- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 10 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Petriccione (Commissione Ue): Non c’è solo il TTIP, anche l’accordo con il Giappone è decisivo

    Petriccione (Commissione Ue): Non c’è solo il TTIP, anche l’accordo con il Giappone è decisivo

    Intervista al vice direttore della Direzione Generale Commercio: "In Giappone non hanno il concetto di indicazione geografica tipica, ci stiamo lavorando perché i prodotti agroalimentari europei sono molto richiesti sul mercato e dobbiamo tutelarli"

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    26 Novembre 2014
    in Economia

    Insieme con il Ttip, ci sono altri trattati commerciali che l’Ue sta negoziando, ma dei quali si parla meno. Un esempio è il trattato sul commercio e gli investimenti con il Giappone. La Commissione europea stima che “se i due accordi con Stati uniti e Giappone venissero conclusi secondo i criteri che intendiamo noi, varrebbero un’aggiunta di circa due punti percentuali al Pil dell’Unione europea”. E’ Mauro Petriccione, che sta seguendo il dossier sull’accordo con Tokio nella sua veste di vice direttore generale alla direzione Commercio della Commissione, a dichiararlo a eunews in una intervista rilasciata in occasione della sua partecipazione a ‘How can we govern Europe’ a Firenze.

    Eunews: Perché è utile un accordo commerciale con il Giappone?

    Petriccione: Il Giappone è un paese che non cresce economicamente, ma resta le seconda o la terza economia mondiale, con una propensione al consumo molto superiore rispetto a paesi con un reddito pro capite simile. Consumano prodotti di qualità e di alta tecnologia, quindi è un mercato ideale per gli europei.

    E. Quali sono i Paesi europei che hanno maggiore interesse a questo accordo?

    P. Dipende. La Germania vende soprattutto automobili, macchinari, equipaggiamenti. L’Italia vende agroalimentare e macchinari. La Spagna soprattutto agroalimentare. Ma tutti i Paesi europei hanno un potenziale, perché il Giappone è un mercato molto interessante per i settori in cui gli europei sono ancora molto competitivi: alta tecnologia e qualità. Le nostre esportazioni verso il Giappone sono molto al di sotto delle loro potenzialità, come i nostri investimenti. Però sta iniziando a cambiare. Fino a qualche anno fa nessuno sperava di poter investire in Giappone, era troppo complicato. Adesso ci sono imprese europee che incominciano a farlo, bisogna che gli rendiamo la vita un po’ più facile.

    E. Quanto può valere questo trattato di libero scambio?

    P. È un grosso accordo, stiamo parlando di uno 0,8% del Pil europeo, sempre che il trattato si chiuda come lo intendiamo noi. È una stima iniziale del tipo di accordo che vorremmo, poi bisogna vedere che tipo di accordo riusciremo a fare. E questo non dipende solo da noi, ovviamente, ma anche dalla controparte.

    E. L’elemento principale del Ttip riguarda l’abbattimento delle barriere non tariffare, perché a livello economico non ne esistono quasi più. Vale lo stesso per l’accordo con il Giappone?

    P. Dipende dai settori. Nel settore industriale pesano soprattutto le barriere non tariffarie. In materia agricola, invece, il problema tariffario è ancora considerevole. Per prodotti alimentari, agroalimentari, vini, eccetera, le barriere tariffarie con il Giappone contano parecchio. Anche nel settore del cuoio e delle calzature gli ostacoli tradizionali, come tariffe e quote, sono ancora importanti. Quindi, anche eliminare solo le tariffe sarebbe molto importante.

    E. E per il settore della produzione industriale, quali sono gli ostacoli non tariffari?

    P. Prendiamo ad esempio le automobili. I giapponesi adottano norme internazionali, le stesse che adottiamo noi, quindi non hanno nessun problema a vendere sul mercato europeo. Ma per il loro mercato interno queste norme sono leggermente modificate, e noi abbiamo dei problemi ad adattarci, abbiamo dei costi addizionali. Quando il prodotto ha una attrattiva particolare, questi costi aggiuntivi non influiscono. Infatti, la Fiat non ha problemi a vendere la 500 e l’Alfa Romeo, ma il resto non lo vende. Il costo addizionale glielo impedisce. Poi ci sono altri esempi in materia di prodotti di elettronica e di telecomunicazione.

    E. È pensiero diffuso che nell’Ue ci siano le maggiori tutele in ambito di sicurezza dei prodotti. Mi sta dicendo che il Giappone ha norme anche più restrittive?

