Mosca ribadisce di non aver più intenzione di portare avanti il progetto South Stream. A seguito dei contatti presi dall’Unione europea, è arrivata oggi una ulteriore conferma dell’interruzione del progetto che avrebbe dovuto portare gas all’Ue in via diretta passando per il Mar Nero, ed eliminando così ogni Paese extra-comunitario dal transito. L’annuncio è stato dato dal ministro russo per l’energia, Alexander Novak, in una telefonata con Maros Šefčovič, vicepresidente della Commissione Ue.
Martedì il vicepresidente aveva incontrato i rappresentati di Austria, Bulgaria, Croazia, Grecia, Italia, Romania e Slovenia. Per dare seguito alle discussioni con loro ieri Šefčovič ha telefonato al ministro russo Novak per chiarire la situazione, ricevendo una conferma della volontà di Mosca di interrompere il progetto. Il vicepresidente della Commissione ha allora annunciato che presenterà all’inizio del 2015 una proposta relativa alla struttura organizzativa del Gruppo di lavoro ad alto livello, come stabilito durante l’incontro di martedì. “Ora intensificheremo i lavori con gli Stati membri dell’Europa centro-orientale e del sud in merito alle interconnessioni dei mercati europei e alla diversificazione delle forniture di gas”. Sono questi gli obiettivi della futura Unione energetica europea, definita da Šefčovič “una priorità dalla nuova Commissione”.



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