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    Home » Politica Estera » Europa? No, grazie: Islanda blocca il processo di adesione all’Ue

    Europa? No, grazie: Islanda blocca il processo di adesione all’Ue

    Il governo euroscettico di Reykjavik ha comunicato la decisione con una lettera a Bruxelles. A porre problemi soprattutto le quote per la pesca in vigore nell'Ue. Commissione: "La porta rimane aperta"

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    13 Marzo 2015
    in Politica Estera

    Bruxelles – L’Islanda, almeno per adesso, non entrerà a fare parte dell’Unione europea. Dopo avere annunciato l’intenzione, il governo di Reykjavik è passato ai fatti e ha inviato una lettera a Bruxelles per comunicare ufficialmente l’intenzione di sospendere, per un periodo di due anni, i negoziati per l’adesione. La decisione è la messa in atto del programma della coalizione di centro destra, al potere dal 2013, che fin dall’inizio aveva promesso di stoppare il processo. Tra le ragioni più forti per abbandonare la prospettiva europea, le quote sulla pesca in vigore nell’Ue, che creerebbero non pochi problemi all’economia dell’isola del nord Europa di cui la pesca è uno dei principali pilastri.

    “Gli interessi dell’Islanda sono serviti meglio fuori dall’Unione europea”, ha chiarito sul suo sito internet il ministro degli Affari esteri islandese. Il primo ministro, Sigmundur David Gunlaugsson, ha invece ricordato che “alcuni dei partiti” al potere non avevano voglia di proseguire il lavoro necessario per unirsi ai Ventotto Stati membri dell’Ue. Non mancano comunque le polemiche da parte dell’opposizione politica secondo cui si è trattato di una decisione unilaterale da parte del governo che non è mai arrivato ad ottenere una maggioranza sulla questione in Parlamento.

    “È prerogativa dell’Islanda prendere una decisione libera e sovrana su come portare avanti le relazioni con l’Ue e rispettiamo pienamente la decisione”, commenta Maja Kocijancic, portavoce dell’Ue per gli Affari esterni. “L’Islanda – continua la portavoce – rimane comunque un partner importante per l’Ue per la partecipazione negli accordi economici”. L’Islanda è membro dell’Associazione europea di libero commercio e può esportare i suoi prodotti marittimi verso il continente senza barriere tariffarie. Il Paese applica anche la convenzione di Schengen che permette la libera circolazione delle persone.

    “Il governo non ha formalmente ritirato la richiesta, ha sospeso i negoziati per due anni”, ricorda anche l’esecutivo Ue, garantendo che “la porta rimane aperta” se in seguito Reykiavic decidesse di ripensarci. Il fatto che, per la prima volta nella storia dell’Ue, un Paese abbia deciso di fare marcia indietro dopo avere presentato domanda di adesione non significa comunque che l’Europa abbia perso la sua forza attrattiva, garantisce la Commissione europea. “Il potere di attrazione dell’Ue si misura nel continente e nel mondo e ci sono molte nazioni che, anche se non aspirano ad accedere, mirano ai valori e ai diritti che sono garantiti nell’Ue”, fa notare il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas.

    L’Islanda aveva presentato domanda di candidatura nel 2009, in circostanze molto particolari: al potere all’epoca c’era il primo governo di sinistra della storia del Paese, in Islanda era in atto una grave crisi finanziaria che aveva indebolito la fiducia dei cittadini nelle istituzioni nazionali e la corona islandese aveva subito un pesante crollo che aveva fatto nascere la voglia di adottare l’euro.

    I socialdemocratici favorevoli all’adesione, però, non sono mai riusciti a spiegare come si sarebbe potuta colmare la distanza tra Bruxelles et Reykjavik sulle quote per la pesca e lo spinoso argomento non è nemmeno mai stato toccato nel corso dei negoziati, tra giugno 2011 e gennaio 2013. Così, quando il Partito del progresso, centrista e fortemente euroscettico, e il Partito dell’Indipendenza, conservatore, sono tornati al potere hanno da deciso di chiudere rapidamente la parentesi europea.

    Tags: adesionebruxellescommissione europeaislandaue

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