    P. Non direi che il Giappone ha norme più restrittive. Sono semplicemente diverse, costringono ad adattamenti e dunque a costi aggiuntivi. E molte di queste differenze non sono giustificate. Noi usiamo degli standard internazionali quando siano disponibili, quindi chiunque operi in base a quegli standard può vendere i suoi prodotti in tutta Europa. I giapponesi giocano sulle differenze. Stiamo riuscendo a convincerli che quel discorso non è più nel loro interesse, perché se lo fanno loro possono farlo tutti. Lo potranno fare i cinesi un domani. Quindi i giapponesi cominciano a capire che usare standard internazionali, senza aggiunte speciali, è anche a loro vantaggio. E questo, nell’immediato, ci darà un vantaggio sul mercato giapponese.

    E. C’è anche in Giappone il problema dei prodotti ‘italian sounding’,quelli che evocano specialità italiane, attraverso nomi e colori, ma hanno una provenienza del tutto diversa? E’ un problema che chi esporta verso gli Stati uniti, ad esempio, avverte molto.

    Il Giappone è forse il terreno ideale per fare un discorso di qualità e di identità culturale di un prodotto. Tuttavia, non hanno il concetto di indicazione geografica tipica. Stiamo cercando di spiegarglielo e farglielo accettare. I prodotti agroalimentari europei sono prodotti che il mercato giapponese assorbe. Quindi è importante riuscire a proteggerli dalle imitazioni, che però generalmente non sono prodotte in Giappone, sono importate da altri Paesi.

    E. Come stanno procedendo i negoziati? Entro quanto tempo si potrebbe arrivare a chiudere l’accordo?

    P. La trattativa potrebbe finire nel corso del prossimo anno. Forse poco dopo. Comunque stiamo parlando ti tempi ravvicinati.

    Tags: commercioGiapponenegoziato libero scambioTtip

    Ti potrebbe piacere anche

    Il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, e il ministro cinese per il Commercio, Wang Wentao. Source: EU Commission
    Economia

    UE e Cina lanciano le consultazioni su commercio, Šefčovič: “Risultati entro ottobre”

    29 Giugno 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Politica Estera

    L’UE continua a comprare terre rare dalla Russia, secondo fornitore degli europei

    29 Giugno 2026
    [Foto: European Council]
    Economia

    Competitività, i leader UE esplorano nuovi strumenti anti-Cina (ma senza conclusioni e senza menzionare Pechino)

    19 Giugno 2026
    Nave commerciale. Crediti: william william via Unsplash
    Economia

    Bilancia commerciale di UE e zonaeuro in rosso: deficit da 7,1 miliardi e da 1 miliardo ad aprile

    15 Giugno 2026
    Riunione del consiglio Affari esteri [Lussemburgo, 15 giugno 2026. Foto: European Council]
    Politica Estera

    Israele, niente sanzioni UE contro Ben Gvir. Kallas: “Manca l’unanimità”

    15 Giugno 2026
    ue cina
    Economia

    Commissione UE: lo stato delle relazioni economiche con la Cina non è sostenibile

    29 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Produzione di pneumatici nell'azienda Pirelli. Crediti: Pirelli.com via Imagoeconomica

    L’UE impone dazi fino al 45 per cento sugli pneumatici cinesi

    di Iolanda Cuomo
    9 Luglio 2026

    I dazi arrivano dopo che un'indagine della Commissione ha dimostrato che le importazioni cinesi entrano nell'Unione a prezzi di dumping

    Carburanti

    Benzina e diesel più cari in tutta l’UE, entrambi oltre il +10 per cento a luglio rispetto a febbraio

    di Cosimo Firenzani
    9 Luglio 2026

    In Italia le misure di riduzione le accise, più volte prorogate, sono terminate il 1 luglio: la benzina adesso costa...

    Minori - online - privacy - UE

    Tutela dei minori online e della privacy, il Parlamento europeo chiede di escludere l’end-to-end dal controllo

    di Annachiara Magenta annacmag
    9 Luglio 2026

    L'Aula ha adottato una serie di emendamenti alla posizione del Consiglio sulla proroga della deroga alle norme sulla privacy (direttiva...

    Il presidente Kyriakos Pierrakakis apre la riunione dell'Eurogruppo. 9 luglio 2026. Source: Council EU

    La Spagna evoca debito comune per la competitività, l’Eurogruppo dice ‘no’

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    9 Luglio 2026

    Madrid porta al tavolo la proposta di meccanismo da 850 miliardi di euro l'anno per completare mercato unico e rilanciare...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione