L’Unione europea tenta di mediare nella nuova disputa sul gas tra Kiev e Mosca che potrebbe portare ad un imminente chiusura dei rubinetti del gas russo verso l’Ucraina con rischi anche per i flussi verso l’Europa. Lo stop è soltanto questione di ore per Mosca che, dopo gli avvertimenti di qualche giorno fa, oggi ha lanciato l’ultimatum: se Naftogas, la compagnia ucraina, non completerà entro questa settimana i prepagamenti per il mese di marzo le forniture di gas russo a Kiev cesseranno. Decisione annunciata in tv da Serghiei Kuprianov, portavoce del colosso russo Gazprom e confermata da Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino.
In questa escalation di tensione sulla parte energetica, che arriva simultaneamente ad una de-escalation sul territorio (con le prime 24 ore di tregua davvero rispettata), si inserisce l’Ue che tenta di riportare le parti intorno al tavolo. Il commissario per l’Unione energetica, Maros Sefcovic ha invitato rappresentanti di Russia ed Ucraina a Bruxelles il prossimo lunedì 2 marzo per tentare una mediazione, seppure a ultimatum scaduto.
In campo anche l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini che ne ha parlato telefonicamente con il capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov: il ministro di Mosca, ha poi riferito Mogherini ai giornalisti italiani, ha espresso il suo “sostegno al dialogo trilaterale che possa risolvere la situazione” e ha confermato la partecipazione del ministro dell’energia, Pavlo Klimkin al vertice di lunedì. “Se le cose andranno bene – ha continuato Mogherini – si potrà proseguire anche con una dimensione bilaterale Ue-Russia”. Nella conversazione spazio anche all’attuazione degli accordi di Minsk: l’Alto rappresentante ha espresso l’auspicio “che la situazione possa continuare a essere più come nelle ultime 24 ore che non nelle 24 precedenti”. L’Ue è soprattutto impegnata a rafforzare la missione sul terreno degli osservatori dell’Osce, che hanno problemi a monitorare il rispetto dell’accordo.

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