- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 29 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Il nuovo mandato di Dilma, ecco perché ci riguarda (ANALISI)

    Il nuovo mandato di Dilma, ecco perché ci riguarda (ANALISI)

    Saranno anni difficili per la rieletta presidente, che rischia di vedere dimissioni in massa dei suoi ministri la prossima settimana per la gestione un'economia che ha molto rallentato. Difficili anche i rapporti commerciali (importantissimi per tutti e due) con l'Unione europea

    Giulia Richard di Giulia Richard
    15 Novembre 2014
    in Politica Estera
    Dilma Rousseff

    Dilma Rousseff

    Dilma Rousseff è stata rieletta Presidente della Repubblica Federale del Brasile lo scorso 26 ottobre con il 51,6% delle preferenze. Alla guida del Partido dos Trabalhadores (centrosinistra, PT), Dilma ha vinto di misura su Aécio Neves, candidato di centrodestra del Partido da Social Democracia Brasileira (PSDB). Si tratta della quarta vittoria consecutiva per il PT nelle elezioni presidenziali, l’unica con un margine di voti così ridotto.

    Rousseff è stata votata maggiormente negli stati più poveri del Paese, nel Nord e nel Nord Est, aree dove i programmi di welfare – come ad esempio Bolsa Família – sono più radicati e negli Stati di Rio de Janeiro e Minas Gerais. Neves ha raccolto maggiori consensi negli Stati più ricchi dell’Ovest e del Sud Est e a São Paulo. Sono quindi emersi dalle urne “due Brasili”: il Brasile degli aiuti statali e dei programmi sociali (al Nord) e il Brasile dell’Ovest e del Sud, a favore di incisive riforme economiche e di una maggiore efficienza dell’intervento statale.

    La rielezione di Dilma Rousseff è stata accolta con favore dall’Unione Europea. Il presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy e l’ormai ex Presidente della Commissione Josè Manuel Barroso hanno sottolineato l’importanza di rilanciare il partenariato strategico UE-Brasile, in vigore dal 2007. Congratulandosi con Rousseff,  non hanno perso l’occasione di richiamare l’importanza di una relazione bilaterale che permetta di rilanciare la crescita e migliorare la competitività delle economie. Un riferimento implicito alla necessità, per entrambe le regioni, di proseguire sulla strada delle riforme economiche.

    Dilma Rousseff è stata criticata prima e durante la campagna elettorale proprio per l’incapacità di portare il paese fuori da difficoltà economiche profonde e, per gli ultimi anni di crescita economica accelerata, decisamente inedite. Nel 2014 il PIL brasiliano dovrebbe crescere solo dello 0,3%, con un’inflazione al 6,5% e la moneta nazionale (il real) sarà ai minimi storici sul dollaro dal 2008.

    Le difficoltà dovute alla stagnazione economica si riflettono anche sul piano politico interno e sulla capacità di Dilma di gestire il partito e il governo. Pochi giorni fa il ministro della cultura Marta Suplicy, in carica dal 2012, si è dimessa esortando Rousseff ad un cambio strutturale per rilanciare l’economia del Brasile. L’ex ministro ha sottolineato l’urgenza della creazione di “un team di esperti economici indipendenti per rivitalizzare l’economia e ridare fiducia e credibilità al Paese”. Le dimissioni della Suplicy potrebbero non essere le uniche in arrivo: secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa brasiliana, altri ministri starebbero meditando una rinuncia all’incarico. Dimissioni che sarebbero formalizzate dopo il rientro del presidente dal G20 di Brisbane. Un’ultima cortesia per evitare di mettere Dilma in serie difficoltà davanti ai leader mondiali.

    Sembra finito il periodo in cui il Brasile si imponeva sulla scena internazionale come potenza emergente e una delle locomotive della crescita globale. Nonostante le difficoltà di questi anni, il gigante brasiliano (200 milioni di abitanti, una popolazione giovane e attiva e il settimo PIL al mondo) resta comunque un attore dall’innegabile peso politico internazionale. L’Europa lo sa e fin dal 2007 ha improntato il partenariato strategico con il Brasile – una forma di relazione bilaterale riservata ai grandi attori internazionali – su obiettivi rilevanti come il rilancio della crescita, la cooperazione nell’ambito della politica estera e l’azione comune su diritti umani, lotta al cambiamento climatico e alla povertà.

    Barroso, Roussef e van Rompuy
    Barroso, Roussef e van Rompuy

    Europa e Brasile sono alleati per riformare e rafforzare il multilateralismo e le Nazioni Unite e condividono, almeno a parole, importanti battaglie sui temi ambientali, sulla lotta alla povertà e sulla sicurezza alimentare. Sul clima rimangono tuttavia divergenze significative che ripercorrono le tradizionali divisioni Nord-Sud interne alla comunità internazionale, su tutte quelle relative alla divisione degli oneri tra Paesi sviluppati e new comers.

    La relazione è però ancora più problematica dal punto di vista commerciale. Primo esportatore al mondo di prodotti agricoli verso l’UE, il Brasile è il nono partner commerciale per l’Europa e il suo più importante mercato latinoamericano (oltre il 34% del commercio e il 54% degli investimenti UE nella regione). L’UE è il primo partner commerciale al mondo per il Brasile. Nonostante i volumi commerciali, restano grandi divergenze politiche. L’UE chiede costantemente al Brasile di ridurre le sue barriere tariffarie e non tariffarie e di mantenere un ambiente normativo il più possibile stabile per investitori e traders europei. Secondo la Commissione europea, negli ultimi 2 anni il Brasile è stato tra i Paesi che hanno fatto maggiore ricorso a misure potenzialmente restrittive per il commercio. Con una tariffa doganale media del 13,5%, nota Bruxelles, il mercato brasiliano resta uno dei più protetti al mondo.

    Le difficoltà nella relazione tra Europa e Brasile si riflettono anche su quelle interregionali tra UE e Mercosur, l’organizzazione regionale sudamericana che include anche Argentina, Uruguay, Paraguay e Venezuela. I negoziati per la firma di un accordo di associazione interregionale restano infatti in alto mare, proprio perché il capitolo commerciale continua a dimostrarsi di difficile soluzione. La scelta brasiliana di ripiegarsi sulla protezione della propria economia nazionale non facilita, in alcun modo, lo sciogliersi dei nodi nelle relazioni con UE e Stati Uniti.

    Nodi e difficoltà che non si vedono invece nelle relazioni politiche ed economiche con gli altri Paesi del gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Ne è testimone la New Development Bank (NDB), creata nel luglio 2014 durante il VI Vertice BRICS tenutosi proprio in Brasile, a Fortaleza. La NDB, intesa dai suoi fondatori come alternativa alla World Bank, non sarà operativa prima del 2016 ed avrà la sede centrale a Shanghai (con succursale sudafricana a Johannesburg). Con una capitalizzazione iniziale di 50 miliardi di dollari e un Contingency Riserve Arrangement (Fondo di riserva – Cra) di 100 miliardi di dollari, la NDB diventerà la nuova banca “Sud-Sud”, un primo esempio di alternativa concreta al multilateralismo “occidentale” rappresentato dalle istituzioni di Bretton Woods. Una banca nata dagli interessi comuni dei suoi fondatori e con la Cina come primo finanziatore.

    Il primo mandato di Rousseff alla guida del Brasile ha dato prova di numerose difficoltà nel riformare l’economia e nel tentativo di aprirla al commercio internazionale, come invece chiede con insistenza l’Unione Europea. Le scelte di politica internazionale della Presidenta – in primis il rafforzamento delle relazioni con il club dei BRICS – hanno allontanato Brasilia da Bruxelles e reso ancora più declamatorio e meno efficace l’asse euro-brasiliano per la riforma del sistema di governance multilaterale. Un obiettivo che pure i due attori continuano (molto retoricamente) ad indicare come prioritario. Il nuovo mandato presidenziale di Dilma e i nuovi vertici delle istituzioni europee vorranno e sapranno rilanciare questo partenariato? I presupposti non sono incoraggianti, ma in un tale contesto di crisi internazionale un rafforzamento della relazione tra Bruxelles e Brasilia potrebbe rivelarsi un percorso pressoché obbligato.

    Tags: BrasileDilma RousseffG20partner commercialeunione europea

    Ti potrebbe piacere anche

    Bandiera islandese. Crediti: James via Unsplash
    Le Brevi

    Islanda, parte il voto anticipato del referendum sull’adesione all’UE

    27 Luglio 2026
    Incendio a Bari. Crediti: Vigili del fuoco via Imagoeconomica
    Le Brevi

    Incendi in Spagna e Francia, l’UE invia aerei ed elicotteri in soccorso col Meccanismo di protezione civile

    24 Luglio 2026
    Smartphone con l'app di TikTok aperta. Crediti: Olivier Bergeron via Unsplash
    Net & Tech

    L’UE contro TikTok sulla sicurezza degli account dei minori: “Rischi di contatti indesiderati”

    24 Luglio 2026
    L'eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra e del gruppo della Sinistra europea, Ilaria Salis. Crediti: Parlamento europeo
    Le Brevi

    Ilaria Salis (Avs): “L’interruzione della collaborazione con i due assistenti era diventata necessaria”

    23 Luglio 2026
    Mani scrivono al PC. Crediti: Thomas Lefebvre via Unsplash
    Le Brevi

    La Commissione registra l’iniziativa dei cittadini per sistemi di identità digitale e di verifica dell’età “rispettosi della privacy”

    22 Luglio 2026
    Da sinistra a destra la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, e la vicepresidente esecutiva della Commissione europea a Diritti sociali e competenze, posti di lavoro di qualità e preparazione, Roxana Mînzatu, durante la presentazione della comunicazione sul Pilastro sociale europeo. Crediti: Commissione europea
    Diritti

    Diritti sociali, UE: “Più accesso al mercato del lavoro, sfruttare l’IA e meno disuaglianze”

    22 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    [foto: imagoeconomica]

    Dal conflitto in Iran inflazione da shock dell’offerta, su cui la BCE può poco

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Luglio 2026

    Gli esperti dell'Eurotower: "L'aumento dei prezzi attualmente in corso causato da sviluppi che sono in gran parte al di fuori...

    Trasporti - clima - calore - Europa

    Trasporti UE sempre più vulnerabili al clima estremo: entro il 2050 ondate di calore fino a 30 volte più frequenti

    di Annachiara Magenta annacmag
    29 Luglio 2026

    È quanto emerge dallo studio guidato dalla Vrije Universiteit Brussel (VUB), che ha analizzato l'esposizione di strade, ferrovie, porti, vie...

    Donald Trump

    L’UE teme le interferenze degli Stati Uniti nelle elezioni europee

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Luglio 2026

    Le preoccupazioni sollevate in Parlamento europeo da Fabio De Masi (NI). La Commissione non lo esclude, e si dice pronta...

    Gas - stoccaggi

    Gli stoccaggi di gas in Europa sono ai minimi storici

    di Rodolfo Fabbri @ErreFabbri
    29 Luglio 2026

    Polonia, Portogallo e Italia i Paesi UE con i il maggiore livello di stoccaggio

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione