorio, continuerà ad esercitare il suo potere di veto. “I governi non possono continuare ad ignorare la volontà forte dell’Istituzione che rappresenta 500 milioni di europei”, hanno dichiarato Lara Corni e Giovanni Toti, europarlamentari di Forza Italia. Il provvedimento, presentato da Pina Picierno, esponente del Partito Democratico ed europarlamentare del gruppo Alleanza Progressista, mette nero su bianco la tabella di marcia che negli auspici dei deputati potrebbe portare all’abolizione della doppia sede del Parlamento europeo, diviso tra Bruxelles e Strasburgo (450 chilometri di distanza).

La doppia sede è “ormai diventata simbolo di sprechi inaccettabili in un momento di crisi economica”, ha commentato Picierno. I risparmi generati dall’adozione di una sede unica infatti “possono arrivare fino a 114 milioni di euro all’anno stando alle ultime stime della Corte dei Conti dell’Unione europea”.

“Sono orgogliosa del fatto che il primo atto di questo Parlamento per continuare l’annosa battaglia contro la doppia sede porti la firma del Partito Democratico”, ha dichiarato la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia.

Devono essere fatti invece ulteriori passi avanti secondo gli esponenti Comi e Toti, i quali hanno invitato il Premier italiano Matteo Renzi a sfruttare la presidenza del Consiglio Europeo per promuovere “una spending review anche a livello europeo” e cercare di “ridurre gli sprechi di risorse che potrebbero invece andare a rafforzare crescita e sviluppo”.