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    Home » Politica Estera » Siria, l’UE ripristina l’accordo di cooperazione sospeso nel 2011

    Siria, l’UE ripristina l’accordo di cooperazione sospeso nel 2011

    La sospensione dell’accordo era entrata in vigore in risposta alle violazioni dei diritti umani commesse dal regime di Bashar al-Assad e aveva ripristinato le restrizioni quantitative sulle importazioni di alcuni prodotti siriani, come il petrolio e suoi derivati, oro, metalli preziosi e diamanti

    Valeria Schröter di Valeria Schröter
    11 Maggio 2026
    in Politica Estera
    siria

    Antonio Costa e Ursula von der Leyen incontrano Ahmad Al-Sharaa [Credits: European Council]

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    Bruxelles – Il Consiglio dell’Unione europea ha ripristinato la piena applicazione dell’accordo di cooperazione tra l’Unione e la Siria. L’accordo risale al 1977 e fornisce il quadro per le relazioni economiche e commerciali tra le parti. “Questa è una giornata storica”, ha commentato Dubravka Šuica, la commissaria per il Mediterraneo, in un punto stampa oggi (11 maggio). “La Siria ha il supporto dell’UE: vogliamo sentire quali sono le sue priorità e capire come sostenerla nel miglior modo possibile“, ha aggiunto Šuica. 

    La sospensione parziale dell’accordo era stata introdotta nel 2011 e prorogata nel 2012, in risposta alle violazioni dei diritti umani commesse dal regime di Bashar al-Assad. La sospensione aveva colpito specifiche disposizioni commerciali dell’accordo, in particolare quelle che eliminavano le restrizioni quantitative sulle importazioni di alcuni prodotti siriani, come il petrolio e suoi derivati, oro, metalli preziosi e diamanti. Secondo il Consiglio, con la caduta del regime di Assad nel dicembre 2024 e le successive decisioni di revocare le sanzioni economiche dell’UE nei confronti della Siria nel maggio 2025 – ad eccezione di quelle basate su motivi di sicurezza – le condizioni che avevano giustificato la sospensione non sussistono più. Il ripristino dell’accordo è il passo successivo: oggi la Siria rientra nel quadro giuridico ordinario che disciplina le relazioni commerciali e di cooperazione con l’UE. 

    L’UE, quindi, ha aperto un nuovo capitolo nelle relazioni con Damasco, avviando un dialogo con le autorità di transizione. Questa mattina si è tenuta la riunione del Forum di coordinamento del partenariato con la Siria, presieduta da Šuica e dal ministro siriano degli Affari esteri e degli espatriati, Asaad Hassan al-Shaibani. “La ricostruzione sul campo è già iniziata”, ha dichiarato Al-Shaibani all’inizio del suo intervento. Sul metodo, la posizione è netta. Il processo di ripresa deve essere guidato dalle istituzioni siriane, “senza che l’autorità del governo venga scavalcata”, ha detto il ministro. Le priorità sono “le infrastrutture – energia e trasporti – e servizi di base come sanità ed educazione”. La Siria, ha aggiunto al-Shaibani, punta a “una gestione trasparente dei fondi, al consolidamento delle istituzioni statali come precondizione per qualsiasi ricostruzione e a una visione a lungo termine per il Paese, basata sul capitale umano e sulla leadership nazionale”.  

    L’ambizione dell’UE, invece, è vedere la Siria giocare un ruolo attivo nel Mediterraneo. “È il momento dell’azione”, ha detto la commissaria Šuica, che ha annunciato che “sarà operativo a breve un hub – attivato con un finanziamento di 15 milioni di euro – di assistenza tecnica europea, pensato per trasferire competenze e conoscenze alle istituzioni siriane”. La commissaria Šuica, poi, ha annunciato un contributo dell’UE di 14 milioni di euro per la ricostruzione dell’ospedale di Al-Rastan a Homs. L’iniziativa fa parte del pacchetto di ripresa socioeconomica da 175 milioni di euro annunciato dalla commissaria durante la sua visita a Damasco nel giugno 2025. L’UE sta lavorando a un ulteriore stanziamento di 280 milioni di euro per il 2026 e il 2027: tutte le risorse rientrano nel pacchetto complessivo da 620 milioni annunciato da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, a gennaio 2026. 

    Intanto, il 5 maggio l’organizzazione Human rights watch (HRW) ha inviato una lettera all’Alta rappresentante Kallas e alla commissaria Šuica chiedendo all’UE di adottare un approccio ‘more for more’, legando il rafforzamento delle relazioni con Damasco a progressi concreti e misurabili su giustizia e sicurezza. L’organizzazione ha espresso preoccupazione per il fatto che la proposta di ripristino dell’accordo di cooperazione non contenesse riferimenti espliciti alle sfide aperte sui diritti umani. Sul tema dei rifugiati, HRW ha avvertito che promuovere o facilitare il ritorno in Siria senza che le condizioni lo consentano sarebbe prematuro. Su questo tema, durante il punto stampa, la commissaria Šuica ha dichiarato che “l’UE non sta spingendo nessuno ad andarsene, il ritorno è possibile se avviene in modo sicuro, dignitoso e volontario”.

    Tags: Assadconsigliocooperazionerelazioni commercialisiriaueunione europea

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