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    Home » Editoriali » L’Italia vista dallo spazio (titolo fuorviante)

    L’Italia vista dallo spazio (titolo fuorviante)

    Francesco Cardarelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Ceskoz_" target="_blank">@Ceskoz_</a> di Francesco Cardarelli @Ceskoz_
    5 Dicembre 2014
    in Editoriali

    colonna sonora: Franco Micalizzi – Folk and Violence

    L’Italia potrebbe essere un grande paese.

    Basterebbe riprendersi la Corsica e conquistare l’Austria e saremmo già molto più grandi. Potremmo vantare il possesso delle tre isole maggiori del Mediterraneo e diventare i numeri uno anche nell’esportazione delle palle di Mozart e del valzer. Anzi si potrebbe inventare il valzer suonato col mandolino corso. Invece restiamo sempre un paese di, vado a memoria, nel senso che nell’altra pagina ho aperto uichipidia e memorizzato la cifra, 301.340 km2.

    Ma l’espansione del patrio suolo sta avvenendo in altro modo, sotto forma di occupazione individuale dislocata in tutto il globo. Sono sempre di più gli italiani che sentono che il loro paese merita di più e vanno a prendere contatto con le altre nazioni e gli altri continenti, per carpirne i segreti, tessere trame, lavare piatti, ed espandersi a macchia d’olio come i carrarmatini del Risiko. Un caso isolato, che però è già il secondo in poco tempo e potrebbe essere lo startàp di un nuovo trènd (la lingua italiana va preservata), è quello di Samantha Cristoforetti che ha deciso di portare il suo CV, come già aveva fatto il collega Luca Parmitano, direttamente fuori dalla ionosfera.

    In Italia esistono intere città abitate esclusivamente da vecchi e neonati perché tutta la popolazione attiva è partita in missione conquistadora all’estero. Si calcola ad esempio che se tutti i foggiani nel mondo rientrassero a casa si dovrebbe costruire una città grande come due volte Pechino. I compatrioti stanno anche diffondendo i geni nostrani mischiandosi con le altre etnie e secondo studi fatti dai vari ricercatori emigrati, quelli che in Italia facevano le fotocopie e sono partiti alla ricerca di un lavoro ritrovandosi paradossalmente nel campo della ricerca istessa, entro il 2096 il 70% della popolazione mondiale avrà almeno una parte di DNA italiano. Oltre al patrimonio genetico ovviamente stiamo esportando anche le nostre eccellenze culturali tipo la doppia fila, il clacson in simultanea col verde, le telefonate ad alta voce nei luoghi pubblici ed il giusto tempo di cottura della pasta.

    E mentre l’Italia si svuota strategicamente di italiani, sono sempre di più gli immigrati che approdano nello stivale scappando da situazioni, anche se è quasi impossibile da credere, peggiori della nostra.

    Gli immigrati sono individui pericolosi, portatori di gravi malattie come l’ebola (anche se vogliono farci credere che l’unico contagiato dal virus in Italia fosse un medico italiano), allergici al lavoro (avete mai visto un immigrato guidare un taxi o pulire le strade o ausiliare il traffico o amministrare un comune?) e dediti al furto, lo spaccio di stupefacenti e la violenza sulle donne italiane. I giornali cercano di depistare l’attenzione parlando dei continui femminicidi e violenze domestiche quotidiane compiuti dai nostri connazionali, o dal grandioso giro d’affari per le casse della nostra criminalità organizzata grazie al mercato della droga e alla gestione dell’accoglienza dei suddetti individui, ma l’arguto italiano medio alla fermata dell’autobus sa benissimo che sono loro la causa di tutti i mali del paese. E spera che vengano sterminati dai vaccini killer.

    A proposito di criminalità organizzata, per cui l’Italia è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo ed ovunque cerchi di emigrare ci sarà sempre un ristorante italiano sotto casa in cui si mangia bene e si spende poco, creato per riciclare ed incrementare il danaro delle cosche mafiose, in cui gli stranieri vanno contenti, mangiando di gusto e ridendo coi camerieri “italiano pizza e mafia ahahah” e purtroppo frequentato anche da tanti italiani che continuano ad andarci perché “si mangia bene e si spende poco” (e però poi non fate gli indignati se sparano a qualcuno in piazza o fanno una strage come a Duisburg, che ad alimentare questo sistema siete anche voi), stanno uscendo fuori delle notizie spaventose riguardo gli intrallazzi con la politica.

    Le mafie rispondono ai bisogni del cittadino colmando i vuoti lasciati dallo Stato. Se ti senti un po’ giù e hai bisogno di qualcosa che ti dia energia ma la RedBull non ti basta, se hai freddo e vuoi una ragazza calda e giovane che altrimenti non ti avrebbe neanche sfiorato di striscio, se hai bisogno di un prestito per comprare il respiratore a tuo padre ma sei disoccupato e la banca non vuole darti un soldo, le mafie sono là per aiutarti. Ogni anno grazie al mercato nero, allo sfruttamento sessuale, alle estorsioni e all’usura, queste organizzazioni muovono capitali pari o maggiori di quelli delle grandi aziende ed è ovvio che in qualche modo dovranno investirli. E’ qui che si perde tutta la poesia di un meccanismo ben oliato che va avanti da decenni: sono sempre di più le collusioni tra il mondo epico della criminalità e quella sporca e infida nicchia di parassiti sociali che vengono chiamati politici.

    Tra l’altro tutta ‘sta storia è stata tirata fuori dal sindaco Marino per coprire due multe non pagate.

    Ma c’è un disegno dietro questo quadro. Cioè questo quadro è un disegno, incorniciato. La diffusione degli italiani nel mondo, l’espansione della politica all’interno del sistema mafioso, gli immigrati che portano l’ebola, sempre più italo-astronauti che vanno nello spazio e i vaccini che uccidono, sono tutti tasselli di un puzzle molto complesso, manovrato dall’alto attraverso le scie chimiche, di cui purtroppo non posso scrivere sennò mi tocca fare la fine di Saviano e non mi va.

    Quindi vi lascio con questi spunti ed aggiungo pure un po’ di spuntature così domenica potete fare il sugo bono per la polenta.

    Buon uichènd a chi ancora riesce a stupirsi, senza bisogno di stupefarsi.

    PieSse:

    Se qualcuno volesse far notare che la Corsica in realtà è solo la quarta isola maggiore del Mediterraneo dopo Cipro, si faccia un esame di coscienza.

    Tags: ebolaemigrazioneimmigrazionemafiamafia capitale

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