- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 18 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Dalla Ced alla Pesc, i sessant’anni dell’Europa (mancata) della difesa

    Dalla Ced alla Pesc, i sessant’anni dell’Europa (mancata) della difesa

    Recentemente Juncker ha invocato la creazione di un esercito comune, di cui si parla dagli anni Cinquanta. Da allora tanti esperimenti e pochi risultati. Storia di un'integrazione ancora tutta da fare

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    24 Marzo 2015
    in Politica

    L’Ue ha bisogno di un suo esercito. Parole, quelle del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che hanno riaperto un dibattito tante volte sollevato ma mai portato a una conclusione. La questione di un’integrazione militare accompagna l’Europa dagli inizi del suo processo di integrazione. L’idea di esercito europeo risale agli anni Cinquanta e al progetto fallito di una Comunità europea della difesa (Ced), teorizzata per la prima volta dal “piano Pleven” concepito da René Pleven, capo del governo francese dal 1950 al 1952. Egli pensa all’estensione in ambito militare della cooperazione già esistente in ambito economico tra gli Stati della Ceca, la comunità economica del carbone e dell’acciaio. Ma Pleven viene “tradito” dal suo stesso Paese. Il trattato di istituzione della Ced viene firmato il 27 maggio 1952 da Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Germania Ovest, Italia e Francia. Ma a Parigi il trattato intergovernativo non trova la ratifica del Parlamento (264 voti a favore, 319 contrari): il piano Pleven fallisce. Per la prima volta l’Europa – all’epoca nel formato a sei Stati – va vicinissima a un’integrazione della difesa all’interno di un progetto sovranazionale, con istituzioni comuni, forze armate comuni, un budget comune, e programmi comuni.

    La guerra fredda mette i governi di fronte a sfide tanto complesse quanto delicate, e i governi – accantonata la Ced – tentarono di dar vita a un esercito europeo attraverso l’Unione dell’Europa Occidentale (Ueo), progetto di cooperazione militare che vede l’allargamento a un settimo Stato del processo di integrazione della difesa. A Parigi il 23 ottobre 1954 firmano il trattato di cooperazione gli stessi Paesi della (quasi) Comunità europea della difesa (Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi) più il Regno Unito. Si tratta di una riattivazione – in senso più ampio – del vecchio trattato di Bruxelles del 1948, in cui Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Regno Unito si erano impegnati alla mutua assistenza in caso di aggressione militare di potenze terze. L’Ueo però si pone il compito di sviluppare la cooperazione in senso lato, quindi anche in ambito culturale, economico e sociale. Da un punto di vista militare non si hanno progressi significativi, e l’attività dell’Ueo subisce una battuta d’arresto negli anni Settanta. Nel 1973 l’ingresso di Danimarca, Irlanda e dello stesso Regno Unito all’interno della Cee impongono ripensamenti di politiche e strategie. Inoltre l’Ocse e il Consiglio d’Europa – due organismi al fuori dell’orbita Cee – si appropriano di fatto delle competenze del’Ueo in ambito economico e sociale.

    Un tentativo di rilancio della politica di difesa comune avviene con la Dichiarazione di Roma del 27 ottobre 1984, in cui si mette nero su bianco la necessità di definire e sviluppare una “identità di sicurezza europea” e di “armonizzare progressivamente” le politiche di difesa degli Stati membri. Ma nel 1986 il numero degli Stati membri aumenta (arrivano Spagna e Portogallo), e il ragionamento sulla difesa comune rallenta, poiché deve essere esteso ai nuovi arrivati. Alla fine del 1989 cade il muro di Berlino, e la riunificazione tedesca contribuisce a un nuovo rallantamento dei lavori di integrazione della difesa, sentita anche come minore necessità a seguito della dissoluzione dell’Urss. Di Politica di sicurezza comune si parla esplicitamente per la prima volta nel 1992 con il trattato di Maastricht, ma la Politica europea di sicurezza e difesa (Pesc) troverà un ruolo centrale solo con il trattato di Lisbona (firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore l’1 dicembre 2009).

    La Pesc è una politica intergovernativa che riguarda le missioni e le operazioni dell’Ue nei Paesi terzi, ma si pone anche l’obiettivo di migliorare e coordinare le capacità di difesa degli Stati membri dell’Ue. Questi ultimi però non hanno mai voluto né saputo accrescere la cooperazione reciproca: politiche strutturate permanenti non sono mai state definite, e le unità militari dell’Ue (Battlegroups, 1.500 soldati organizzati in 14 battaglioni) sono state costituite ma mai utilizzate. La riunione dei capi di Stato e di governo dei Paesi Ue del dicembre 2013 ha stabilito la necessità di velocizzare l’integrazione europea della difesa, lavorando sulla sicurezza cibernetica,  sicurezza marittima, e migliore dispiegamento delle forze di difesa. Si aggiunge anche la raccomandazione della Commissione ad un cooperazione dell’industria della difesa. Il processo sembra essersi rimesso in moto, per un’integrazione lunga oltre sessant’anni e ancora tutta da fare. Anche per questo, oggi, potrebbe esserci bisogno di un esercito europeo. Per chiudere un capitolo lungo sei decenni.

    Tags: difesaDifesa comune europeadifesa ueesercitointegrazionepescueunione europea

    Ti potrebbe piacere anche

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica
    Politica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    17 Aprile 2026
    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Politica Estera

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    17 Aprile 2026
    Inkyo Cheong e Maroš Šefcovic. Fonte: EC - Audiovisual Service
    Economia

    L’UE punta sull’Indo-Pacifico: nuovi passi con Seul e Tokyo su commercio digitale e difesa

    17 Aprile 2026
    [foto: imagoeconomica via aeroporto tra] Allarme Carburante Commissione UE
    Mobilità e logistica

    L’UE rassicura: “Nessun allarme carburante per aerei, ma ci prepariamo a possibili carenze”

    17 Aprile 2026
    Emissioni Gas serra UE
    Green Economy

    Nel 2024 le emissioni di gas serra UE calano del 40 per cento sul 1990

    17 Aprile 2026
    Colpi di arma da fuoco vengono esplosi in aria dai sobborghi meridionali di Beirut nelle prime ore del 17 aprile 2026, mentre i residenti celebrano l'inizio di un cessate il fuoco di 10 giorni entrato in vigore a mezzanotte. Il cessate il fuoco era stato annunciato in precedenza dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo colloqui diretti a Washington tra funzionari israeliani e libanesi, i primi negoziati di questo tipo da decenni. Copiright: Nael Chahine/MEI/SIPA / IPA
    Politica Estera

    L’UE accoglie la tregua in Libano, Costa: “Deve essere attuata e verificata sul campo”

    17 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione