Bruxelles – Gli Stati dell’Unione europea devono “urgentemente coordinare una reazione immediata contro il cyber terrorismo dell’Isis”. A chiederlo è il gruppo dei Socialisti & democratici al Parlamento europeo in risposta all’attacco avvenuto contro l’emittente francese TV5 Monde la cui pagina di apertura del profilo Facebook è stata oscurata ieri sera, mercoledì, e sostituita con la scritta in campo “Je suIS IS” e la firma “CyberCaliffato”. Anche le trasmissioni sono state interrotte e si è dovuto mandare in onda programmi registrati.
“Siamo impegnati a contenere le minacce alla sicurezza cybernetica e difendiamo la libertà dei media”, è stato il commento della portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud, che ha ricordato che Bruxelles “nel 2013 ha adottato una strategia sulla cyber security e proposto una direttiva sui servizi informativi per rafforzare la sicurezza”, direttiva che è ora in discussione in Parlamento e Consiglio. “Vogliamo adottare altre misure in futuro”, ha annunciato la portavoce, “e saranno contenute nell’agenda che presenteremo a fine aprile e nel pacchetto sul mercato digitale che presenteremo a maggio”.
TV5Monde è un network composto da 11 canali, nove generalisti e due tematici, visibili in 200 Paesi del mondo. “La loro cronaca quotidiana è una risorsa importante per molte persone in tutto il mondo, compresa la regione del Maghreb e altri Paesi africani ed è proprio per questo ruolo che sono diventati bersaglio di terroristi Isis”, ha sottolineato la socialista francese e vicepresidente del Parlamento europeo Sylvie Guillaume. “Se verrà confermato che dietro l’attacco c’è l’Isis non bisognerà sottostimarlo solo perché non ci sono state vittime”, avverte la vicepresidente degli S&D Tanja Fajon, secondo cui “proprio come con Charlie Hebdo, l’Isi prende di mira deliberatamente la nostra libertà di espressione e di informazione”. “È terribile”, ha aggiunto Fajon “vedere come un gruppo di terroristi arretrati e ignoranti possa facilmente incidere e bloccare le informazioni di un canale televisivo internazionale. Noi dovremmo essere quelli che bloccano la loro propaganda violenta e non-sense”.



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